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SALVINI, ANDIAMO IN PARLAMENTO E VOTAMO LA SFIDUCIA AL GOVERNO CONTE

Ora è ufficiale, si è aperta la crisi di governo. Lo confermano le parole di Matteo Salvini diffuse con una dichiarazione ufficiale: “Inutile andare avanti a colpi di NO e litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di Signor No. Non vogliamo poltrone o ministri in più – ripete il ministro dell’Interno -, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni – ha rimarcato -. L’ho ribadito oggi al Presidente Giuseppe Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav e dai ripetuti insulti a me e alla Lega da parte degli ‘alleati’, e restituiamo velocemente la parola agli elettori. Le vacanze non possono essere una scusa per perdere tempo e i parlamentari (a meno che non vogliano a tutti i costi salvare la poltrona) possono tornare a lavorare la settimana prossima, come fanno milioni di Italiani“.

Il dado è tratto, il piano è chiaro: andare in Parlamento appena possibile, magari già la prossima settimana, dove il governo verrà sfiduciato. Dunque si aprirà una partita il cui esito è incerto: Sergio Mattarella cercherà di formare una nuova maggioranza, magari con Pd e M5s, anche se il varo di un simile governo non sembra affatto un’opzione semplice (sia per le resistenze grilline sia per il netto “no” dei renziani). Altra possibilità, un governo tecnico o del presidente, attorno al quale dovrebbero raccogliersi i consensi sia di Pd sia del M5s (scontato il no della Lega), altrimenti non ci sarebbero i numeri. Insomma, al netto delle manovre di Mattarella, il voto anticipato sembra lo sbocco naturale di questa crisi. Magari ad ottobre, addirittura il 6, anche se i tempi sono strettissimi.

Le parole di Salvini sono arrivate al termine di una giornata convulsa, scandita dai colloqui tra Conte e Salvini e Conte e Luigi Di Maio. Dunque, Mattarella ha incontrato il premier. Il tutto mentre piovevano note ufficiali dei partiti, con il M5s che si diceva pronto a continuare la parabola gialloverde, mentre il Carroccio, di fatto, anticipava l’apertura della crisi poi confermata in serata da Salvini. Il governo gialloverde, ora lo si può dire, è sostanzialmente finito.

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