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La ministra Cinquestelle peggio della Boldrini: mette in mezzo gli immigrati persino per la Festa della Repubblica

Anche la Festa del 2 Giugno entra nel dibattito politico e rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro.

Il ministero della Difesa, guidato dalla pentastellata Elisabetta Trenta, ha comunicato in una nota che il tema della festa della Repubblica – dove le Forze armate sfileranno, come di consueto, per via dei Fori Imperiali a Roma – sarà l'”inclusione“. Un tema che, come evidenziato da fonti della Difesa all’Adnkronos, “vuole evidenziare la volontà di non lasciare indietro nessuno, di combattere contro le emarginazioni sociali. Un segno di attenzione agli ultimi per un evento che ha di per sé un carattere inclusivo proprio perché si svolge in occasione della Festa della Repubblica, ricorrenza che unisce tutti gli Italiani“.

E così, anche la parata militare per il 73esimo anniversario della proclamazione della Repubblica entra di diritto nella sfida politica. Perché è chiaro che questa decisione ha un evidente messaggio politico in un momento in cui la Difesa è al centro di una sfida infinita fraMatteo Salvini e il Movimento 5 Stelle che riguarda, in particolare, il tema dell’immigrazione. E non è un caso che l’opposizione sia già partita all’attacco, con il deputato Pd Filippo Sensiche parla, non senza ragione, di “un polemico e un po’ ridicolo crescendo rossiniano contro Salvini” orchestrato dalla titolare del dicastero che guida le Forze armate.

Lo scontro è ormai all’ordine del giorno. E iniziano a essere preoccupati anche i vertici militari. Le Forze armate sanno di essere al centro di una sfida totalmente interna all’esecutivo giallo-verde. E il pericolo è che arrivi il messaggio sbagliato, ovvero che i militari siano strumento di propaganda. E in molti stanno storcendo il naso alle decisioni assunte dalla Trenta e per l’immagine che si sta dando in queste settimane della Difesa come di un territorio di caccia: non ultimo il generale Marco Bertolini, che in un’intervista ha detto chiaramente che “tutti i militari sono sovranisti” e che i provvedimenti assunti da Trenta sono “pericolosi”. E da tempo la Lega ha un pensiero deciso nei confronti di chi debba guidare il ministero: “I militari meritano di più“.

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