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“Se sei ricco non ti puoi candidare” la folle proposta Cinquestelle stile vecchia Unione Sovietica

Di Maio getta la maschera e presenta tre ddl per cacciare dalla politica ricchi, imprenditori e editori. Salvini lo gela: “La gente ci chiede di abbassare le tasse”

“Via i ricchi dalla politica”. È questo lo slogan che sottende i tre disegni di legge che saranno presentati dal Movimento 5 Stelle nei prossimi giorni per “regolare definitamente il conflitto di interessi e fare quello che il Pd e la politica non sono mai riusciti a fare in trent’anni di governi”.

Una mossa che mette con le spalle al muro la Lega e che arriva in un momento in cui i due alleati sono ai ferri corti. Tanto che, durante un comizio ad Albenga, Matteo Salvini ha già ricordato a Luigi Di Maio quello che gli italiani chiedono al governo: “Riduceteci le tasse ed eliminate gli studi di settore”.

“Martedì chiederemo nell’ufficio di presidenza della commissione Affari costituzionali della Camera la calendarizzazione della legge sul conflitto di interessi”. L’annuncio di Di Maio è arrivato questa mattina, ma l’accelerazione è stata decisa nei giorni scorsi. Con il presidente della Commissione Affari Costituzionali di Montecitorio, Giuseppe Brescia, che ha incontrato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede“La Lega sia coerente”, osserva il ministro dello Sviluppo strizzando, però, un occgio anche al Partito democratico. “Se è nel contratto, si farà”, ha tagliato corto il sottosegretario Claudio Durigon, mentre un altro esponente di primo piano del partito di via Bellerio sfidava il Movimento 5 Stelle a presentare i testi in Consiglio dei ministri. Nessuna preclusione ma l’intenzione è quella di andare a vedere le carte. E così si preannuncia un nuovo scontro con Di Maio & Co.

In serata fonti pentastellate hanno chiarito che le proposte di legge sono tre. La prima è targata Fabiana Dadone, la seconda Anna Macina e la terza (quella che riguarda le lobby) Francesco Silvestri. In base alla riforma, che sarà presentata nelle prossime ore, “coloro che hanno esercitato per due mandati, anche non consecutivi, la carica di membro del Parlamento” non sono più eleggibili. Le cariche di governo statali, regionali e locali, nonché quelle di garanzia, vigilanza e regolazione sono incompatibili con la proprietà, il possesso o la disponibilità anche “per interposta persona attraverso società fiduciarie” di “un patrimonioimmobiliare o mobiliare di valore superiore a 10 milioni di euro”. Non solo. Le cariche di governo statali, regionali e locali, sono incompatibili con il possesso di partecipazioni superiore al 2% del capitale sociale di un’impresa che svolge la propria attività in regime di autorizzazione o di concessione rilasciata dallo Stato, dalle regioni o dagli enti locali e di “imprese che operino nei settori della radiotelevisione e dell’editoria o della diffusione tramite internet, nonché di altre imprese di interesse nazionale”.

Durante un comizio a Pescara, Di Maio ha assicurato di non voler “fare una legge contro qualcuno”. Ma la verità è un’altra. “Quando qualcuno pensa al conflitto di interessi pensa a una sola persona – ha sottolineato il capo politico del M5S – invece sono tanti, sono quelli che gli hanno fatto opposizione per anni che avevano i più grandi conflitti di interessi”. Poi, mostrando su uno schermo le immagini di Silvio Berlusconi, ha concluso: “Ma tutti avevano un po’ paura, ma lui è sicuramente quello che ha più paura di tutti”.

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Un commento

  1. Dunque il PLURIMO OMICIDA e RICCO Beppe Grillo non potrebbe candidarsi, però può usare dei fantocci, disoccupati, ignoranti e leccapiedi…
    di SICURO fino ad oggi i 5 Disoccupati ignoranti hanno SOLTANTO COMPLICATO IL FISCO E LA VITA DI CHI LAVORA e fatto un po’ d’elemosina come VOTO DI SCAMBIO.
    Inoltre è ANTICOSTITUZIONALE impedire ad un qualunque cittadino di candidarsi, ma Di Maio & Co sono troppo IGNORANTI per saperlo.

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