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GOVERNO, SALTA TUTTO PER DAVVERO! La mozione di Renzi sull’Ilva ammazza i Cinquestelle definitivamente

Il caso ex Ilva scuote le acque del governo ed è Giuseppe Conte, a poche ore di distanza dall’incontro con i vertici di ArcelorMittal, a pagarne le conseguenze. Il premier viene infatti tirato in continuazione per il colletto: da una parte il Pd intenzionato a ripristinare lo scudo penale, dall’altra il Movimento di diverso parere rispetto agli alleati. A mettere il dito nella piaga di un già fragile esecutivo è Matteo Renzi. Chissà che il rottamatore per eccellenza, con un colpo a sorpresa, non ribalti le sorti giallo-rosse. Non è un caso che il leader di Italia Viva abbia presentato – come ricorda Il Messaggero – un emendamento al decreto legge fiscale per ripristinare l’immunità (necessaria per non incorrere in cause legali nel periodo necessario per il risanamento ambientale) al colosso dell’acciaio. 

Emendamento che Luigi Di Maio ha già intimato di ritirare. “Su questo si potrebbe creare un vera crisi di governo” gli avevano fatto eco alcuni pentastellati. E così alcuni grillini corrono ai ripari e, in silenzio alla Camera, mettono mano a una proposta che non cita mai la parola “scudo penale”, ma che detiene lo stesso significato. Un escamotage, questo, per cercare di tenere insieme i cocci di una disastrata maggioranza. Eppure questo emendamento, sempre secondo Il MessaggeroMatteo Salvini e la Lega sarebbero pronti a votarlo. E questo per due ragioni: la prima, di coerenza, ovvero l’emendamento corrisponde a ciò che il Carroccio farebbe in questa situazione. La seconda, di strategia politica: con questo voto, Salvini farebbe saltare la maggioranza e aprirebbe la strada a una clamorosa e anticipata crisi di governo.

Nonostante le avvisaglie, il leader di Italia Viva è andato dritto per la propria strada, presentando sul tavolo della commissione Finanze della Camera un doppio emendamento. Il primo valido per il caso di specie dello stabilimento di Taranto, il secondo più generale, valido per tutte quelle imprese impegnate nell’ambito del processo produttivo in un’opera di bonifica ambientale. Ma la richiesta di Iv non finisce qui e contiene misure correttive che riguardano l’articolo 4 (per evitare ulteriore burocrazia alle imprese), il 39 (sui reati tributari), l’accelerazione dei fabbisogni standard per i comuni, il sostegno al settore agricolo, le semplificazioni fiscali, il blocco delle aliquote locali. Per un totale di 58 proposte. Non è stato da meno il Pd che ha esibito ben 200 emendamenti, scremati poi a circa 140. Insomma, i Cinque Stelle avranno una bella questione da dover affrontare.

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