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“INFAME, TRADITORE, BIBBIANO” Conte entra in Senato tra fischi e insulti dai banchi dell’opposizione

Il Conte bis, dopo aver superato l’esame alla Camera (sono stati 343 i voti favorevoli contro i 263 contrari, affronta la prova del voto di fiducia al Senato, dove la situazione si preannuncia più complessa. I numeri per la maggioranza M5s-Pd-LeUin questo caso sono un po’ più risicati, anche se i giallorossi restano comunque positivi. In Aula dovrebbe esserci anche Matteo Salvini. Alle ore 10 ha avuto inizio la discussione generale, alle 15.30 è attesa la replica del premier e dalle 17 il voto di fiducia.

Cori leghisti: “Traditore! Bibbiano!”

Come già accaduto durante la discussione a Montecitorio, anche in Senato si sono levati cori di protesta dai banchi dell’opposizione. Al momento del suo ingresso in Aula, il premier Conte è stato accolto dal coro “traditore, traditore!” da parte di diversi parlamentari leghisti. Altri senatori hanno urlato, rivolti ai colleghi del Pd, “Bibbiano, Bibbiano!” e “dignità, dignità!” all’avvio della discussione. Un senatore di Forza Italia ha esposto un cartello su cui si legge: “Sei un barone, non un Conte“.

Immediato l’intervento dei commessi, che hanno provveduto alla rimozione del cartello.

Applausi, invece, per l’ingresso di Matteo Salvini nell’Aula del Senato.

Conte bis, fiducia al Senato

Stando alle previsioni, la maggioranza dovrebbe poter contare su 168 voti certi: 106 dal Movimento 5 Stelle (escluso Gianluigi Paragone), 50 del Pd (senza Matteo Richetti) 9 del gruppo Misto (De Petris, Laforgia, Errani, Grasso, Nencini, Buccarella, De Falco, De Bonis, Nugnes) e 3 delle Autonomie (Bressa, Casini, Laniece). L’opposizione, invece, dovrebbe fermarsi a 139 voti, di cui 61 da Forza Italia, 58 dalla Lega, 18 da Fratelli d’Italia e uno da Paragone. Quest’ultimo tuttavia non è scontato dato che potrebbe anche astenersi. Per quanto riguarda la situazione dei senatori a vita, le ultime indiscrezioni danno per certo il sì di Liliana Segre, mentre sono probabili quello di Mario Monti ed Elisa Cattaneo. Sette i senatori su cui c’è ancora incertezza. Facendo le somme, dunque, il governo potrebbe superare quota 170.

Tensioni all’opposizione

Il giorno del voto alla Camera è stato segnato da forti tensioni iniziate durante il discorso del premier Conte e proseguite poi per tutta la giornata.

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