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LA FECCIA ROSSA NON CONOSCE LA VERGOGNA! Così pretendono di tappare la bocca a chi osa criticarli sui social

Dopo il blitz sulla Sea Watch 3 dei parlamentari della sinistra, il Pd schiera una “task force” per raccogliere insulti e minacce arrivate sui social: “Pronte querele e azioni civili”. Nel mirino anche Belpietro

Non tanto l’eventuale indagine dei pm – come successo in altri blitz simili in passato – quanto il “giudizio”, non sempre benevolo, degli italiani.

Così, mentre Graziano DelrioMatteo Orfini e Davide Faraone si imbarcavano con la Ong tedesca davanti alla costa di Lampedusa, il Partito democratico siciliano preparava una task force anti haters, un gruppo di persone incaricato di scandagliare i social alla ricerca di commenti negativi e messaggi privati contenenti insulti, offese e minacce. Tutti i messaggi sono stati raccolti in un fascicolo ora al vaglio dei legali. Che finora hanno già elaborato 16 querele contro persone individuate, 46 nei confronti di profili anonimi, 5 giudizi civili ordinari, 4 giudizi civili sommari.

“Abbiamo recuperato sulla rete materiale certamente penalmente rilevante, ma anche e soprattutto in grado di consentire azioni civili di risarcimento danni ai sensi dell’articolo 2043 del Codice Civile”, hanno spiegato, “Ci siamo orientati a presentare denunce-querele per i post diffamatori riferibili a profili anonimi e/o falsi in modo che la polizia postale possa risalire ai responsabili e/o al server che genera automaticamente profili falsi ed inesistenti. Nei casi in cui viene individuato l’autore, si è deciso di procede mediante azione civile”.

Tra le persone nel mirino è finito pure Maurizio Belpietro – scelto “per il giudizio del senatore e segretario del Pd Sicilia, Davide Faraone” – per l’articolo del 30 giugno intitolato “La ritirata dei disonorevoli. Via i pirati Pd dal Parlamento”.

Il nostro obiettivo è quello di ripulire i social da troll, haters, fake news e gente in carne ed ossa che minaccia, insulta, offende“, sostiene Faraone, “Siamo solo all’inizio e credo che tutto ciò possa servire a rendere la Rete più civile. Tutte le somme che dalle nostre denunce-querele riusciremo a racimolare le destineremo ad un fondo ad hoc che servirà a sostenere le associazioni di volontariato, i centri per disabili, quelli antiviolenza, e le associazioni che operano nelle periferie“.

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