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BIBBIANO, ADESSO HANNO IL CORAGGIO DI DAR LA COLPA A SALVINI: è proprio vero che non conoscono la vergogna

Caso Bibbiano, la feccia ci prova con la solita propaganda vittimistica, invece di vergognarsi, adesso mandano avanti i soliti giornalisti di regime per provare ad intortare qualche credulone. Ecco l’articolo vergognoso dell’Huffington Post, sito spazzatura di proprietà del gruppo De Benedetti, diretto da Lucia Annunziata:
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Caso Bibbiano, Salvini cavalca l’odio social contro il Pd

Il leader leghista annuncia: “Sarò presto a Bibbiano”. E accusa: “Mi fa schifo la sinistra che fa business sui bambini”. Fiano: “A me fa schifo la destra che specula”. I dem puntano il dito anche contro il Tg2

“Sarò presto a Bibbiano, questi crimini non possono e non devono rimanere impuniti. Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini”. Alla fine sulla macchina dell’odio che sta speculando sull’inchiesta Angeli e Demoni – come spiegato in questo articolo di Repubblica – c’è salito anche Matteo Salvini. Non solo: a giudicare dai toni del post con cui il vicepremier annuncia oggi la sua visita nel Comune scioccato dalla vicenda dei presunti affidi illeciti, verrebbe da dire che il segretario della Lega è intenzionato a cavalcare l’odio dei complottisti da tastiera.

Salvini pubblica su Facebook il video di un padre di Bibbiano che racconta di come i servizi sociali gli abbiano sottratto la figlia. E scrive: “’Ci fanno passare per delinquenti’ Pazzesco… Ascoltate la testimonianza di questo papà che 8 anni fa si è visto strappare sua figlia, senza motivo. Sarò presto a Bibbiano, questi crimini non possono e non devono rimanere impuniti”.
Fin qui nulla di strano. Poi l’accusa: “Che schifo una certa sinistra che fa business sugli immigrati e perfino sui bambini!!!”.

L’accostamento tra i fatti di Bibbiano e la sinistra – leggi il Pd – è già stato fatto nei giorni scorsi dalla leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e dal leader M5S Luigi Di Maio, che ha addirittura detto di non voler fare alleanze “con il partito di Bibbiano”. Il gancio – ricorda Repubblica – è con l’ormai ex sindaco sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico. Secondo i pm avrebbe saputo del sistema con cui venivano gestiti gli affidi e avrebbe deciso – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – “lo stabile insediamento di tre terapeuti privati della Onlus Hansel e Gretel all’interno dei locali della struttura pubblica La Cura”.

Adesso a fomentare la macchina del fango sul caso Bibbiano è intervenuto anche Salvini, in queste ore criticato dal Pd anche per aver scatenato l’odio social dei suoi follower contro l’ex ministra Maria Elena Boschi.

Il primo a rispondere alle accuse del leader leghista è il deputato Pd Emanuele Fianco, che su Fb contrattacca: “A me invece fa schifo la destra di Salvini che specula su bambini già purtroppo oggetto di vicende terribili. La magistratura condanni quanto prima i responsabili, poi se qualcuno ci diffama condannerà anche loro. Se Salvini ha da addossare qualche colpa al Partito democratico su Bibbiano, lo faccia con più coraggio, direttamente, così ci vediamo in Tribunale”.

I Dem se la prendono anche con i vertici Rai per un servizio andato in onda sul Tg2 in cui si accosta l’inchiesta al Pd. “Dopo la vergognosa intervista diffamatoria e senza contraddittorio di Uno Mattina al vicepremier Di Maio, il quale ha parlato di Pd come “partito di Bibbiano”, ancora una volta ci troviamo a condannare l’ennesima aggressione ai danni del secondo partito del Paese, questa volta in un servizio andato in onda nell’edizione delle 13 del Tg2″, denuncia in una nota la vicesegretaria del Pd Paola De Micheli.

“In un servizio confezionato ad arte dal Tg2 oggi si è parlato dell’inchiesta sui minori in corso da parte della Procura di Reggio Emilia, ponendo esclusivamente l’accento sul Pd e sul sindaco di Bibbiano, sospeso dal partito, senza specificare, come ha fatto la procura, il capo di imputazione relativo ad un, assolutamente non centrale, abuso d’ufficio. Siamo in presenza dell’ennesima violazione da parte del servizio pubblico del pluralismo e delle garanzie dell’opposizione e del Pd nei cui confronti è in atto una campagna diffamatoria, sui social e nei media, di cui tutti i protagonisti ne dovranno dare conto in sede penale e civile. Chiediamo nuovamente ai vertici Rai di intervenire per stabilire le condizioni minime di agibilità politica da parte del partito di opposizione”.

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