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LA CINQUESTELLE CHE E’ ANDATA CON RENZI? Altro che verginella della politica: da anni campa sulle spalle degli italiani

Al.T. per il “Corriere della sera”

Senatrice, l’hanno cercata o li ha cercati lei?

«Ma no, è stata una cosa casuale. Un incontro in buvette con Matteo Renzi, qualche giorno fa».

Le ha chiesto se voleva entrare nel nuovo gruppo?

«Non glielo so dire chi ha chiesto cosa, è stata una cosa molto naturale. Ammiro molto Renzi, è intelligente e lungimirante».

La «cosa molto naturale», per la senatrice Silvia Vono, calabrese, eletta nell’ uninominale, è lasciare M5S ed entrare nel gruppo di Italia viva. «Naturale» mettersi con il nemico più acerrimo dei 5 Stelle?

«In politica non ci sono nemici. Bisogna confrontarsi con tutti».

Lei non si sottrae certo al confronto: è stata con Italia dei valori, poi assessore con un sindaco Pd, ora renziana. E qualcuno, qualche mese fa, vociferava di un suo ingresso nella Lega.

«Io mi confronto con tutti. L’unica tessera l’ho avuta con Idv, volevo condividere idee sul territorio. Mai pensato di andare con la Lega: ma ci governavamo insieme».

L’accuseranno di tradimento.

«Per fortuna non c’ è ancora il vincolo di mandato».

Di Maio le chiederà una multa da 100 mila euro.

«Li chieda, ma io non cedo a ricatti. Rispondo allo Stato non al Movimento».

È uscita perché non l’hanno fatta sottosegretaria?

«No, mi avevano proposto anche come capogruppo in Affari costituzionali».

Ha versato i contributi e fatto le restituzioni?

«No, non verso da ottobre».

Perché?

«L’ho detto agli altri: le restituzioni sono una cosa, le donazioni volontarie su un conto privato sono un altro».

Cosa l’aveva attratta dei 5 Stelle?

«Pensavo ci fosse una grande libertà di pensiero. E mi piaceva che fosse un movimento post ideologico, con un metodo democratico».

Si sbagliava?

«Mi sono resa conto che è solo comunicazione senza contenuti. E ho capito che la democrazia non può essere fatta solo di slogan. Nel Movimento non si dà valore alle persone».

Scusi, ma non le sapeva già queste cose prima di entrare?

«No, non le sapevo. Da fuori è tutta un’ altra cosa. E poi c’ è stata una deriva antidemocratica negli ultimi tempi. Io volevo lavorare sul territorio, ma non è stato possibile».

Di Maio sta lavorando a una riorganizzazione.

«Ma non si fa così, una riorganizzazione, come si danno i compitini a scuola».

Lei è vicina a Fico?

«Nemmeno lo conosco».

Pensa che usciranno altri?

«Non credo».

Il governo con la Lega è stato un errore?

«No, abbiamo fatto cose utili. Poi ci sono stati sbagli da entrambe le parti».

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