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LA CLAMOROSA SIMULAZIONE SUL PROSSIMO VOTO: SALVINI POTREBBE VINCERE ANCHE DA SOLO

Alle ore 14:41 l’ufficio stampa della Lega Salvini premier diffonde una nota durissima che, di fatto, sembra proprio aprire la porta alla crisi sancendo la fine del governo Conte. La parola chiave del comunicato del Carroccio è “irrimediabile“. Che, vocabolario alla mano, significa: di fatto dannoso per il quale non vi è rimedio, la cui gravità rende impossibile la riparazione; irreparabile.

La nota recita così: “C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5stelle ci sono visioni differenti. Il voto di ieri sulla TAV ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione“.

Quindi ad essere irrimediabile è il rapporto tra i due partiti della maggioranza e non solo sulla Tav Torino-Lione ma su tutta una serie di temi chiave dell’agenza di governo. Insomma, the game is over, come spiegano molti deputati leghisti a microfono spento. E già si guarda – Mattarella permettendo – al ritorno alle urne in ottobre e la data che resta in pole position è quella di domenica 13Affaritaliani.it ha elebatorato i dati della media degli ultimi sondaggi elettorali applicandoli alla legge elettorale mista tra collegi uninominali (maggioritario) e proporzionale con soglie di sbarramento.

Il Carroccio attualmente, prendendo in esame gli ultimissimi sondaggi dei principali istituti, si attesta sul 38,1%. Proiettando questi numeri sul territorio emerge che alla Camera la Lega, in caso di corsa solitaria alle elezioni (ipotesi altamente probabile nonostante gli appelli all’alleanza di Giorgia Meloni, Giovanni Toti e Silvio Berlusconi) conquisterebbe circa 190 collegi su 231 della parte maggioritaria e al Senato 89 collegi su 115. Tutto ciò è possibile considerando la frammentazione delle altre forze politiche: a sinistra il Pd, le varie liste della sinistra radicale, +Europa, i Verdi e il probabile movimento che potrebbe fondare l’ex premier Matteo Renzi.

C’è poi il M5S che, anche se in netto calo, potrebbe comunque valere intorno al 15-17% (stando ai dati di oggi), mentre nel Centrodestra da un lato potrebbero esserci Fratelli d’Italia insieme a Cambiamo! di Toti e al centro una mini-coalizione attorno all’Altra Italia di Berlusconi. Uno scenario che consentirebbe alla Lega di vincere in tutti i collegi perdendo, probabilmente, solo qualcuno a Milano e Torino città (area ztl), quelli dell’Alto Adige, della Valle d’Aosta, qualcuno in Emilia Romagna e in Toscana (Bologna e Firenze) e al Sud qualcuno in Campania, Calabria e Sicilia.

Da non dimenticare che in Sardegna all’interno delle liste del Carroccio alle Politiche entra il Partito Sardo d’Azione che vale circa il 10% nell’Isola. C’è poi la parte proporzionale e al 38,1% ipotetico della Lega va aggiunto il ricalcolo dei resti (una sorta di premio di maggioranza implicito) che scaturisce dai voti dispersi nelle liste che resteranno sotto la soglia di sbarramento.

Complessivamente, quindi, il partito del vicepremier leghista potrebbe conquistare nel prossimo Parlamento tra 324 e 329 deputati e tra 166 e 171 senatori. Certo, soprattutto a Palazzo Madama la maggioranza non sarebbe molto amplia ma Salvini avrebbe sulla carta i numeri per governare da solo e senza Meloni, Toti e Berlusconi. E non dimentichiamoci che il prossimo Parlamento eleggerà anche il nuovo presidente della Repubblica nel 2022. Un leghista al Colle?

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