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PIRATI RAGGIUNTI DALLA NAVE MILITARE: come se fosse un blocco navale, è finita la pacchia!

La Gdf affianca la Alan Kurdi ​”In Italia non potete entrare”

La motovedetta delle Fiamme Gialle notifica il divieto di ingresso nelle nostre acque. L’ong: “Restiamo a largo di Lampedusa”

Il Viminale mette nel mirino la Alan Kurdi. La nave tedesca della ong Sea Eye ha salvato 65 migranti nel tratto di mare che separa la Libia dall’Italia.

L’equipaggio ha chiesto un porto sicuro per lo sbarco allertando Malta, Italia e la stessa Libia. Dal nostro Paese è arrivato un secco “no” da Salvini che ha chiamato in causa la Germania. Da Berlino però è arrivata una fredda risposta: “Dei migranti dovrà occuparsene l’Europa“. Una soluzione alla Ponzio Pilato che di fatto in questo moemnto lascia in mare i migranti e apre un nuovo braccio di ferro tra l’ong e il Viminale. Mentre sotto traccia va avanti la vicenda della Alex, la barca di Mediterranea ferma davanti alle acque di Lampedusa a un passo da quelle territoriali italiane, di fatto il caso Alan Kurdi agita e non poco gli equilibri tra Roma e Berlino. Il Viminale ha deciso di imporre il blocco di ingresso nelle nostre acque alla nave tedesca notificando il provvedimento del ministero degli Interni.

Una motovedetta della Guardia di Finanza ha infatti affiancato la nave per consegnare il documento che attesta il di viento di ingresso, di transito e di sosta nelle acque territoriali italiane. Sea Eye però rilancia e di fatto sfida in modo chiaro l’Italia e soprattutto il ministro Salvini: “Con 65 persone soccorse a bordo ci stiamo dirigendo verso Lampedusa. Non siamo intimiditi da un ministro dell’Interno ma siamo diretti verso il porto sicuro più vicino“, sottolineando inoltre che “si applica la legge del mare, anche quando qualche rappresentante di governo rifiuta di crederlo“. Insomma lo scontro tra la ong e il governo italiano è solo all’inizio. I rapporti tra Italia e Germania in questa settimana sono già stati messi a dura prova dal caso Carola Rackete. Adesso una nuova vicenda può mettere in discussione gli equilibri diplomatici tra Roma e Belrino. La Alan Kurdi infatti non molla e chiede ancora una volta di poter sbarcare in Italia: “Stiamo aspettando in acque internazionali al largo dell’isola di Lampedusa – sottolinea – La guardia di finanza è venuta di persona per consegnare il decreto di Salvini: il porto è chiuso“.

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