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E MENO MALE CHE QUESTA ESTATE LO VOLEVA SBOLOGNARE: l’imperdibile commento di Mughini sull’impresa di Champions

Giampiero Mughini per Dagospia

Caro Dago, a differenza che nello splendido gioco della pallavolo per come lo ha ricordato oggi Francesco Persili sulle tue pagine, un gioco dove per portare a casa il risultato la squadra in tutti i suoi sei elementi deve compiere 50 o 60 prodigi in attacco e in difesa durante un match, nel calcio moderno di prodigi ne bastano uno o due a partita per portare a casa i tre punti.

Succede dunque che la celebratissima Juve sarriana di prodigi sino a 15 minuti dalla fine non ne avesse fatto nemmeno mezzo. Nemmeno mezzo. Stava anzi perdendo, immeritatamente, contro undici russi che ci davano sotto in ogni parte del campo. 0-1 in casa, più tragedia di così. Tante palle e pallette giocate da tanti, sugo niente di niente.

Poi accade, a quindici minuti dalla fine, che uno dei giocatori della Juve – tal Paulo Dybala – riceva una palla sul limitare dell’area. Lui è un giocatore che la Juve questa estate voleva sbolognare a ogni costo, non so bene perché. Solo che lui di andare via dalla Juve non ne voleva sapere. Lui che con la maglia della Juve un paio d’anni fa aveva messo in ginocchio il Barcellona di Messi e compagnia giocante.

Ebbene questo giocatore orgoglioso di indossare la maglia della Juve riceve la palla sull’unico piede di cui lui si serve per giocare a football, il sinistro. E’ una palla sul limitare dell’area, difficile che ne nasca un prodigio. Solo che lui, ve lo ripeto, si chiama Paulo Dybala. E dunque è uno che in quel precisissimo istante che dura meno di un istante pensa la giocata, la fa con tutta la tecnica di cui lo ha dotato nostro Signore, colpisce la palla a “girare” e la mette all’incrocio dei pali dove il portiere russo la guarda stupito, contento di non avere pagato il biglietto pur di vedere una tale meraviglia.

E’ un prodigio, è il pareggio. Poco dopo un secondo guizzo, un secondo gol. Sto parlando di Paulo Dybala, sto parlando del calcio, tutt’altro sport rispetto alla pallavolo. Tutt’altra meraviglia sportiva e teatrale.

Giampiero Mughini

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