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“TU NON SEI UN LEADER” Conte non conosce la vergogna: le vergognose parole contro Salvini

Risponde al fuoco, Giuseppe Conte. Pochi minuti prima, al Senato, il durissimo intervento di Matteo Salvini, quasi 30 minuti di attacchi al “premier traditore”. Da par suo, il presidente del Consiglio, apre il suo intervento replicando proprio all’ex ministro dell’Interno e leader della Lega: “Molte dichiarazioni sono rimaste ferme all’8 agosto. Con una certa arroganza qualcuno unilateralmente ha deciso di portare l’Italia alle elezioni da ministro dell’Interno e sempre unilateralmente e arbitrariamente di concentrare definitivamente nelle proprie mani tutti i poteri: pieni poteri. Se questo era lo schema, l’obiettivo e il progetto è comprensibile che tutti coloro che lo hanno ostacolato per senso di responsabilità e nel rispetto della costituzione siano diventati nemici”, ha affermato Conte, mentre dai banchi del Carroccio si alzavano le proteste. E ancora, ha picchiato duro affermando che “assegnare ad altri le proprie colpe non è da leader“. Parole grosse, quelle del Conte premier dell’inciucio. Parole inaccettabile per i leghisti, che intonano il coro “dignità-dignità”. Ma Conte non ha mollato, aggiungendo: “Poi con calma nelle prossime settimane spiegherete al Paese cosa ci sia di dignitoso in tutti i repentini voltafaccia che ci sono stati in poche settimane”.

Per quel che riguarda i contenuti del suo discorso, il presidente del Consiglio ha di fatto ribadito il lungo elenco di intenti, molto generici, presentato alla vigilia alla Camera. Ma ovviamente è entrato nel dettaglio quando ha parlato di immigrazione: “Chiedo a tutte le forze politiche e a tutti i cittadini di evitare di concentrarci ossessivamente sullo porti aperti-porti chiusi“, ha premesso. Quindi ha ribadito di voler accogliere i rilievi di Sergio Mattarella relativi al decreto sicurezza: “Questo governo è stato chiaro, raccoglierà le osservazioni del Presidente della Repubblica. Concludo con una battuta: chi ha una minima educazione giuridica sa bene che possiamo anche scrivere in modo chiaro una disposizione legislativa, ma questa sarà sempre interpretata in senso costituzionalmente orientato. Il nostro sistema giuridico ha una impalcatura costituzionale”, ha concluso Conte-Monti, così come lo ha chiamato Salvini per tutta la durata del suo intervento a Palazzo Madama.

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