Home / NEWS / NAVE PIRATA, IL DEPUTATO ROSSO E’ NEI GUAI FINO AL COLLO! LE ACCUSE SONO GRAVISSIME: troppe cose non quadrano nella sua gestione da capo missione

NAVE PIRATA, IL DEPUTATO ROSSO E’ NEI GUAI FINO AL COLLO! LE ACCUSE SONO GRAVISSIME: troppe cose non quadrano nella sua gestione da capo missione

A DIFFERENZA DELLA “SEA WATCH” E DELLA “MARE JONIO”, IL VELIERO DI MEDITERRANEA ERA PICCOLO E INADATTO AD OSPITARE 41 MIGRANTI – LA PROCURA PER LA PRIMA VOLTA INDAGA ANCHE IL CAPO MISSIONE, IL DEPUTATO DI LEU ERASMO PALAZZOTTO – PERCHÉ LA NAVE NON SI È DIRETTA A MALTA CHE AVEVA DATO LA SUA DISPONIBILITÀ?

Michela Allegri per “il Messaggero”

Il copione è quello seguito nelle ultime indagini a carico delle Ong: sequestro dell’imbarcazione su iniziativa della Guardia di Finanza – la procura domani dovrà decidere se convalidarlo -, sbarco dei migranti a bordo e iscrizione sul registro degli indagati del comandante della nave per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, e disobbedienza e resistenza contro nave da guerra, per avere violato il divieto di ingresso nel porto di Lampedusa imposto dal decreto sicurezza bis.

Ma nel caso della nave Alex della Ong Mediterranea ci sono due novità. La prima è che il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio e l’aggiunto Salvatore Vella ipotizzano gli stessi reati anche a carico del capo missione della Ong italiana, il deputato di Leu Erasmo Palazzotto. La seconda è che, a differenza della Sea Watch e della Mare Jonio – le altre navi finite al centro di altrettante inchieste -, il veliero Alex è una barca più piccola e disagiata, inadatta ad ospitare a bordo 41 migranti.

Per questo motivo gli inquirenti stanno valutando con attenzione anche l’esposto presentato dalla stessa Ong, in cui veniva dichiarato lo stato di necessità, l’obbligo di sbarcare per la criticità della situazione a bordo, il sequestro in danno dei migranti e dell’equipaggio messo in atto dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che non ha autorizzato lo sbarco e il tentativo – considerato dalla Ong coercitivo – di dirottare la nave verso Malta.

GLI INTERROGATORI

Nei prossimi giorni verranno ascoltati l’equipaggio e i profughi che hanno effettuato la traversata. L’obiettivo è individuare la presenza di eventuali scafisti e ricostruire la situazione a bordo. I pm vogliono chiarire se la Alex abbia sfondato il posto il blocco agendo effettivamente in stato di necessità, visto che i bagni erano inutilizzabili, lo spazio ridotto e le condizioni precarie.

Comandante e capo missione, comunque, restano sotto inchiesta. La Finanza ha sequestrato i documenti dell’imbarcazione e ha inviato ai pm un’informativa. Palazzotto è stato indagato perché dalla comunicazioni – le mail inviate all’Mrcc di Roma – e dalle segnalazioni arrivate in procura, è emerso che comandante e capo missione seguivano una linea concordata: gli atti erano a doppia firma, compreso quello con cui la Alex accettava di dirigersi a Malta, a condizione che l’operazione di trasferimento delle persone avvenisse in acque internazionali e «a garanzia che nessuna iniziativa coercitiva sarà assunta nei confronti della nave». L’accordo era poi saltato – «volevano evitare i controlli e garantirsi l’impunità», ha detto Matteo Salvini – e il veliero della Mediterranea ha fatto ingresso a Lampedusa.

IL PORTO SICURO

Un’altra verifica che deve essere effettuata riguarda proprio lo scontro con il Viminale. Perché per la Alex era stato individuato un porto sicuro – Malta – e le era anche stato offerto supporto per effettuare il viaggio, circostanza che potrebbe fare venire meno la necessità di sbarcare direttamente a Lampedusa.

Intanto sono scattate le sanzioni amministrative previste dal decreto sicurezza bis: 16.600 a testa per il comandante e per l’armatore. Cifra che potrebbe salire fino a 50mila euro in caso di mancato pagamento. «Mi è stata notificata la sanzione perché ho soccorso persone – ha detto l’armatore, Alessandro Mertz – È uno degli aspetti più odiosi del nuovo decreto sicurezza, perché ha come obiettivo chiaro quello di mandare un messaggio ai naviganti: se trovate qualcuno in mare, lasciatelo morire. Non salvatelo. Ed è un messaggio che non serve alle Ong».

loading...

Check Also

“Voglio chiudere in bellezza”. Carolyn Smith, dopo mesi di silenzio, la giudice di Ballando con le stelle, racconta tutta la (triste) verità. Gelo tra i fan

Carolyn Smith, il tumore è tornato. L’amata giudice di Ballando con le stelle non è …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *