www.mag24.es http://www.mag24.es MAG24 La Nuova Informazione Indipendente Tue, 15 Jan 2019 19:00:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.9 “PREGHIAMO PER LUI” LA SFORTUNATA MORTE DELL’AGENTE TRAVOLTO DA UN TIR SULLA A18 http://www.mag24.es/2019/01/15/preghiamo-per-lui-la-sfortunata-morte-dellagente-travolto-da-un-tir-sulla-a18/ http://www.mag24.es/2019/01/15/preghiamo-per-lui-la-sfortunata-morte-dellagente-travolto-da-un-tir-sulla-a18/#respond Tue, 15 Jan 2019 19:00:20 +0000 http://www.mag24.es/?p=88059 Angelo Spadaro è l’agente di Polizia rimasto ucciso insieme ad altre 3 persone in seguito ad un incidente sull’autostrada A18 Catania-Messina. Il cordoglio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Una preghiera per lui e per le due altre vittime. Grazie a tutte donne e agli uomini della polizia di Stato per l’impegno straordinario che mettono ogni giorno per tutelare la sicurezza dei cittadini, in tutta Italia”.

Si chiamava Angelo Spadaro l’agente rimasto ucciso questa mattina sull’autostrada A18 Catania-Messina. Il poliziotto, 55 anni e in servizio alla Sottosezione Polizia Stradale di Giardini Naxos, è rimasto schiacciato contro il guard rail da un tir che l’ha travolto mentre stava intervenendo per un altro incidente. Insieme a lui, sono deceduti anche una donna di 80 anni e un camionista, oltre a 6 persone ferite. Spadaro lascia i genitori, una sorella e un fratello. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha dedicato a lui un messaggio pubblicato sul suo profilo Twitter. “Con grande dolore – ha scritto il leader del Carroccio – ho appreso della scomparsa del poliziotto Angelo Spadaro, travolto da un mezzo pesante questa notte sull’autostrada tra Catania e Messina mentre effettuava i rilievi per un altro incidente. Una preghiera per lui e per le due altre vittime”, aggiungendo anche di ringraziare “tutte le donne e gli uomini della polizia di Stato per l’impegno straordinario che mettono ogni giorno per tutelare la sicurezza dei cittadini, in tutta Italia”.

Anche il Capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha espresso “profondo cordoglio e sentimenti di commossa vicinanza” ai familiari di Angelo Gabriele Spadaro. Gabrielli ha inoltre fatto un augurio di pronta guarigione all’altro componente della pattuglia della Polizia Stradale, Assistente Capo Giuseppe Muscolino, rimasto ferito e ricoverato in ospedale, ma non in pericolo di vita, nonché alle altre persone coinvolte nel drammatico incidente. Tanti i messaggi di cordoglio anche sui social network: “Angelo, amico mio mi hai lasciato senza parole, destino crudele. Riposa in pace e veglia su di noi”, ha scritto su Facebook Carmelo, mentre Tino ha sottolineato: “Onore a chi fa il proprio dovere rischiando la vita”. E mentre la Procura ha aperto un’inchiesta per cercare di ricostruire l’esatta dinamica della strage sull’A18, proprio il tratto di autostrada in questione è stato chiuso al traffico, per permettere agli inquirenti di fare tutti gli accertamenti del caso.

 

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RICORDATE QUANTO FACEVA LO SBORONE? ORA CHE E’ IN GALERA SE LA FA SOTTO DA VERO CODARDO http://www.mag24.es/2019/01/15/ricordate-quanto-faceva-lo-sborone-ora-che-e-in-galera-se-la-fa-sotto-da-vero-codardo/ http://www.mag24.es/2019/01/15/ricordate-quanto-faceva-lo-sborone-ora-che-e-in-galera-se-la-fa-sotto-da-vero-codardo/#respond Tue, 15 Jan 2019 17:46:15 +0000 http://www.mag24.es/?p=88056 Nella cella del carcere di Oristano, Cesare Battisti sembra un altro uomo rispetto a quello ripreso dai poliziotti lungo le strade della Bolivia e a quello che è sceso dall’aereo di stato con un ghigno beffardo. «Parla sempre con voce molto bassa, è un uomo provato. Toni molto educati, nelle prime ore ci ha fatto molte domande», racconta un agente della Polizia penitenziaria. Ha subito chiesto di conoscere le regole per la lunga detenzione che lo aspetta e poi si è fatto sfuggire qualche commento. «Non sono innocente ma non mi accollo tutto. Vi prego, non infierite su di me. Sono malato, sono cambiato. Sono un’altra persona, è finito tutto».

Da quando è arrivato in Sardegna, l’ex latitante ha potuto parlare soltanto con i poliziotti. Almeno fino a questa mattina. Oggi infatti a Massama è arrivato anche il suo avvocato: un faccia a faccia durato quasi due ore. «È la prima volta che ci conosciamo, l’ho trovato abbastanza provato. Quella di ieri, per lui, è stata una giornata pesantina. Adesso valuteremo come procedere sul fronte delle condizioni di detenzione. Adesso basta ribalte, ce ne sono già state troppe».

Al di là delle regole del carcere, Cesare Battisti ha preferito l’autoisolamento. «Non ha neanche voluto i giornali e ha preferito che non attivassimo la tv», confida un altro agente. I quotidiani, comunque, il terrorista dei Pac potrà acquistarli e nella sua cella potrà essere montato anche un televisore. «Per il momento ha preferito non leggere quello che si scrive su di lui e di rimanere in silenzio». Ma sempre sotto stretta sorveglianza, come prevede il regime penitenziario al quale è stato destinato per scontare l’ergastolo.

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MARIA GIOVANNA MAGLIE: “AVETE NOTATO LA FECCIA ROSSA QUANTO ROSICA PER BATTISTI? LE VANNO A CERCARE DI OGNI STI INCAPACI” http://www.mag24.es/2019/01/15/maria-giovanna-maglie-avete-notato-la-feccia-rossa-quanto-rosica-per-battisti-le-vanno-a-cercare-di-ogni-sti-incapaci/ http://www.mag24.es/2019/01/15/maria-giovanna-maglie-avete-notato-la-feccia-rossa-quanto-rosica-per-battisti-le-vanno-a-cercare-di-ogni-sti-incapaci/#respond Tue, 15 Jan 2019 16:36:00 +0000 http://www.mag24.es/?p=88053 Lettera di Maria Giovanna Maglie a Dagospia

Caro Dago,

Mi dispiace, ma non sono convinta che dietro le polemiche di stile e il presunto menar di scandalo sulla passerella a Ciampino, non ci sia un gigantesco rodimento, perché e’ questo governo che chiude con successo una caccia all’uomo inutilmente e ambiguamente fallita per 37 anni.

Ed è un rodimento così palese che utilizza tutto e il contrario di tutto, le manette perché non ci sono, pensate se ci fossero state; gli accordi con due capi di Stato, subito frutto di sospetto, uno perché di sinistra, l’altro perché è di destra, (l’ordine si può anche invertire); il ministro con la giacca della polizia e quello col loden, quest’ultimo subito crocifisso al ruolo di comparsa, anche se gli è stato chiesto se voleva parlare per primo, anche se lui comparsa non si è affatto sentito, come ha tentato di ripetere per un’ora intera durante un agguato TV ieri sera, e questa mattina posando con la divisa da polizia penitenziaria, in un colpo da maestro.

Di catturare Cesare Battisti, scandalosamente protetto in giro per il mondo, sento parlare da una vita, uno scandalo accompagnato da dichiarazioni di impotenza del massimi politici italiani, che però poi incredibilmente, al cospetto di coloro che avevano consentito tale impunità, come l’ex presidente brasiliano, Lula, tacevano e sorridevano a favore di telecamere.

Ora che ci sono riusciti, rendendo un minimo di giustizia e onore alle vittime e ai sopravvissuti, l’esercizio di stile, il sopracciò, il Signora mia, che cattivo gusto, mi è veramente insopportabile.

Quando siamo diventati un popolo raffinato e moderato, che non agita le mani e non dimostra entusiasmo perché non sta bene e non è chic?

Quando noi italiani ci siamo trasformati in londinesi stiffy, a parte il fatto che le scene nel Parlamento inglese sono da commedia dell’arte, che l’attuale Premier si presenta nella goffa imitazione di una ballerina, e che Londra somiglia a un suq ogni giorno di più?

Non bastano in Italia cinque minuti allo stadio in tribuna Vip o davanti al teleschermo che trasmette il calcio della domenica, per sapere che la passerella è il nostro ambiente perfetto?

La nostra tendenza allo spettacolo si è trasmessa alla classe politica già da tempi non sospetti, e se nella prima Repubblica gli scongiuri di Leone e il tifo di Pertini rappresentavano ancora un’eccezione al doppio petto, con la seconda Repubblica abbiamo decisamente “sbracato”, e dagli con le corna ai convegni europei, le corse in bicicletta, il carretto dei gelati a Palazzo Chigi, le mogli cornificate che scrivono ai giornali.

Si può dire che siamo stati pop, magari a sproposito, prima che fosse prepotentemente di moda, diventasse la cifra per stabilire un legame tra chi governa e chi è governato, per affermare che non sono due pianeti diversi.

Che poi il ripudio di una Élite inetta e’ la questione principale in tutto il mondo di questi anni, fallita una globalizzazione che ha visto una classe politica mediocre e svenduta, che ha messo tutto in mano ai mercati, che a loro volta non sono né buoni né cattivi, non vanno semplicemente lasciati soli a gestire quel che si produce e quel che si vende, chi lo fa e chi viene escluso, quanto e dove viene retribuito, alla fine chi si arricchisce, legittimo, chi forse non sopravvive, criminale.

Il leader popolare oggi mostra la sua giornata, si denuda, non è più lontano, sbaglia nelle piccole cose come tutti, mangia troppo e male, lascia intuire a volte una sofferenza personale. Indossa la divisa di quelli che incontra e rappresenta, da noi e’ cosa relativamente recente e nuova, in quasi tutte le altre nazioni si è’ sempre fatto, i destinatari ne sono quasi sempre felici e orgogliosi, si sentono rappresentati. Lo strumento dei social dilata e amplifica. Che male c’è?

La confusione tra il pop e l’autocrate invece non c’è, e chiunque suggerisca come prodromi autoritari certi modi popolari di far politica, dimentica che contestazioni continue, anche violente e ai limiti del consentito in democrazia, sono di casa dalle nostre parti in questo periodo; che stampa e TV particolarmente accanite esercitano una critica costante e continua, a colpi di nomignoli insultanti; che, insomma, per chiamarlo per nome, Matteo Salvini molto si espone, ma accetta dell’esposizione i pro e i continui contro.

Soprattutto, chi si butta in queste ore sulla critica formale e stilistica, sulla eccezione estetica, ancora una volta perde di vista il dovere di tirar fuori argomenti di opposizione, polemica, controproposta. Infine, tra i difensori della democrazia che il Pop calpesterebbe, ci sono molti che senza tanti infingimenti hanno in sommo dispetto il suffragio universale. E allora?

Io un arrivo scandaloso a Roma me lo ricordo, e quella sì che fu un’accoglienza da divo, anzi da diva. Tornava in Italia a prezzo altissimo, penso alle vittime del Cermis, Silvia Baraldini, terrorista conclamata. All’ultimo momento il ministro della Giustizia, Diliberto, rinuncio’ ad accoglierla alla scaletta dell’aereo, si limitò ad accompagnare la mamma della Baraldini fino all’aeroporto, e torno’ indietro. Sull’aereo però viaggiava il suo consigliere politico. L’accordo con gli americani fu subito violato, doveva andare in carcere e andò a casa sua.

Ecco, allora mi sono sentita offesa, nella forma e nella sostanza, ieri no, e guardando nelle varie interviste TV il volto tanto segnato di Alberto Torregiani, ho letto sollievo, e una qualche forma di pacificazione.

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MONTEPASCHI E’ DI NUOVO ALLARME: L’IRA DI SALVINI CONTRO L’EIRPA. COSI’ VOGLIONO FREGARCI ANCORA http://www.mag24.es/2019/01/15/montepaschi-e-di-nuovo-allarme-lira-di-salvini-contro-leirpa-cosi-vogliono-fregarci-ancora/ http://www.mag24.es/2019/01/15/montepaschi-e-di-nuovo-allarme-lira-di-salvini-contro-leirpa-cosi-vogliono-fregarci-ancora/#respond Tue, 15 Jan 2019 13:33:09 +0000 http://www.mag24.es/?p=88049 Venerdì 11 gennaio, a mercati chiusi, la Banca centrale europea aveva reso nota una lettera una lettera con cui invita i vertici di Banca Monte dei Paschi ad azzerare i crediti deteriorati entro il 2026. Ieri, lunedì 14 gennaio, il titolo dell’istituto bancario senese ha perso a Piazza Affari circa il 10%.

Una situazione che ha scatenato l’ira del vicepremier Matteo Salvini: “Il nuovo attacco della vigilanza Bce al sistema bancario italiano e a MPS dimostra ancora una volta che l’Unione Bancaria, voluta dalla UE e votata dal PD, non solo non ha reso più stabile il nostro sistema finanziario, ma causa instabilità, colpendo i risparmi dei cittadini e un sistema bancario, come quello italiano, che aveva retto meglio di tutti alla grande crisi finanziaria del 2008″.

Lo scorso novembre lo stesso Salvini aveva salutato senza entusiasmo la nomina dell’italiano Andrea Enria proprio al vertice della Vigilanza della Bce. Il suo nome, peraltro al pari di quelli degli altri candidati per quella posizione, era considerato dalla componente leghista del governo “troppo in continuità con il passato della Bce e del sistema bancario europeo in generale e non darebbero alcuna garanzia di discontinuità sulla supervisione bancaria”.

Salvini ha anche ricordato come “la stessa Corte dei Conti europea lamenta di non essere messa dalla Bce in condizione di controllare i motivi di decisioni così rilevanti per i portafogli dei risparmiatori. Questa trasparenza è necessaria per scacciare il dubbio che la Bce faccia un uso politico dei poteri che le sono attribuiti. L’ennesimo intervento a gamba tesa della Bce può creare un danno all’Italia da 15 miliardi“.

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BATTISTI, NON E’ FINITA: ADESSO E’ CACCIA AI COMPLICI ITALIANI! CHI RISCHIA GROSSO http://www.mag24.es/2019/01/15/battisti-non-e-finita-adesso-e-caccia-ai-complici-italiani-chi-rischia-grosso/ http://www.mag24.es/2019/01/15/battisti-non-e-finita-adesso-e-caccia-ai-complici-italiani-chi-rischia-grosso/#respond Tue, 15 Jan 2019 12:47:07 +0000 http://www.mag24.es/?p=88046 L’arresto di Cesare Battisti potrebbe scatenare un vero e proprio terremoto nel sottobosco di fiancheggiatori e vari sostenitori dell’ambiente terroristico che affonda le sue radici nei gruppi armati nati negli Anni di Piombo. Gli uomini della Digos di Milano trasmetteranno nei prossimi giorni i voluminosi fascicoli con le intercettazioni telefoniche e telematiche che hanno permesso l’arresto di Battisti. Un’operazione tra le più sofisticate messa in campo dalla polizia italiana, costata per circa due settimane più o meno 1700 euro al giorno.

Nei fascicoli della Digos ci sono numeri di telefoni, nickname sui social, chat e posizioni geografiche di tutta la rete di amici e complici che, soprattutto nelle ultime settimane, hanno dato sostegno al terrorista dei Pac in fuga tra Brasile e Bolivia. I contatti di Battisti sono stati frequenti, anche con l’Italia, sia con chi gli chiedeva aggiornamenti sulla sua salute, sia con chi avrebbe potuto fornirgli informazioni utili per sfuggire alla polizia. Un sistema di sostegno che ora rischia di implodere, magari anche con la collaborazione di Battisti.

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BATTISTI, LA MUMMIA SI E’ AGITATA: NON E’ PIACIUTO CHE SALVINI ANDASSE A PRENDERSI I MERITI A CIAMPINO. E CHI DOVEVA ANDARCI? BATMAN? http://www.mag24.es/2019/01/15/battisti-la-mummia-si-e-agitata-non-e-piaciuto-che-salvini-andasse-a-prendersi-i-meriti-a-ciampino-e-chi-doveva-andarci-batman/ http://www.mag24.es/2019/01/15/battisti-la-mummia-si-e-agitata-non-e-piaciuto-che-salvini-andasse-a-prendersi-i-meriti-a-ciampino-e-chi-doveva-andarci-batman/#respond Tue, 15 Jan 2019 12:10:43 +0000 http://www.mag24.es/?p=88043 Marco Antonellis per Dagospia

Al Quirinale la parola che per indole, inclinazione personale e agire istituzionale va da sempre di moda è “sobrietà”, “understatement”, senso della  delle istituzioni. Per questo dalle parti del Colle non potevano certo gradire lo show mediatico messo in piedi, con relativa “competition” tra leghisti e grillini, per l’arrivo di Cesare Battisti in Italia.

Una platea stracolma di autorità manco fosse una finale di Champions con tanto di tavolo al centro della pista di atterraggio per le dichiarazioni alla stampa. Giornalisti invitati in massa (stampa italiana ed estera) per l’arrivo del Falcon 900 dell’Aeronautica militare; una roba a rete unificate mai vista prima tra web e tv pubbliche e private.

“Sarebbe bastata la conferenza stampa a tre fatta nel pomeriggio a Palazzo Chigi” fa notare chi ha avuto modo di sondare gli umori del Quirinale in queste ore. “Non è così che si dimostra la forza di uno Stato, la sua capacità di tutelare la sicurezza dei cittadini” ricordano dal Colle, sbalorditi da come i due partiti al Governo del Paese abbiano suonato la grancassa per l’arrivo di Cesare Battisti in Italia con il rischio potenziale di farne un futuro martire, una sorta di eroe popolare.

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CROZZA LA INSULTA COME MERITA E LA MORANI SE LA RIDE DA VERA TONTA http://www.mag24.es/2019/01/15/crozza-la-insulta-come-merita-e-la-morani-se-la-ride-da-vera-tonta/ http://www.mag24.es/2019/01/15/crozza-la-insulta-come-merita-e-la-morani-se-la-ride-da-vera-tonta/#respond Tue, 15 Jan 2019 11:28:02 +0000 http://www.mag24.es/?p=88040 Maurizio Crozza ha voluto sparare sul corpo ormai agonizzante del Pd nel suo intervento a Che tempo che fa da Fabio Fazio. Un siparietto ripreso da Agorà su Raitre e mostrato impietosamente alla deputata dem Alessia Morani, che per tutto il lunghissimo minuto del filmato si è sforzata di sorridere, mentre il comico picconava gli ultimi bricioli di dignità rimasti al suo partito: “A cosa può mai servire il Pd? – si chiede il comico – È come in cucina, quando hai il Bimby che fa tutto, cosa te ne fai del vecchio frullatore a frusta con la manovella che usava tua nonna. Tua nonna che adesso vota Cinque stelle”.

 

Di argomenti per massacrare i dem ce ne sarebbero a decine, l’ultimo solo in ordine di tempo è stato il caso del salvataggio della banca genovese Carige, in occasione del quale il Pd ha dato il peggio di sé: “Prendi il caso banche. Questo governo ha deciso di salvare la Carige. Esattamente come i quelli precedenti avevano deciso di salvare Mps e le Popolari. E cosa fa il Pd? Urla allo scandalo: ‘Bastardi… avete salvato le banche come noi… fate le merde come noi, meritate di andare a casa come noi… e meritate di andare a casa… come noi. Vergognatevi… come noi, vergognamoci. Come fai a fare opposizione così? Sai quando i grillini dicevano: ‘E allora il Pd?’. Ecco ora lo dice direttamente il Pd: ‘E allora noi del Pd?'”.

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IL GIUDICE LADRO ARRESTATO PER TANGENTI? LO STESSO CHE AMMANETTAVA IL LEADER DI CASAPOUND MENTRE DIFENDEVA UN’ANZIANA DALLO SFRATTO http://www.mag24.es/2019/01/15/il-giudice-ladro-arrestato-per-tangenti-lo-stesso-che-ammanettava-il-leader-di-casapound-mentre-difendeva-unanziana-dallo-sfratto/ http://www.mag24.es/2019/01/15/il-giudice-ladro-arrestato-per-tangenti-lo-stesso-che-ammanettava-il-leader-di-casapound-mentre-difendeva-unanziana-dallo-sfratto/#respond Tue, 15 Jan 2019 10:51:37 +0000 http://www.mag24.es/?p=88037 Simone Di Stefano nel 2016 è finito in manette. Il vicepresidente di CasaPound Italia, ex candidato sindaco di Roma alle amministrative di giugno, è stato arrestato dalla Polizia municipale nel corso di uno sgombero avvenuto nelle scorse ore a Via del Colosseo, nel pieno centro di Roma. Insieme ad alcuni militanti del suo movimento neofascista, Di Stefano aveva cercato di impedire che due famiglie venissero sfrattate da uno stabile di proprietà del Comune. I manifestanti sono entrati nell’edificio, raggiungendo il tetto ed esponendo i tricolori in segno di protesta. Presente all’iniziativa anche Gianluca Iannone, presidente di CasaPound.

Oggi arriva la risposta strepitosa del leader di CasaPound: ”

Il magistrato che mi ha arrestato perché difendevo un’anziana e una famiglia da uno sfratto illecito (stabile pubblico, non privato) è stato arrestato con l’accusa di incassare diamanti, gioielli e immobili per aggiustare le sentenze. Uno di noi due può andare in giro a testa alta.”

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“IL CARCERE A BATTISTI? UNA INFAMIA” FANNO PARLARE PERSINO SOFRI, IL MANDANTE DELL’ASSASSINIO DEL COMMISSARIO CALABRESI http://www.mag24.es/2019/01/15/il-carcere-a-battisti-una-infamia-fanno-parlare-persino-sofri-il-mandante-dellassassinio-del-commissario-calabresi/ http://www.mag24.es/2019/01/15/il-carcere-a-battisti-una-infamia-fanno-parlare-persino-sofri-il-mandante-dellassassinio-del-commissario-calabresi/#respond Tue, 15 Jan 2019 10:36:59 +0000 http://www.mag24.es/?p=88034 L’ex leader di Lotta Continua va all’attacco: “La detenzione in cella non serve per il pentimento”. Poi la stoccata a Salvini

Adriano Sofri rompe il silenzio sulla cattura e il rientro in Italia di Cesare Battisti.

Sofri, ex leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi in una lettera al Foglio critica fortemente l’esposizione mediatica dell’arresto dell’ex terrorista dei Pac: “So mettermi nei panni di un agente della polizia penitenziaria. Ne ho conosciuti tanti, alcuni spregevoli, alcuni stimabili, di alcuni diventai amico. Dovranno occuparsi di questo Battisti sul quale si è fatto tanto chiasso. E’ probabile che agli agenti, benché non dipendano dagli Interni ma dalla Giustizia, siano arrivate più forti le parole di Salvini che quelle di Della Rocca. Immagino – potete immaginarlo anche voi – che risonanza possano avere parole simili in chi si proponga, per propria cordiale inclinazione o per zelo di obbedienza o tutti e due, di praticarle. Immagino di sentirle ripetere attraverso lo spioncino, come un divertito ritornello: ‘Devi marcire fino all’ultimo giorno’. (E’ una variazione distillata, sofisticata, del più asciutto slogan di stadi e galere: ‘De-vi mori-re!’)”.

Poi l’affondo su Salvini si fa ancora più duro e di fatto c’è una sorta di timore da parte di Sofri che le parole del titolare del Viminale possano far breccia sugli agenti di polizia penitenziaria che seguiranno la detenzione di Battisti: “Bastava la televisione. Ha fatto capire che sarebbe stato più forte di lui, da vicino, l’impulso a farsi giustizia con le sue mani, tenetemi sennò – aggiunge – Gli agenti penitenziari, quelli nei cui panni mi ero messo sopra, lo vedranno giorno e notte da vicinissimo, Battisti. Speriamo che siano più controllati del ministro. Il quale, se non nei panni, nelle divise loro si mette in posa come nessun altro”.

Ma a questo punto l’intervento di Sofri si sposta su un altro fronte ed è quello della detenzione come strumento rieducativo. Per Sofri il carcere è inutile per il pentimento di chi delinque. “Capisco, mi pare, il desiderio dei famigliari delle vittime di vedere chiuso in carcere il responsabile provato – o colui che credono il responsabile provato – del loro lutto. Io però ho da tantissimo tempo, e molto prima che mi riguardasse così da vicino, un’obiezione di coscienza radicale alla galera, salvo quando la reclusione sia il solo modo per impedire a qualcuno di fare ancora del male. Un’abitudine pigra, ma niente è più ostinato dell’abitudine, continua a identificare il risarcimento dovuto alla vittima e alla comunità con la cella. Io provo solo disgusto e vergogna per la cella, con tanta forza che non mi succede mai, nemmeno fra me e me, di augurarmi che le persone che detesto e considero nemiche (ce ne sono, infatti, com’è umano) finiscano loro in galera. Perché la galera, chi la conosca da carcerato o da carceriere, e resti umano, nobilita il prigioniero e contagia di ignobiltà chi la augura”, ha affermato Sofri sul Foglio.

E qui arriva una vera e propria bocciatura per il sistema penitenziario: “Il carcere è il luogo più disadatto al vero pentimento. Il carcere è così disumano e cattivo e assurdo da attenuare fino a cancellare la stessa differenza fra innocenza e colpevolezza, da insinuare nel detenuto una sensazione di umiliazione e di offesa che prevale sulla ragione che ce l’ha portato. In carcere si può ‘pentirsi’ solo maledicendo l’accidente che vi ci ha portati: una lezione a delinquere meglio, la volta che ne sarete usciti. Chi attraversi una conversione vera dei propri desideri e della propria vita lo fa non grazie alla galera, ma nonostante la galera. La quale, che lo si voglia oppure si pensi e si proclami di non volerlo, è una vendetta”. Insomma secondo Sofri il carcere è del tutto inutile. Lo spieghi ai familiari delle vittime di Battisti che hanno perso un fratello, un papà o un figlio…

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50 MILIONI DI EURO: I 37 ANNI DELLA LATITANZA DI BATTISTI TANTO CI SONO COSTATI TRA VOLI INTERNAZIONALI, AGENTI, FUNZIONARI, DIRIGENTI MILITARI E CIVILI. PIÙ LE SOMME TOP SECRET PER GLI INFORMATORI http://www.mag24.es/2019/01/15/50-milioni-di-euro-i-37-anni-della-latitanza-di-battisti-tanto-ci-sono-costati-tra-voli-internazionali-agenti-funzionari-dirigenti-militari-e-civili-piu-le-somme-top-secret-per-gli-informatori/ http://www.mag24.es/2019/01/15/50-milioni-di-euro-i-37-anni-della-latitanza-di-battisti-tanto-ci-sono-costati-tra-voli-internazionali-agenti-funzionari-dirigenti-militari-e-civili-piu-le-somme-top-secret-per-gli-informatori/#respond Tue, 15 Jan 2019 10:02:00 +0000 http://www.mag24.es/?p=88031 CESARE BATTISTI, UNA LATITANZA COSTATA 50 MILIONI

Marco Ludovico per ”Il Sole 24 Ore

Ricercato da quasi tutti gli apparati della sicurezza italiana, un’attesa lunga 37 anni. L’arresto storico di Cesare Battisti è un successo straordinario per la Polizia di Stato e l’Aise (agenzia informazioni e sicurezza esterna) come ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Ma, voltandosi indietro a guardare la storia di Battisti dopo la fuga il 4 ottobre 1981 dal carcere di Frosinone, si possono inanellare progetti, pianificazioni, attività di ricerca e cattura di ogni genere. Finiti in sospeso, certo, quando Battisti è riparato in Francia al sicuro. Ma la caccia dello Stato al terrorista è partita e ripartita a più riprese. Con non pochi costi sostenuti dall’erario.

Obiettivo: più uffici di pubblica sicurezza

Battisti venne ricercato dagli uomini del Ros, il raggruppamento operativo speciale dell’Arma dei Carabinieri con obiettivi antimafia e antiterrorismo. Il generale Mario Mori, uno dei comandanti storici del Ros, portò in dote il patrimonio informativo acquisito quando arrivò alla direzione del Sisde nel 2001.

Battisti però fin dal suo esordio criminale era un fascicolo aperto anche dall’Ucigos (ufficio centrale per le investigazioni generali e per le operazioni speciali) del dipartimento di Pubblica sicurezza, poi diventato direzione centrale Polizia di prevenzione. In quelle stanze sono cresciuti, tra gli altri, Franco Gabrielli, capo della polizia e già direttore del Sisde, Lamberto Giannini, numero uno Dcpp, Eugenio Spina, dirigente. Ma la cattura di Battisti ha coinvolto anche lo Scip, il servizio per la cooperazione internazionale di polizia che fa capo alla Criminalpol guidata dal prefetto Nicolò D’Angelo.

 

La caccia dell’intelligence

Quando Mori alla guida al Sisde porta con sé alcuni tra i migliori ufficiali del Ros Battisti è già in Francia, c’è poco da sperare. Di certo un fascicolo a carico del terrorista era stato aperto anche dal Sismi. Sisde e Sismi si distinguevano in quanto il primo era servizio segreto militare, il secondo civile.

Sovrapposizioni e concorrenza reciproca erano all’ordine del giorno, nel 2007 la riforma li rinnova in Aise e Aisi (agenzia interna). All’Aise, dunque, resta il compito di proseguire l’azione contro Battisti e così oggi all’arrivo di Battisti a Ciampino in prima fila con Salvini insieme ai vertici della Polizia c’è anche il generale Luciano Carta, numero uno dell’agenzia esterna. A dimostrazione della possibilità di mettere con successo a fattor comune forze, risorse ed esperienze diverse per risolvere casi irrisolti da decenni.

I costi della latitanza

Non si va molto lontano dalla verità se si stima che oltre 37 anni di lontananza di Battisti dalle carceri italiane sono costati all’erario circa 50 milioni di euro. Una cifra variabile, con un’oscillazione forse di una decina di milioni in meno o in più, spiegata dal fatto che alcune voci ovviamente sono top secret. Quelle, per intenderci, destinate a pagare le fonti dell’intelligence, gli informatori e chiunque sia stato in grado di fornire elementi preziosi per arrivare alla cattura. Ci sono, poi, i mezzi dispiegati dalle amministrazioni dello Stato, a cominciare dai numerosi voli aerei internazionali fatti in questi anni dai funzionari pubblici. Più tutto l’impegno e l’impiego in 37 anni di agenti, funzionari, dirigenti militari e civili coinvolti. Uno schema riuscito con Battisti e che per Salvini occorre ripetere al più presto con gli altri terroristi latitanti. Rossi e neri.

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