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E’ ARRIVATA LA STANGATA PER IL RISTORANTE DELLA TRUFFA: è servito lo scandalo dello scontrino per scoprire che non era in regola

Fabio Rossi per www.ilmessaggero.it

Chiuso per irregolarità nell’occupazione del suolo pubblico, con tavolini sistemati fuori dallo spazio consentito. E multato per quegli 80 euro di mancia aggiunti al conto, già salatissimo, pagato da due turiste giapponesi in un ristorante del centro storico di Roma, a pochi passi da Castel Sant’Angelo. Il giorno dopo la denuncia, pubblicata dal Messaggero, dello scontrino da 429,80 euro pagato dalle due donne per un pranzo, la polizia locale di Roma è intervenuta nell’esercizio di via Banco di Santo Spirito, anche su indicazione del Campidoglio, per verificarne le eventuali irregolarità. Il ristorante era stato già chiuso per cinque giorni, nelle scorse settimane, per i tavolini all’aperto sistemati oltre la superficie autorizzata dal I Municipio.

I CONTROLLI

Ieri la polizia locale del I gruppo si è trovata di fronte allo stesso problema, sospendendo la licenza al locale per altri cinque giorni. Ma il vero obiettivo dei caschi bianchi erano ricevute e scontrini, da verificare e da confrontare con i prezzi indicati nel menu che viene mostrato ai clienti. Uno, in particolare, il documento finito all’attenzione dei vigili: quello immortalato dalle due giapponesi e pubblicato su Facebook.

Una voce in particolare ha attirato l’attenzione: quella voce mancia, peraltro da ben 80 euro, che in alcun modo può essere inserita nel conto, tantomeno essere imposta ai clienti. Ora quella mancia rischia di costare cara ai gestori: una sanzione amministrativa da un migliaio di euro, che si aggiungerebbe ad altri problemi minori riscontrati dai vigili durante il sopralluogo, per i quali è stato chiesto ai proprietari di esibire alcuni documenti. Il conto, questa volta sotto forma di multa, potrebbe arrivare fino a quattro-cinquemila euro.

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