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ZINGARETTI PENSA CHE GLI ITALIANI SIANO FESSI: cosa è arrivato a pensare per sperare di fregarli ancora

Atteso un nuovo congresso dem, all’inizio del 2020, per cambiare lo statuto del Partito democratico: sì all’ipotesi di cambiare nome.

Novità in vista per il Pd. Lo ha annunciato il segretario dem, che in un’intervista a Radio Capital ha anticipato che nel 2020, forse già nei primi mesi, si terrà un congresso in cui nascerà un nuovo partito: “Cambieremo lo statuto che non si tocca da tredici anni”. Nicola Zingaretti non ha escluso l’ipotesi di cambiare nome al nuovo soggetto politico, che “si chiameràPartito democratico o quello che decideremo“.

Zingaretti e il nuovo Partito democratico

Dopo una pesante sconfitta come quella registrata dalla coalizione giallorossa alle elezioni regionali in Umbria, sia il Pd che il M5s si interrogano non solo sul futuro della propria alleanza ma anche sui cambiamenti da apportare tra le fila del partito per riconquistare la fiducia degli elettori. Ecco perché Zingaretti non esclude che “nei primi mesi del 2020” si terrà un nuovo congresso dem.

Ma, precisa, “dovremo deciderlo insieme”. Il segretario si è detto aperto anche all’eventualità di una modifica radicale, che riguardi anche il nome stesso del partito. “Non bisogna cadere nell’errore di cambiare tutto per non cambiare nulla“, ha commentato.

Il restyling non dovrà riguardare solo la forma ma anche la sostanza, pur senza mettere in discussione il “sostegno leale a questo governo, ma non per vivacchiare o polemizzare”. Un governo in cui però lo stesso Zingaretti dimostra di avere poca fiducia. In un’ipotetica pagella, il Conte bis meriterebbe “sei o mezzo/sette sulle scelte, ma quattro sul comportamento politico”. E se la matematica non è un’opinione “la media è insufficiente. Io non avevo l’ansia di far nascere questo governo a prescindere”, spiega in quella che sembra una frecciatina a Matteo Renzi, “e non ho l’ansia di farlo cadere a prescindere.

E nemmeno durare. Non si governa per se stessi ma per gli altri. Bisogna resistere fino a quando si producono risultati, non fino a scadenze”, neppure quella dell’elezione del successore di Sergio Mattarella nel 2022.

“In Emilia vinceremo”

Un’altra data importante segnata sul calendario del Pd sono le prossime elezioni regionali, a partire da quella della “rossa” Emilia Romagna. “In Emilia si vince con Stefano Bonaccini. Dobbiamo lavorare insieme [al M5s, ndr]. Se riprende una guerra nel campo di forze di centrosinistra, gli italiani dicono bye bye”. Per quanto riguarda Renzi, Zingaretti si è detto ancora convinto che il senatore stia “giocando una partita leale”.


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