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VOMITA IN FACCIA ALLA CASSIERA DEL MARKET E LA MINACCIA: “PULISCI TUTTO, COME FANNO LE DONNE AL MIO PAESE”

Un teatrino singolare all’interno di un supermercato di Genova: un ragazzo di 28 anni ha vomitato davanti alla cassiera e l’ha minacciata a morte.

Un ragazzo di 28 anni ha dato spettacolo all’interno di un market di Stagliano, in provincia di Genova. Il giovane di nazionalità marocchina ha vomitato davanti alla cassiera del supermercato e poi l’ha minacciata. L’episodio si è verificato nel pomeriggio di mercoledì 11 settembre e ha lasciato tutti senza parole. L’uomo, visibilmente ubriaco, si sarebbe rivolto alla donna che si trovava alla cassa con queste parole: “Pulisci tu che sei donna, al mio Paese gli uomini non fanno queste cose”. Vediamo cosa è successo.

Vomita e minaccia la cassiera

Un episodio singolare quello che ha coinvolto una cassiera ieri pomeriggio (mercoledì 11 settembre) in un supermercato di Genova. La donna si è trovata di fronte a un ragazzo magrebino di 28 anni. Il giovane, visibilmente ubriaco, aveva difficoltà a deambulare. Inoltre, una volta arrivato alla cassa ha vomitato davanti alla cassiera. A quel punto la donna avrebbe consegnato uno straccio al ragazzo per pulire, ma lui l’avrebbe minacciata a morte dicendo: “Pulisci tu che sei donna, al mio Paese gli uomini non fanno queste cose”.

Infuriato, il magrebino ha attirato l’attenzione del collega della cassiera, che si è preso la sua dose di insulti. Infine, anche il figlio della donna è giunto al market ed è stato insultato dal ragazzo ubriaco.

L’arresto

Una volta recuperata la lucidità, il magrebino ha capito che di lì a poco sarebbero giunti gli agenti della polizia. Avrebbe così tentato la fuga nei campi limitrofi, ma le indagini degli agenti della Questura di Genova lo hanno rintracciato. Grazie ad alcune testimonianze fornite dagli autisti dell’Amt, gli agenti hanno rintracciato il nordafricano che dopo alcune resistenze si è lasciato ammanettare. Il 28enne era già noto alle forze dell’ordine per reati di droga compiuti a Bologna. Oltre a non aver rispettato la custodia cautelare precedente, infine, su di lui gravano le accuse diminacce alla dipendente e di discriminazione sessista. Per il momento, in attesa del giudizio in direttissima, il magrebino rimane dietro le sbarre.

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