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Chi e cosa si nasconde dietro al servizio di “Report”: un tempismo inquietante, gioco sporco contro Salvini?

Tiene banco il servizio di Report contro Matteo Salvini, trasmesso domenica sera su Rai 3, poco prima della deposizione al Copasir di Giuseppe Conte. Sia per il premier sia per il leader della Lega, il guaio è la Russia. Eppure, quasi nessuno parla di Conte e delle sue reticenze al Copasir, delle risposte che si ostina a non dare. Tutti i fari restano puntati su Salvini, sotto assedio dopo il servizio di Report, anche se dei presunti soldi russi non vi è la minima traccia. E questa vicenda tiene banco anche nel retroscena firmato da Augusto Minzolini su Il Giornale, che parte dalle considerazioni in Transatlantico di Luca Paolini, leghista e garantista: “È chiaro che il servizio di Report sulle ipotetiche tangenti alla Lega e sui rapporti internazionali di Salvini è stato un segnale rivolto a noi, propedeutico all’audizione di Conte al Copasir sull’utilizzo dei servizi italiani da parte del ministro della Giustizia Usa per fini politici. Un avvertimento del terzo tipo – secondo Paolini -: Io so, che tu sai, che io so“.

Già, tempismo sospetto, quello di Report. In molti nella Lega hanno preso quel servizio come un avvertimento. Si pensi infatti che Nicola Zingaretti, in quelle ore concitate, si è rivolto alla magistratura: “Chi deve indagare, indaghi“. Commistioni tra stampa, politica e magistratura. Commistioni fotografate da Paolo Tiramani, commissario leghista di vigilanza Rai, citato sempre da Minzolini: “Quello non era un servizio giornalistico ma un brogliaccio di Procura, un teorema accusatorio basato solo sulle suggestioni”.

Ed eccoci, dunque, al timore che agita i piani alti della Lega: cosa nasconde, davvero, quel servizio di Report? L’idea che si fa largo nella testa di molti è che le ultime notizie sul caso-Metropol siano una sorta di operazione per salvare Giuseppe Conte dai suoi guai e dar contro alla Lega e Salvini. Per dirla con le parole di Riccardo Molinari, capo dei deputati del Carroccio, è “la teoria del caos”. Si pensi infatti che il servizio di Report era bloccato in Rai da mesi. Poi, domenica, la messa in onda. Colpisce il tempismo, ribadisce Minzolini: domenica Report; lunedì l’attacco di Zingaretti spalleggiato da Gentiloni ed Enrico Letta; martedì una nuova interrogazione del Pd sul Russiagate salviniano; mercoledì infine Conte al Copasir. Il premier interrogato dopo che per giorni era stata dispiegata una sorta di rete protettiva nei suoi confronti. Un tempismo, lo si ribadisce per la terza volta, davvero sospetto e inquietante.

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