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LA FOLLIA DEI PARTIGIANI COLPISCE ANCORA: adesso se la prendono per un libro sul calciomercato

Gianluca Veneziani per “Libero quotidiano”

Devono aver pensato che si parlasse di calcio balilla, cioè fatto dai balilla, o scambiato il termine «calcio» con «fascio». Di certo i membri dell’ Anpi sono finiti nel pallone e hanno ritenuto pericolosa la presentazione ieri sera a Bergamo del libro del giornalista sportivo Paolo Bargiggia, “I segreti del calciomercato”, edito da Altaforte, alla presenza di un suo rappresentante, Lorenzo Cafarchio, intravvedendovi rischi di apologia di fascismo.

Per organizzare l’ iniziativa, la casa editrice, già finita nell’ occhio del ciclone allo scorso Salone del Libro per la “colpa” di essere vicina a CasaPound, aveva sondato la disponibilità della Sala Galmozzi, di proprietà del Comune. Era bastata quell’ intenzione di usufruire, peraltro a pagamento, di uno spazio pubblico (intestato a Ferruccio Galmozzi, vittima delle leggi razziali e membro del Cln) per scatenare l’ ira dell’ associazione locale partigiani, che si augurava che la richiesta fosse respinta perché «il fenomeno inquietante del neofascismo risorgente deve essere ostacolato con ogni mezzo lecito».

Dopo quella levata di scudi, mentre Altaforte già sceglieva di organizzare la presentazione in un’ altra sede privata, il Comune guidato dal dem Giorgio Gori rendeva noto che «nessuna sala è stata concessa per l’ evento» e che in ogni caso, tra le regole per vedersi assegnato uno spazio comunale, c’ è «la necessità di dichiararsi contrari e lontani dai principi del fascismo».

PREGIUDIZIO

Ci sarebbe da seppellire la vicenda con una pernacchia, visto l’ ennesimo tentativo di censura preventiva attuata senza conoscere minimamente l’ oggetto del libro (che parla di calcio, lo ricordiamo), ma solo per pregiudizio nei confronti della casa editrice, e al fine di alimentare la caccia a quel fantasma chiamato fascismo. Se non fosse che, a furia di minimizzare, si rischia di non considerare la minaccia che loro stessi, ossia certi membri dell’ Anpi, rappresentano per la libertà.

«Sono sconfortato e desolato», dice ai nostri taccuini Paolo Bargiggia. «È incredibile che un libro che parla della mia esperienza da cronista di calcio venga strumentalizzato a fini politici. Ed è incredibile che a vietarlo ci pensi un’ associazione che non ha più senso di esistere dato che i veri partigiani sono morti, e che nondimeno esercita un’ influenza enorme sulle scelte di politici e amministratori, cercando di mettere il bavaglio, di togliere gli spazi fisici e di proibire la cultura a essa sgradita».

LA REPLICA

Bargiggia va giù duro nel definire i metodi dei compagni: «Sono i classici strumenti di una mafia o una camorra ideologica che usa l’ ideologia come un manganello di oppressione per tappare la bocca, ridurre l’ esercizio della democrazia e perseguire reati di opinione. Pratiche del genere sono degne di un regime, di un Paese totalitario, tipiche di chi dice di combattere il fascismo ma in realtà adotta logiche naziste. Con la sola differenza che i nazisti bruciavano i libri, l’ Anpi proibisce di presentarli».

È forte l’ irritazione dell’ autore anche nei confronti del sindaco di Bergamo: «Non pensavo che un uomo tutto ciuffo e cachemire, che si atteggia a imprenditore illuminato, potesse cedere a questa forma di oscurantismo». Bargiggia può però consolarsi con l’ incredibile pubblicità che la sinistra ancora una volta ha fatto a un libro Altaforte. «Il testo di Chiara Giannini vietato al Salone del Libro è arrivato alla terza ristampa, io spero di arrivare almeno alla seconda». Come dire, il calciomercato e il libero mercato prevarranno infine sulle lobby ideologiche. Bargiggia batte Anpi 3 a 0.

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