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Guai a toccare gli amici del PD! Aveva svelato un altarino su Fassino: Vice Ministra a processo

Sarà processata l’11 settembre la viceministra all’economia Laura Castelli. E’ accusata di diffamazione aggravata nei confronti di Lidia Lorena Roscaneanu, romena di 31 anni, candidata con il Pd alla circoscrizione 3 di Torino nel 2016: su facebook aveva postato una foto della donna, barista al Palagiustizia, insieme all’allora sindaco Piero Fassino, impegnato nella campagna elettorale contro la futura prima cittadina Chiara Appendino.

La procura di Torino ha emesso un decreto di citazione a giudizio dopo che le indagini coordinate dal pm Barbara Badellino avevano rilevato la responsabilità dell’esponente 5Stelle nell’aver offeso la barista. “Che legami ci sono tra i due?”  era la domanda tendenziosa, inserita sotto la foto con una insinuazione: “Fassino dà un appalto per il bar del tribunale a un’azienda fallita tre volte, che si occupa di aree verdi, con un ribasso sospetto. La procura indaga. Fassino candida la barista nelle sue liste. Quantomeno inopportuno… che ne dite?”.

Sotto i commenti erano stati particolarmente offensivi: “sono dei delinquenti”, “basta aprire le gambe”, solo per citare i meno volgari. Il pm aveva chiesto inizialmente l’archiviazione ma il gip aveva disposto l’imputazione coatta: “Il post pubblicato dalla Castelli, tra l’altro in qualità di parlamentare (tale da costituire agli occhi dei più non tanto la titolare del diritto di critica politica quanto una fonte privilegiata di notizie politiche) e con modalità leggibili a ogni utente è dolosamente diffamatorio nei confronti della Roscaneanu”.

Non importa se la notizia dell’inchiesta sull’appalto del bar fosse autentica e neppure che la candidata Pd avesse lavorato davvero in quel bar. Il post, scriveva ancora “è accompagnato da una foto, manipolata ad arte, volta a sostenere un legame sentimentale tra i due, violando tutti e tre i canoni della veridicità, dell’interesse pubblico e della continenza, sposta illecitamente, quella che vuole sembrare una innocua critica politica, sul piano personale”. La viceministra Castelli invece sosteneva di aver esercitato legittimamente il proprio diritto di critica politica, e soprattutto di non essere responsabile dei commenti volgari lanciati in coda dagli altri utenti.

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