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LE FERITE, IL SANGUE, GLI AVVISTAMENTI: TUTTO FALSO! COSI’ IGOR E’ RIUSCITO A BEFFARE UN INTERO ESERCITO

Tre mesi esatti. Da quando Norbert Feher, alias Igor Il Russo, ha fatto perdere le sue tracce dopo aver ammazzato il barista di Budrio Davide Fabbri. Del killer non c’è traccia, nonostante l’imponente schieramento di uomini, un migliaio che ruotavano su più turni tra poliziotti, carabinieri e soldati che gli ha dato la caccia per settimane nelle campagne a sud di Ferrara, tra avvistamenti, segnalazioni, un altro omicidio (quello della guardia Valerio Verri). Igor è ancora uccel di bosco, con ogni probabilità lontano da quelle terre che per 90 giorni hanno vissuto nella paura del fuggiasco armato e pericoloso.

Ma come ha fatto un uomo solo a fregare centinaia di professionisti? Prova a spiegarlo, partendo dalla cronaca di questi giorni, lo scrittore Donato Carrisi in un lungo articolo-racconto sul Corriere della Sera. Una fuga iniziata su un furgone rubato usato per allontanarsi da quel bar di Budrio ma abbandonato presto, prima che la targa sia segnalata ai posti di blocco. La strategia vincente è stata quella di dare l’impressione di non avere un piano, di sembrare agli occhi di chi lo cerca un balordo allo sbando. Rientra, forse, in questa strategia il sangue lasciato sui sedili di quel furgone, che ha dato ai cacciatori l’idea che la preda è ferita e che per questo non potrà andare lontano.


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Ma, forse, racconta Carrisi, quei tagli Igor se li è fatti apposta, visto che non pare aver riportato ferite nella sparatoria in cui è morto il povero barista di Budrio. Il suo obiettivo è raggiungere l’europa dell’Est, ma chi gli dà la caccia dovrà pensare che lui è ancora lì, in quei 40 chilometri quadrati di campagna romagnola. Così prenderà un vantaggio che gli altri non potranno più colmare. “Per questo, deve ‘marcare’ il territorio, nascondendosi tra casolari e sterpi, spostandosi solo di notte, bevendo l’acqua dei fossi e cercando il cibo tra i rifiuti. Coi propri escrementi crea false piste olfattive per fuorviare i cani molecolari e per una settimana riesce ad apparire pur rimanendo invisibile, come uno spettro. L’ottavo giorno incrocia due guardie ecologiche: una la uccide, l’altra, ferita, la risparmia lasciando in vita un testimone prezioso che col proprio racconto possa contribuire all’inganno. Nessuno avrà più in mente di cercarlo altrove, perchè il fatto che lui sia ancora in zona fa pensare ai suoi cacciatori che non sia in grado di fuggire”. E’ l’ultima volta che lo vedono. Da allora Igor è sparito davvero.

 

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