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ECCO I SETTE PESCI CHE DOVRESTI SMETTERE DI MANGIARE: FANNO PIU’ MALE CHE BENE

Probabilmente se avete preso l’abitudine di mangiare pesce durante la settimana è perché avete come obiettivo il raggiungimento di un’alimentazione sana e completa. Tuttavia non basta alternare gli alimenti, ma bisogna anche fare attenzione alla qualità di quello che si porta in tavola, in modo specifico per il pesce: i nostri fiumi, mari e laghi non godono di una splendida salute e neanche la fauna che li abita. Ecco quali pesci sarebbe meglio evitare e qualche consiglio per fare sempre la scelta migliore.

1. Pesce Gatto

Questi pesci sono da adulti di considerevoli dimensioni ma alcuni allevatori pensano bene di far raggiungere la stessa grandezza anche agli esemplari più giovani: lo fanno somministrando loro ormoni e un’alimentazione molto squilibrata. Questo fatto è stato evidenziato soprattutto con i pesci di importazione asiatica: è sempre meglio preferire un pesce gatto pescato, che è anche molto più sano dal punto di vista dei nutrienti.

 

2. Sgombro

Lo sgombro è uno di quei pesci che accumula mercurio più di altri nel corpo. Questa sostanza non è benefica per l’essere umano che non è in grado di smaltirlo. Il mercurio è causa di numerose malattie soprattutto cardiovascolari (ipertensioni, ictus e infarti). È opportuno acquistare sgombro proveniente dall’Oceano Atlantico, che tra tutti è quello che contiene meno mercurio.

3. Tonno

Come in tutti i pesci di grossa taglia, anche nel tonno il problema del mercurio è un fatto comprovato. Alcune categorie dovrebbero assumerne quantità ridotte, soprattutto i bambini e le donne in gravidanza. Sebbene il tonno in scatola sembri un’ottima alternativa, pratica e di veloce consumo rispetto al pesce fresco, è bene non eccedere con le quantità. 

 

4. Tilapia

Forse avrete sentito parlare di questo pesce: molti dicono che sia quello meno conosciuto ma anche il più consumato. È una specie low cost che si presta molto bene all’allevamento. Il suo principale fornitore è la Cina in cui gli standard di sicurezza sono molto bassi e ambigui, per questo molti non considerano sano questo pesce: la Tilapia ha spiccate capacità di sopravvivenza anche in acque molto inquinate.

 

5. Anguilla

Sono pesci molto grassi, che assorbono tutte le sostanze inquinanti presenti nelle acque in cui vivono. Scegliere anguille proveniente solo da allevamenti di fiducia o pescate in ambienti non inquinati. 

6. Pangasio

Per un periodo il Pangasio ha riportato il pesce sulla tavola di molte famiglie: la sua carne è tenera, delicata ed anche i bambini dimostravano di apprezzarlo. Anche il prezzo di vendita era tra i più bassi ed il motivo è che la sua provenienza è il fiume Mekong, uno dei corsi d’acqua più inquinati del Vietnam e non solo.

 

7. Spigola

La spigola non è un pesce pericoloso di per sé (contiene comunque dosi variabili di mercurio) ma perché è una di quelle specie soggette a truffa: molto probabilmente se ordinate un filetto di spigola panato in un ristorante di poca fiducia vi arriverà in tavola un pesce ben più economico, Pangasio ad esempio. Anche il pesce spada e la cernia vengono spesso rimpiazzati.

 

Integrare il pesce nella propria dieta rimane ancora una priorità: ecco qualche trucco per scegliere quello migliore.

  • Notate la lucentezza del corpo: per molluschi e crostacei è un indicatore di freschezza molto importante.
  • Se la coda è molto più scura del resto del corpo, il pesce non è fresco.
  • Un pesce pescato da poco ha l’occhio ricurvo verso l’esterno.
  • Le branchie del pesce fresco sono di un rosa più o meno intenso a seconda della specie. Non acquistate nulla con branchie color avorio.
  • Il pesce fresco ha tessuti elastici: premete sul corpo, se rimane la fossetta il pescato è vecchio.
  • Se acquistate pesce vivo, scegliete sempre quelli che nuotano sul fondo dell’acqua e non in superficie.
  • Se pescate voi stessi il pesci è consigliabile acquistare un analizzatore di mercurioper essere certi di pescare in ambienti non inquinati.

In molti casi è preferibile acquistare prodotti confezionati: qui è possibile controllare la zona di pesca, le lavorazioni subite e la data di confezionamento.

 

 

 

 

 

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