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Ma quale fenomeno, fu colui che aprì le porte della sinistra a De Benedetti ed agli affaristi massoni di banche e multinazionali

L’11 GIUGNO 1984
MORIVA ENRICO BERLINGUER
STORICO SEGRETARIO DEL PCI

tratto dalla pagina Facebook Partito Comunista d’Italia – mlm

Colpito da un ictus, mentre il giorno 7 teneva un comizio a Padova, tornato in albergo entrò in coma e morì 4 giorni dopo.

La cosa fu così strana, improvvisa e del tutto inaspettata, tanto che alcuni sospettarono, ipotizzarono e parlarono addirittura che fosse stato avvelenato dai servizi segreti di una certa potenza straniera tramite quel bicchier d’acqua bevuto durante il suo discorso, e dopo il quale si era sentito di colpo male.

In ogni caso, a parte queste tesi di un complotto contro di lui, oggi che abbiamo un quadro pre e post la storia del PCI possiamo dire che Berlinguer di fatto distrusse il sogno di intere generazioni che speravano almeno di realizzare una società socialista.
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Enrico era figlio dell’avvocato Mario, un latifondista sardo (definito nelle biografie “Nobile, Marchese e Cavaliere ereditario”), grembiulino massonico di tendenza anglofila.

Durante la guerra il massoncello collaborò con il PWB britannico, la Intelligence che agiva anche sul piano psicologico.

La stessa Intelligence di quel colonnello Ralph Merril, alias Renato Mieli, padre di Paolo, entrambi ebrei venuti da Alessandria d’Egitto, centro di sette esoteriche e massoniche con progetti e prospettive di dominio mondiale e razziale.

A quel che si dice, Togliatti non aveva una gran considerazione dei Berlinguer e lo stesso Enrico, nonostante la sua abilità, più della dirigenza della FGCI non andava.

Ma il fatto è che il PCI, dopo la scomparsa di Stalin (1953) andò sempre più accentuando il suo portato socialdemocratico, anche quelle poche riserve per cui si accettava il gioco democratico, rinunciando alla rivoluzione, per costrizione e per una ragione tattica (Secchia), vennero abbandonate e la via democratica al comunismo divenne strategica, definitiva.

Ragion per cui l’Enrico fu iscritto giovanissimo alla segreteria del Pci.

Nel frattempo il PCI, il più forte partito comunista d’Europa, si inseriva sempre più nel tessuto socio economico delle istituzioni e dello dello Stato massonico, ebraco, rothschildiano instaurato e sostenuto in Italia dalla invasione, dalla occupazione e dalla conquista militare e coloniale dell’imperialismo massonico, ebraico, rothschildiano egemone negli Usa, mettendo in piedi Imprese, anche sotto forma di cooperative, assicurazioni, ditte e altre specifiche istituzioni tipicamente borghesi se non capitaliste.

Ma fu Enrico Berlinguer, assurto alla carica di Segretario Nazionale del Pci nel 1972 che diede il colpo di grazia ad ogni rimasuglio di ideologia comunista nel partito.
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Tanto per cominciare sviluppò quella sua precedente critica ai sovietici fino a sfociare nel cosiddetto “Eurocomunismo”.

Era una terza via e come quasi tutte le terze vie, era una vera e propria trappola per contrabbandare, piano piano nel partito, l’adesione alla Nato.

Ed in questo percorso non si può non vedere una mano massonica, ebraica e rothschildiana.

Quindi con la scusa della pratica del “governo ombra” il partito mise a disposizione delle strutture borghesi, e degli apparati di polizia erepressione compresi, i suo uomini, per meeting, studi e cooperazione.

Verso la fin degli anni ’70, quando oramai Berliguer aveva dichiarato di accettare, anzi aveva fatto capire, di preferire l’Alleanza Atlantica, esperti del PCI collaboravano con personale Nato in alcuni consessi.

Se è pur vero che fu D’Alema che nei primi anni ’90 , tradendo perfino la truffaldina costituzione voluta dai burattinai massonici, ebraici, rothschildiani “Alleati” nel 1948, portò l’Italia in guerra con la Nato, contro la Serbia; in realtà le fondamenta guerrafondaie di questo voltafaccia le aveva già poste Berlinguer.

Il partito quindi si indirizzò definitivamente verso un aspetto oltre che socialdemocratico, massonico, ebraico, rothschildiano , più che popolare, “populista”; e questo lo si vedeva con i Festival dell’Unità che degeneravano ogni anno sempre di più, riducendosi alla fine a niente altro che squallide kermesse mangerecce ed ultra borghesi.

Il partito ovviamente così ideologicamente ridotto, ma rappresentando un potenziale di milioni di voti, venne allisciato, accarezzato e blandito da quel “Capitalismo illuminato”, a cui conveniva, e che desiderava averlo al governo.

Ma il PCI doveva aspettare, perché sebbene, nella nuova veste imborghesita fosse gradito anche agli americani, non poteva entrare nel governo finchè perdurava Jalta (esigenze di geopolitica che impedivano all’Italia di avere un governo PCI – DC, che sarebbe stato un governo “forte” non gradito alle due superpotenze di allora: Usa ed Urss, che pur essendo entrambe fondamentalmente controllate dalla Massoneria, Ebraica, Rothschildiana erano comunque avversarie e fortemente concorrenziali tra di loro).

Questa “impasse” impose al partito la criminale scelta della “fermezza” che costò la vita a Moro.

A che fine? bisognerebbe chiedersi oggi, Berlinguer praticò la “fermezza”, si disse anche che lo fece per salvare il Pci come partito! Ma è più che evidente che quella decisione non aveva per niente affatto questo scopo, o in tutti i casi lo fallì clamorosamente, visto che poi in pochi anni il partito si disintegrò comunque.

Ma Berlinguer ebbe anche un’altra gravissima responsabilità. Quella di non aver consentito di far luce sulle “stragi”.

Il Pci infatti ben sapeva cosa c’era dietro le stragi, sapeve che i neofascisti implicati erano solo manutengoli, conosceva i retroscena dell’attentato dell’anarchico Bertoli, sapeva bene che Ordine Nuovo del Triveneto trafficava con la base Fatse di Verona, conosceva per grosse linee la presenza delle Gladio, ma tenne tutto nascosto.

Una volta compreso che lo stragismo non mirava a distruggere il borghese PCI, il partito per non spezzare la “continuità di potere”, chiamando in causa i Servizi e la Nato, contribuì a creare le favolette di una massoneria deviata (come se esistesse una massoneria democratica buona), di Servizi deviati infedeli e di una ridicola “eversione nera”, quando i neofascisti non avevano mai fatto, se non negli slogans, una lotta al sistema, ma di fatto erano sempre e solo stati a disposizione degli apparati dello Stato massonico, ebraico, rothschildiano coloniale imposto militarmente in Italia dagli “Alleati di Rothschild.

E così si precluse a tutti di fare veramente luce sulle stragi, mentre rampanti, borghesissimi e corporativi magistrati facevano carriera politica con il non più “proletario” Pci.

Non fu casuale che proprio sotto Berlinguer, lo squalo capitalista della finanza speculativa, quel Carlo De Benedetti, e il fratello Franco divenuto senatore , iniziarono gli approcci verso il PCI, e trovarono porte aperte.

In pochi anni il PCI, che poi cambiò nome per adeguarsi, finì nelle mani delle banche e soprattutto in quelle di De Benedetti e del suo fogliaccio LA REPUBBLICA: organo dell’Alta Finanza, delle ideologie neoradicali e del sionismo più biecamente razzista ed apatheid

In pochissimi anni gli epigoni del PCI divennero LIBERAL, all’americana e all’amatriciana.

Fu anche grazie a loro che dal 1992 in avanti, a partire dal massone di Finanza Ciampi, tutto il sistema economico e sociale italiano venne adeguato e sottomesso al sistema bancario mondiale Rothschildiano.

E tutti finiroo in guerra sotto il tricolore massonico e gli emblemi imperialisti, guerrafondai e coloniali della NATO.

Per finire, una curiosità:
questi notabili e latifondisti sardi, pseudo comunisti, erano e sono usi ad imparentarsi tra loro, con matrimoni endogamici.
Ultimo la figlia Bianca Berlinguer coniugatasi con Luigi Manconi, ex Lotta Continua.
E i figli di Berlinguer?
Tutti in qualche modo molto ben piazzati!
La Bianca in particolare ha monopolizzato Rai Tre per decenni, ed ancora adesso continua a farlo!
Altri, tanto per non farsi mancare niente, sono finiti a Mediaset con Berlusconi.

E il comunismo?

Un lontano ricordo!

D’altra parte, perfino i padri fondatori dell’Urss “comunista”, avevano fatto tutto per finta fin da primo inizio!…, già da quando, nel .lontano marzo 1917, il mitico Lenin, quatto, quatto, accettò i soldi, le condizioni e le ipoteche di Lionel Rothschild, (a cui successivamente si sottomise perfino il terribile Stalin suo successore), per poter salire su quel famoso “treno piombato” che, dall’insignificante, miserabile ed impotente condizione di profugo in esilio a Zurigo, lo portò fino agli splendori dell’imperiale “Palazzo d’Inverno” di Pietrogrado, alla conquista rivoluzionaria del massimo potere politico su tutta la Russia, all’abbattimento dello Stato Cristiano Ortososso Zarista, ed alla fondazonne di quello Stato Massonico, Ebraico, Rothschildiano, “Sovietico” che fu l a superpotenza Urss, che durò fino al 1991 prima di essere fatto crollare anche esso, dall’attuale Jacob Rothschild, come e peggio di come a suo tempo nel 1917, aveva fatto fare suo zio Lionel nei confronti del precedente regime zarista!

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Un commento

  1. Berlinguer fu lo stronz# che giustificò l’abbattimento del JumboJet sudcoreano con più di duecento persone a bordo da parte dei sovietici.
    Berlinguer fu lo sfacciato che raccomando quella faziosa incapace della figlia a RAI3 dove ancora oggi ce la mena
    Berlinguer fu colui che boicottò Alexander Solgenitzin
    Berlinguer fu un comunista che sognava per l’Italia una DITTATURA con lui come DUCE SUPREMO

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