www.mag24.es http://www.mag24.es MAG24 La Nuova Informazione Indipendente Tue, 19 Jun 2018 14:46:33 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.6 Ricordate il galoppino di Renzi? Ha denunciato Salvini: il reato che avrebbe commesso? Roba da far ridere i polli http://www.mag24.es/2018/06/19/ricordate-il-galoppino-di-renzi-ha-denunciato-salvini-il-reato-che-avrebbe-commesso-roba-da-far-ridere-i-polli/ http://www.mag24.es/2018/06/19/ricordate-il-galoppino-di-renzi-ha-denunciato-salvini-il-reato-che-avrebbe-commesso-roba-da-far-ridere-i-polli/#respond Tue, 19 Jun 2018 14:46:33 +0000 http://www.mag24.es/?p=78221 Praticamente sparito dopo le ultime elezioni, Roberto Speranza, passato dal Pd a Liberi e uguali, ha denunciato Matteo Salvini per le sue dichiarazioni sui rom. “Censimento dei rom? E dopo cosa altro c’è? Evocare le razze è gravissimo e supera ogni limite. Soprattutto se a farlo è il ministro dell’Interno”.

Il coordinatore nazionale di Mdp e parlamentare  sta preparando la denuncia contro il ministro dell’Interno ai sensi della legge Mancino per istigazione all’odio razziale, dopo le parole del leader leghista sul censimento dei rom.

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“E’ dimostrato che le navi Ong favoriscono i trafficanti” Il Pm di catania tappa la bocca per sempre alle perpetue buoniste ed alle loro lagne di convenienza. Pura convenienza sia economica che politica http://www.mag24.es/2018/06/19/e-dimostrato-che-le-navi-ong-favoriscono-i-trafficanti-il-pm-di-catania-tappa-la-bocca-per-sempre-alle-perpetue-buoniste-ed-alle-loro-lagne-di-convenienza-pura-convenienza-sia-economica-che-pol/ http://www.mag24.es/2018/06/19/e-dimostrato-che-le-navi-ong-favoriscono-i-trafficanti-il-pm-di-catania-tappa-la-bocca-per-sempre-alle-perpetue-buoniste-ed-alle-loro-lagne-di-convenienza-pura-convenienza-sia-economica-che-pol/#respond Tue, 19 Jun 2018 13:55:50 +0000 http://www.mag24.es/?p=78218 Estratto dell’Articolo di Carmelo Zuccaro* pubblicato da “Il Fatto Quotidiano”

*Procuratore capo di Catania

La concentrazione e il consolidamento in Libia delle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico migratorio ha portato a una profonda trasformazione delle sue modalità operative. Per cogliere al meglio le possibilità […] era opportuno […] eliminare l’accompagnamento dei migranti da parte delle “navi madri”, che in precedenza li trasportavano a ridosso delle acque territoriali italiane, lasciandoli poi sui barconi. […]

I TRAFFICANTI

Il sempre maggiore numero delle unità navali nel Mediterraneo con funzioni di search and rescue poteva essere volto a loro favore dai trafficanti, che in questa seconda fase decisero di arretrare il raggio di azione delle loro imbarcazioni, facendo agire natanti più piccoli e più veloci nella fuga, da utilizzare non più per il trasporto ma solo per l’accompagnamento dei barconi dei migranti in funzione di ausilio per il rifornimento dei viveri e l’ indicazione della rotta (i “facilitatori”) sino al momento in cui i barconi dei migranti fossero stati soccorsi.

Per aumentare l’impunità in modo da renderla assoluta restava un solo ulteriore piccolo passo: fare in modo che i natanti dei facilitatori non dovessero più entrare in acque internazionali, il che comportava che le navi dei soccorritori avanzassero il loro fronte di azione.

Tale situazione era stata ben compresa dai comandi delle missioni navali che, infatti, si erano ben guardati dal farlo […] ma a partire dagli ultimi mesi del 2015 gli spazi delle acque internazionali lasciati liberi dalle unità navali militari è stato occupato dalle navi delle Ong che per intercettare il maggior numero di migranti si sono spinte sino a ridosso del confine tra le acque territoriali libiche e quelle internazionali.

I GOMMONI

Le condizioni sempre più precarie dei mezzi utilizzati dai trafficanti per il trasporto dei migranti […] determina una situazione di pericolo che prescinde dalle condizioni del mare e, quindi, giustifica sempre l’intervento di soccorso […] In sintesi, le modifiche intervenute sulle modalità del traffico sono consistite nel costante arretramento del raggio di azione dei trafficanti e nel correlativo avanzamento delle navi private dei soccorritori.

GLI SBARCHI

L’effetto del consolidamento del traffico organizzato in Libia lo si percepisce a partire dal 2014 […] Il nuovo record raggiunto nel 2016 di 181.436 migranti è da ascrivere quasi per intero alle organizzazioni dei trafficanti libici, record al quale si affianca quello tragico dei morti in mare accertati: ben 5.022. È questo l’ anno del definitivo arretramento dei trafficanti al di qua delle loro acque territoriali.

LA POLITICA

Cosa succede nel 2017? Nel primo semestre arrivano ben 83.000 migranti, pari al 18 per cento in più rispetto al semestre corrispondente dell’ anno precedente, che era stato quello dei record; nel secondo semestre il numero degli arrivi scende a 36.000, il 34 per cento in meno rispetto al secondo semestre del 2016.

[…] le dimensioni del traffico organizzato dei migranti non sono una variabile dipendente esclusivamente dal volume della domanda e da quello dell’ offerta ma è condizionato dalle risposte che a livello politico e, solo in minima parte, giudiziario vengono adottate dalla controparte che è più di tutte coinvolta, e cioè l’Italia.

Anche i dati dei primi quatto mesi del 2018 confermano tali indicazioni: in tale periodo si è registrato un numero di arrivi di 9.418 migranti, inferiore del 75 per cento al numero record del primo quadrimestre del 2017 (37.235), ma gli arrivi di aprile sono in netto aumento rispetto ai tre mesi precedenti e tale tendenza sembra confermata dai dati di maggio e da quelli ancora provvisori di giugno.

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Martina, che figura di merda! Così ignorante da far cadere le braccia: cosa è arrivato a dire pur di criticare Salvini http://www.mag24.es/2018/06/19/martina-che-figura-di-merda-cosi-ignorante-da-far-cadere-le-braccia-cosa-e-arrivato-a-dire-pur-di-criticare-salvini/ http://www.mag24.es/2018/06/19/martina-che-figura-di-merda-cosi-ignorante-da-far-cadere-le-braccia-cosa-e-arrivato-a-dire-pur-di-criticare-salvini/#respond Tue, 19 Jun 2018 13:34:55 +0000 http://www.mag24.es/?p=78215 “La frase di Maurizio Martina non ha senso e mi sorprende che lo dica chi ha fatto il ministro dell’agricoltura”. Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, ospite ad Agorà, su Raitre, critica il segretario del Pd che aveva detto: “La propaganda è facile. Diretta. Ma anche falsa: Chiudiamo i porti alle navi di riso asiatico, dice Salvini. Molto bello in teoria per qualcuno, peccato che il riso asiatico che fa male ai nostri risicoltori sbarca soprattutto nei porti del Nord Europa. Andiamo ad affondarle lì?”. Molinari lo asfalta: “Io sono piemontese e il tema è molto sentito per quelle aziende e che lui non conosca il problema mi fa davvero cadere le braccia”.

 

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Benetton e Toscani senza vergogna! usano i migranti per vendere le magliette che fanno produrre dagli schiavi nel terzo mondo http://www.mag24.es/2018/06/19/benetton-e-toscani-senza-vergogna-usano-i-migranti-per-vendere-le-magliette-che-fanno-produrre-dagli-schiavi-nel-terzo-mondo/ http://www.mag24.es/2018/06/19/benetton-e-toscani-senza-vergogna-usano-i-migranti-per-vendere-le-magliette-che-fanno-produrre-dagli-schiavi-nel-terzo-mondo/#respond Tue, 19 Jun 2018 13:15:56 +0000 http://www.mag24.es/?p=78212 Una doppia pagina, senza alcun commento. Solo la foto di un gommone con a bordo decine di migranti soccorsi dalla ong Sos Med, ritratti da Kenny Karpov. E in basso a destra, il marchio: United Colors of Benetton. La pubblicità provocatoria del gruppo, noto per le scelte radicali durante le campagne, scatena prima la reazione di alcuni leghisti veneti che invocano il boicottaggio del marchio trevigiano e poi del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Squallida”, viene definita dal vice-premier la doppia pagina comparsa lunedì sul Corriere della Sera. In un tweet, Salvini si interroga in un tweet: “Solo io trovo che sia squallido?”.

La campagna è stata ideata dal fotografo Oliviero Toscani, che a Radio Padova ha risposto alle polemiche: “Ho fatto vedere ciò che sta succedendo – ha spiegato Toscani – il problema è che una volta eravamo un Paese di brave persone, eravamo un Paese dell’onestàe della generosità. Purtroppo questo piccolo benessere, che non è stato neanche a disposizione di tutti, ci ha fatto diventare egoisti e devo dire anche abbastanza ottusi“.

Toscani ha parlato anche dell’idea del censimento dei Rom, lanciata lunedì da Salvini: ” “Secondo voi è da prendere sul serio? Ormai ha preso il posto di Crozza. Crozza ormai non ha più lavoro, poveretto, bisognerà fare qualcosa perché c’è Salvini che gli sta portando via lo spazio”. Poi la provocazione: “Per cosa Salvini potrebbe essere un buon testimonial? Per la carta igienica“, ha detto rispondendo ad una domanda dei conduttori del programma.

Toni Da Re, segretario della Lega Nord-Liga Veneta, invita a una sorta di boicottaggio: “Non comprerò mai più una sola magliettaBenetton”. A suo avviso, Toscani è ormai “la nostra cartina al tornasole: più lui è incazzato, più noi siamo certi di essere sulla strada giusta”. Il capogruppo in consiglio regionale veneto Nicola Finco dice di voler “capire se i dipendenti di Benetton all’estero, nei paesi in cui ha delocalizzato, sono pagati come gli italiani e perché ha portato grandi produzioni fuori confine” e invita il patron Luciano Benetton e Toscani a candidarsi perché è “troppo facile, perché hai quattro soldi, comprarsi una pagina di giornale”. Il collega leghista Luciano Sandonà suggerisce invece “a Benetton di portarsi qualche migrante in una delle sue belle ville”.

RICORDIAMO QUESTO SIMPATICO EPISODIO LEGATO A QUESTA INFAME AZIENDA

Stragi in Bangladesh, Benetton e Piazza Italia ignorano richiesta di risarcimento

Le due aziende italiane che si rifornivano nei laboratori tessili in cui sono morti oltre 1300 operai non hanno risposto all’invito delle organizzazioni a sedere ad un tavolo e parlare dei rimborsi alle famiglie delle vittime. “La persona che si occupa della questione è in viaggio ed è difficile contattarla” fanno sapere dalla griffe veneta

Non hanno risposto. Questa mattina a Ginevra si è cominciato a discutere dei risarcimenti per le vittime delle due stragi sul lavoro che hanno sconvolto il Bangladesh nell’ultimo anno: il rogo nella fabbrica tessile della Tazreen Fashion Limited e il crollo del complesso manifatturiero del Rana Plaza, entrambi nella capitale Dacca. Loro, Benetton Group e Piazza Italia, le due aziende italiane che si rifornivano in quei laboratori in cui la manodopera costa poco, le t-shirt niente e la vita umana ancora meno non hanno risposto all’invito delle organizzazioni a sedere ad un tavolo e parlare dei risarcimenti per le famiglie degli operai morti. Oggi e domani a Ginevra, sotto la supervisione dell’International Labour Organization, incrociano gli sguardi il sindacato internazionale IndustriALL Global Union e i rappresentanti delle 12 aziende che hanno deciso di assumersi le loro responsabilità: dalla britannica Primark alla francese Camaieu, dalla tedesca Kik Textilien alla canadese Loblaw. Dodici sulle 41 cui il sindacato e la Clean Clothes Campaign avevano lanciato l’appello. Per discutere dei 58 milioni di euro che dovrebbero risarcire le famiglie delle oltre 1.200 vite perse nelle due tragedie.

In Italia gli inviti erano arrivati a due società: Benetton e Piazza Italia. Capi con l’etichetta verde acceso della multinazionale veneta erano stati rinvenuti tra le macerie del Rana Plaza, il palazzo di 8 piani sede di decine di laboratori tessili che il 24 aprile si era sbriciolato a Savar, 25 km a nord est di Dacca, uccidendo almeno 1.133 lavoratori, morti per uno stipendio medio di 410 dollari l’anno. E Piazza Italia era tra gli acquirenti dei capi cuciti nella Tazreen Fashion Limited, fabbrica tessile distrutta il 24 novembre 2012 da un incendio che causò 112 vittime. Gli inviti erano partiti settimane fa. Ai marchi era stato chiesto di confermare la propria presenza entro venerdì 6 settembre. Benetton e Piazza Italia hanno risposto con il silenzio e non sono sulla lista dei partecipanti. Perché la griffe degli United Colors non ha aderito all’invito? “Guardi – la risposta che arriva da Ponzano Veneto, quartier generale della multinazionale – la persona che si occupa della questione è in viaggio ed è difficile contattarla. Le faremo sapere al più presto”.

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Capolavoro Ascani! Riesce a farsi dare dell’idiota in diretta tv: così la De Girolamo l’ha seppellita come merita http://www.mag24.es/2018/06/19/capolavoro-ascani-riesce-a-farsi-dare-dellidiota-in-diretta-tv-cosi-la-de-girolamo-lha-seppellita-come-merita/ http://www.mag24.es/2018/06/19/capolavoro-ascani-riesce-a-farsi-dare-dellidiota-in-diretta-tv-cosi-la-de-girolamo-lha-seppellita-come-merita/#respond Tue, 19 Jun 2018 12:37:38 +0000 http://www.mag24.es/?p=78209 “Perché Matto Salvini non comincia a fare il ministro degli Interni?”, attacca Anna Ascani. Ma Nunzia De Girolamo la disintegra: “Se Matteo Renzi fa il presidente del Consiglio e si fa dei selfie idioti va bene, se lo fa uno del centrodestra no”. Lo scontro va in onda in diretta a L’aria che tira su La7. La piddina critica l’uso dei social da parte del leader della Lega e l’esponente di Forza Italia va su tutte le furie: “Anche Renzi twittava ma se lo fa uno di destra è immorale”.

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Censimento rom, poteva mancare la fesseria clamorosa di Di Pietro? Così attacca Salvini l’analfabeta più famoso d’Italia http://www.mag24.es/2018/06/19/censimento-rom-poteva-mancare-la-fesseria-clamorosa-di-di-pietro-cosi-attacca-salvini-lanalfabeta-piu-famoso-ditalia/ http://www.mag24.es/2018/06/19/censimento-rom-poteva-mancare-la-fesseria-clamorosa-di-di-pietro-cosi-attacca-salvini-lanalfabeta-piu-famoso-ditalia/#respond Tue, 19 Jun 2018 12:06:56 +0000 http://www.mag24.es/?p=78206 Matteo Salvini ha fatto la pipì fuori dal vaso e ora la raddrizza”. L’ex pm Antonio Di Pietro, ospite a Omnibus, su La7, commenta e critica le dichiarazioni del leader della Lega sui rom. Secondo l’ex magistrato le dichiarazioni del leghista Bitonci fanno capire come il ministro abbia esagerato e ora cerchi di correggere il tiro. Afferma che da Salvini, da Ministro, non può usare i toni della campagna elettorale”.

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Il censimento dei rom? Una regione lo ha già fatto e sapete chi è stato? Non lo immaginerete mai http://www.mag24.es/2018/06/19/il-censimento-dei-rom-una-regione-lo-ha-gia-fatto-e-sapete-chi-e-stato-non-lo-immaginerete-mai/ http://www.mag24.es/2018/06/19/il-censimento-dei-rom-una-regione-lo-ha-gia-fatto-e-sapete-chi-e-stato-non-lo-immaginerete-mai/#respond Tue, 19 Jun 2018 11:22:03 +0000 http://www.mag24.es/?p=78203 Michele Arnese per www.michelearnese.net

“Sono 2.745 le persone che vivono sul territorio, in 129 campi e aree. Popolazioni sempre più stanziali”. Ecco il titolo dell’articolo datato 8 luglio 2014 pubblicato dal sito della Regione Emilia Romagna

http://sociale.regione.emilia-romagna.it/news/2014/rapporto-sulla-popolazione-sinta-e-rom-in-emilia-romagna

Pubblicato il “Rapporto sulla popolazione Sinta e Rom in Emilia-Romagna” basato sui dati raccolti nella rilevazione del 30 novembre 2012, realizzata con la collaborazione delle Province attraverso la somministrazione di questionari rivolti a tutti i Comuni della Regione Emilia-Romagna. Alta la partecipazione all’indagine da parte dei Comuni: 331 su 348 (95,1%).

I dati

Complessivamente vivono in Emilia Romagna 2.745 persone in 129 campi e aree. Rispetto alla rilevazione relativa al 2009 – che contava 2.644 persone in 130 campi – si registra un lieve aumento delle presenze, mentre il numero dei campi è pressoché stabile. I campi rilevati con questionario sono complessivamente 108 con 2.433 persone presenti, mentre le aree segnalate dai comuni sono 21 con 312 presenti.

Molti Comuni hanno cercato di attuare il superamento dei campi nomadi proponendo alternative abitative. Considerando la quantità complessiva dei trasferimenti dal 2003 al 2012, il totale di persone inserite dai Comuni negli alloggi raggiunge una quota considerevole: 568 persone in 123 alloggi.

Predominano i campi sosta, e quindi popolazioni sempre più stanziali, che si spostano occasionalmente e in alcune stagioni dell’anno. La proprietà dell’area è prevalentemente privata (50% per le aree di proprietà dei Sinti/Rom e 2,8% di proprietà di privati che hanno dato in affitto l’area o l’hanno data in comodato). Nel rimanente 47,2% la proprietà è pubblica.

I campi sono maggiormente presenti a Reggio Emilia (56), Modena (22), Bologna (15) e Rimini (7). La popolazione è distribuita principalmente a Reggio Emilia, Bologna, Modena e Piacenza.

Per quanto riguarda l’istruzione e la formazione, la percentuale dei frequentanti sugli iscritti è pari al 93,5%, dato positivo, in aumento rispetto al 92,4% della rilevazione precedente. Rimane bassa l’iscrizione alle scuole secondarie di II grado e ai corsi di formazione in obbligo formativo (33,3%).

Per quanto riguarda l’attività lavorativa: durante tutto il 2012, 291 persone hanno lavorato con contratto o partita IVA, pari al 18,6% della popolazione presente nei campi e nelle aree. Alta è la percentuale dei lavoratori autonomi (69,1%), mentre i lavori a tempo determinato o parasubordinato sono il 10% e quelli a tempo indeterminato rappresentano il 21%. I principali settori di attività sono lo spettacolo (circo e giostre), i servizi, il commercio (soprattutto il settore alimentare e la raccolta e vendita del ferro).

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“Salvini e i rom?” un Feltri devastante: così seppellisce i radical-chic che lo stanno attaccando dall’attico dei Parioli http://www.mag24.es/2018/06/19/salvini-e-i-rom-un-feltri-devastante-cosi-seppellisce-i-radical-chic-che-lo-stanno-attaccando-dallattico-dei-parioli/ http://www.mag24.es/2018/06/19/salvini-e-i-rom-un-feltri-devastante-cosi-seppellisce-i-radical-chic-che-lo-stanno-attaccando-dallattico-dei-parioli/#respond Tue, 19 Jun 2018 11:01:29 +0000 http://www.mag24.es/?p=78200 Poche parole, tremendamente efficaci, per inquadrare il caso delle ultime ore: la levata di scudi contro Matteo Salvini, “reo” di aver proposto un censimento dei rom, al fine di individuare ed espellere gli irregolari. Le poche parole sono quelle spese su Twitter da Vittorio Feltri. Nel mirino c’è la sinistra, la quale attacca senza soluzione di continuità il ministro dell’Interno.

Il direttore cinguetta:

Vittorio Feltri@vfeltri

Salvini vuole censire gli zingari e la sinistra, mai stanca di perdere consenso popolare, lo attacca.

Tutto torna, insomma. Salvini – pur con toni magari troppo forti – propone il censimento dei rom, un sondaggio di AnalisiPolitica mette nero su bianco che l’80% degli italiani è favorevole all’iniziativa e la sinistra che fa? Ovviamente attacca il censimento: la vocazione al martirio è eterna. Come dimostrano, tra le altre, le infelici dichiarazioni di Maria Elena Boschi, che si è spesa in un paragone neppur troppo velato tra il vicepremier leghista e il nazi-fascimo.

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Boschi apre bocca sul caso dei rom? Così viene massacrata in tempo reale http://www.mag24.es/2018/06/19/boschi-apre-bocca-sul-caso-dei-rom-cosi-viene-massacrata-in-tempo-reale/ http://www.mag24.es/2018/06/19/boschi-apre-bocca-sul-caso-dei-rom-cosi-viene-massacrata-in-tempo-reale/#respond Tue, 19 Jun 2018 10:35:34 +0000 http://www.mag24.es/?p=78197 Maria Elena Boschi senza troppi giri di parole dà del nazi-fascista a Matteo Salvini dopo che il ministro dell’Interno ha detto di voler fare un censimento dei rom per espellere gli stranieri irregolari e tenere solo gli italiani. Una proposta condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani che evidentemente la sinistra continua a non capire.

La ex ministra renziana ha infatti pubblicato su Twitter l’immagine delle liste degli ebrei del Comune di Bologna datata 25 agosto 1938 con questo commento: “Pensavo che gli 80 anni dalla vergogna delle leggi razziali si potessero ricordare senza censimento”.

Ma il suo tweet non è stato apprezzato. C’è chi le ha mostrato censimenti precedenti delle comunità rom fatte dalla Croce rossa negli anni passati. E chi la insulta: “Chi nasce capra non può diventare montone”. O ancora, le ricorda qualcuno: “Zingari amici del Pd ve ne hanno fatte vincere di primarie”, “la vergogna della rapina fatta dalla Banca Etruria ai risparmiatori Italiani invece come la definisci?”.

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Così Audi ha fottuto i clienti europei: il grande potere della Germania? Trova le differenze con la condanna inflitta dai tribunali Usa ai furbetti delle emissioni http://www.mag24.es/2018/06/19/cosi-audi-ha-fottuto-i-clienti-europei-il-grande-potere-della-germania-trova-le-differenze-con-la-condanna-inflitta-dai-tribunali-usa-ai-furbetti-delle-emissioni/ http://www.mag24.es/2018/06/19/cosi-audi-ha-fottuto-i-clienti-europei-il-grande-potere-della-germania-trova-le-differenze-con-la-condanna-inflitta-dai-tribunali-usa-ai-furbetti-delle-emissioni/#respond Tue, 19 Jun 2018 10:05:28 +0000 http://www.mag24.es/?p=78194 Walter Rauhe per La Stampa

E’ tempo di manette eccellenti in Germania per il Dieselgate. Nell’ ambito delle indagini sulle responsabilità dello scandalo emissioni in casa Volkswagen sono scattate ieri per la prima volta le manette nei confronti di un amministratore delegato ancora in carica: Rupert Stadler, 55 anni, amministratore delegato di Audi. Il manager è alla guida del marchio premium di Ingolstadt dal 2007 e dal 2010 è membro del consiglio di amministrazione del gruppo Volkswagen.

A emettere il mandato di cattura è stata la procura di Monaco di Baviera che già da due anni coordina le indagini tedesche nell’ ambito del Dieselgate e che appena la scorsa settimana aveva ordinato a sorpresa la perquisizione degli uffici e delle abitazioni private dell’ amministratore delegato di Audi e quelle di un altro manager del costruttore di Ingolstadt. A sostituire Stadler alla guida di Audi sarà l’ attuale direttore commerciale, Bram Schot, olandese, che assumerà l’ incarico ad interim.

Poi si pronuncerà il Consiglio di sorveglianza.

Stadler è stato inserito nella lista ufficiale degli indagati e viene accusato di frode ed emissione di certificati falsi. Il sospetto della procura – a quanto pare confermato dalle ultime prove sequestrate nel corso delle perquisizioni della scorsa settimana – è che il numero uno di Audi sia stato al corrente delle manipolazioni dei livelli reali delle emissioni di gas inquinanti delle vetture diesel nel corso dei test in officina ben prima di quanto aveva ammesso finora e che abbia cancellato alcune importanti prove a riguardo.

Citando indiscrezioni non ancora confermate, diversi siti online tedeschi sostengono che a incastrare Rupert Stadler sarebbe stata una mail del 2015, nella quale il ceo di Audi è stato messo al corrente dell’ esistenza di un software illegale installato a bordo di milioni di vetture diesel del gruppo proprio con lo scopo di ridurre il livello reale dei gas di scarico durante le prove tecniche in officina. Secondo la procura di Monaco di Baviera, Stadler, che ha invece sempre negato di essere stato a conoscenza delle manipolazioni prima dello scoppio dello scandalo nell’ autunno del 2015, non solo sapeva, ma non avrebbe fatto nulla per bloccare successivamente la produzione e la vendita delle vetture ancora dotate del dispositivo incriminato.

La procura ha così emesso un mandato di cattura nei confronti di Stadler giustificandolo col pericolo di un eventuale occultamento da parte sua delle prove e di una fuga all’ estero. Un giudice del tribunale monacense ha poi convalidato il fermo del top manager che è stato trasferito in un carcere giudiziario.

Con l’ arresto eccellente di ieri si vanificano tutti i tentativi intrapresi finora dai vertici di Volkswagen di voltare pagina e di archiviare una volta per tutte l’ imbarazzante scandalo. Il Dieselgate è già costato il posto a 2 amministratori delegati del gruppo. Martin Winterkorn, costretto alle dimissioni nel settembre del 2015, incriminato l’ anno scorso per frode dalla procura tedesca e dal 3 maggio scorso ricercato con un mandato di cattura internazionale dalle autorità federali degli Stati Uniti.

E poi Matthias Müller, costretto alle dimissioni lo scorso 30 aprile e sostituito alla guida di Volkswagen dal manager preferito dalle dinastie Piech e Porsche, proprietarie del principale pacchetto azionario del gruppo, Herbert Diess. Lo scandalo che ha coinvolto complessivamente 10,7 milioni di vetture, è costato finora alla casa di Wolfsburg qualcosa come 26 miliardi di euro solo sotto forma di multe, risarcimenti e richiami in fabbrica, gran parte dei quali (25 miliardi) negli Stati Uniti. In Europa invece gli acquirenti di modelli della casa tedesca hanno ottenuto soltanto l’ aggiornamento del software incriminato, ma non hanno avuto nessun rimborso. La scorsa settimana la procura di Braunschweig aveva inflitto a Volkswagen una multa di 1 miliardo di euro.

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