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“Date il vostro oro alla chiesa e non ai nipoti” l’appello del parroco fa infuriare prima i parrocchiani, poi il web

Un sacerdote durante la messa mattutina: “Date il vostro oro alla chiesa e non ai nipoti”. Fustigato dagli anonimi del web

L’Indignazione per le parole di don Pontarin non sono mancate sui social dove gli utenti hanno sbottato: “Qualcuno dica al prete se si è reso conto di cosa si è permesso di dire durante una messa” ha scritto un utente su Facebook.

Siccome i social amplificano tutto, anche un prete spiritoso può arrostire sulla  graticola dei fedeli. Se poi il prelato parla di soldi, lo sterco del diavolo, dio ce ne scampi e liberi: vade retro satana (che in questo caso è il religioso). “Invece di lasciare l’eredità ai vostri nipoti, datela a noi che ne abbiamo bisogno per sistemare la chiesa, in primis i calici dell’eucarestia”, ha detto tra il serio e il faceto durante la messa delle 9 di domenica scorsa don Antonio Pontarin, 73 anni, parroco del Sacro Cuore di Abano. Una affermazione che di fatto ha mozzato il fiato dei cattolici praticanti (si presume) che stavano ascoltando la messa mattutina.

Un’arguzia che ha fatto il giro social

Un’arguzia che ha subito fatto il giro dei social. “Verso la fine della celebrazione il parroco si è lasciato scappare una battuta, pronunciata anche sorridendo”, ha raccontato al Mattino di Padova l’ex sindaco di Abano Giovanni Ponchio, vicepresidente del Consiglio Pastorale del Sacro Cuore. “Stava sistemando i calici dell’eucarestia e, vedendo che stanno perdendo la doratura e necessiterebbero di un restauro, ha detto agli anziani presenti che invece di lasciare l’eredità ai nipoti, che poi litigherebbero per quella, di effettuare una donazione alla parrocchia per sistemare i calici e altre cose che riguardano la chiesa stessa”. “Apriti cielo e manda un po’ di sole a tutte le persone”, canta Ale Mannarino. Un po’ di sole, ma anche di un po’ di sale in zucca, certe persone ne hanno bisogno. “L’ho sentito anche oggi”, ha detto l’ex primo cittadino: “Ha ribadito che la sua era una battuta e che l’aveva fatta per ridere e quindi chi si è offeso ha preso un granchio”.

Professa in quella parrocchia dal 1988

Sia chiaro, non è che le offerte non servono: pare che calici e affini siano davvero un po’ troppo deformati e scoloriti. Dice Ponchio: “C’è un artigiano che già si è offerto gratuitamente per il lavoro. Serve però l’oro per la doratura e quindi le offerte, come mi ha confermato don Antonio”. Il prete, insomma, non aveva nessuna intenzione di frugare nelle tasche dei fedeli, che molto probabilmente considerava un po’ amici (professa in quella parrocchia dal 1988, da 31 anni) probabilmente, conoscendo i peccati di tanti di loro, sperava di aver guadagnato la stima di tutti. “Da non credere, ma è successo davvero”, ha commentato un anonimo signore, “Chiedo che qualcuno dica al prete se si è reso conto di cosa si è permesso di dire durante una messa”. Lui però la faccia per dirglielo non ce l’ha: scaglia la pietra e nasconde la mano. Cose già viste in questa spuria epoca web. Don Pontarin, la prossima volta proponga ai suoi fedeli un rave party con i Deep Purple sparati a palla. Magari dall’altare parlerà ad un altro pubblico.

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