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Alla faccia dell’isola dei profughi: un salasso mai visto! Quanto costa fare le vacanze a Lampedusa

Dici Lampedusa e pensi ai migranti. Ai barchini che partono dal Nordafrica carichi di profughi illusi di trovare un mondo migliore attraversando il Mediterraneo. Carrette del mare e gommoni pilotati da trafficanti di esseri umani senza scrupoli che si bloccano a qualche chilometro dalle coste dell’ isola per scaricare i disperati che traghettano. Eppure Lampedusa vive di turismo, grazie alle acque cristalline che circondano i suoi 20 chilometri quadrati, la sabbia chiara di Cala Guitgia, l’ isola dei Conigli, le insenature di Cala Croce e Cala Madonna.

Gli immigrati, in ogni caso, non incidono sui costi delle vacanze. I prezzi restano alti, come se le meraviglie dell’ isola fagocitassero le brutte storie legate agli sbarchi. Facendo una breve ricerca sul web, i conti sono presto fatti. Una famiglia composta da papà, mamma e due figli minorenni, per un volo da Milano a Lampedusa spenderebbe 1.200 ai 2.300 euro per le due settimane centrali di agosto in base a scali e orari. Mentre da Roma i costi sono un po’ più contenuti: si va dai 1.100 ai 2.200 euro. Un’ altra soluzione percorribile è quella dell’ aliscafo che parte da Porto Empodecle (Agrigento): per le stesse date il preventivo si aggira attorno ai 350 euro per quattro persone. Ovviamente, però, a meno che si sia siciliani bisogna mettere in conto il trasporto aereo da qualunque parte d’ Italia agli aeroporti di Catania o Comiso, i più vicini al porto di partenza per Lampedusa. A tutto ciò, poi, per forza di cose va aggiunta anche la prenotazione in albergo o in appartamento.

Ferragosto – Per le due settimane a cavallo di Ferragosto è impossibile trovare una sistemazione a meno di 2.000 euro, spesso si superano anche i 3.000 e in alcuni casi in vetrina ci sono bed and breakfast che superano quota 4.000. Risultato? Una famiglia con due figli, per una vacanza di 15 giorni a Lampedusa, spende circa 5.000 euro. Mica poco se si pensa alle notizie che rimbalzano su tv e giornali da anni riguardo agli immigrati. Certo, la primavera araba del 2011 che ha portato sull’ isola 50.000 profughi (o presunti tali) per fortuna è acqua passata. Qualche extracomunitario arriva ancora adesso (ieri un centinaio, ndr), ma la politica dei porti chiusi adottata da Salvini sta dando i frutti che in tanti a Lampedusa chiedevano.
Per risollevarsi e scrollarsi di dosso quell’ immagine di isola dei profughi che inevitabilmente faceva scappare i turisti. Le immagini della rivolta del 2016, con l’ incendio appiccato all’ interno dell’ hotspot da quattro tunisini, fecero in un attimo il giro del mondo. «Quell’ anno erano stati organizzati dei voli charter dalla Danimarca, ma alla fine non se n’ è fatto nulla. I danesi avevano deciso di non prenotare più perché l’ opinione pubblica del loro paese parlava di Lampedusa come un centro dove venivano detenuti i migranti », spiega Giandamiano Lombardo, presidente di Federalberghi Lampedusa.
L’ isola, però, tiene botta. Nonostante i prezzi alti, non molla.

piÙ 30% «I trasporti sono troppo cari, è questo il vero problema. I prezzi delle case sono in linea con le altre mete turistiche, anzi forse c’ è pure qualcuno che per attrarre persone sta anche più basso visto il problema migranti». Da queste parti, dove le coste della Tunisia sono più vicine rispetto a quelle della madrepatria, la gente si fa in quattro per preservare l’ isola e renderla attrattiva. Nel 2017 il turismo è tornato a crescere, facendo segnare il 30% in più di prenotazioni rispetto all’ anno precedente. La gente è tornata ad avere fiducia e ha nuovamente fatto rotta su Lampedusa.

«Resistiamo perché Lampedusa è veramente bella. Noi puntiamo a un turismo di nicchia, non a massificare. Stiamo lavorando molto sull’ accoglienza e sulla gastronomia. Peccato però che l’ immigrazione non ci favorisca: fino a quando c’ è un parroco che si butta a terra per chiedere lo sbarco dei migranti della Sea Watch», commenta amareggiato Lombardo. Ma questi africani che vengono recuperati in mare, poi che fine fanno? «I turisti non li vedono neanche. Qui non è come a Roma o Palermo dove li trovi a bighellonare ai giardini, qui vengono gestiti in maniera maniacale per poi essere trasferiti. E ovviamente non può che darci fastidio che quest’ isola meravigliosa venga sempre associata ai migranti».

di Massimo Sanvito per Libero

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