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Viterbo, vergogna alla manifestazione del 25 aprile: il capo dei sedicenti partigiani sputa sull’esercito, così reagiscono gli ufficiali presenti

Viterbo – Il presidente dell’Anpi di Viterbo Enrico Mezzetti è stato duramente contestato durante il suo discorso per celebrare il giorno della Liberazione dal nazifascismo.

A piazza del Sacrario. 25 aprile 2019. Settantaquattro anni dopo nazisti e fascisti. Alla fine della manifestazione è stata fischiata anche “Bella ciao”, inno partigiano.

La contestazione è dura e arriva direttamente dalle file delle forze armate. Dal gazebo dove si trovano i militari e poco prima anche tutte le autorità. Dal prefetto al sindaco, fino alla regione e al presidente della provincia.

Durante gli ONORI AI CADUTI, dopo che era stata cantata bella ciao durante il silenzio c’è stato il comizio elettorale del Presidente dell’associazione Partigiani per 25 minuti, in cui ha parlato di tutto tranne che della resistenza partigiana, il sopra citato Presidente ha avuto la cattiva idea di affermare che da uno studio sembra che i militari “americani e non americani” impegnati in Afghanistan abbiano ucciso più civili che talebani.
A queste parole il Comandante ha salutato questore, sindaco e presidente della provincia e se ne è andato verso il picchetto interforze che aveva reso gli onori.
Ha mandato via il picchetto e se ne è andato a piedi anche lui con il resto del personale di rappresentanza.
Il Comandante risponde al nome di: Generale di Brigata Paolo Riccó ed è l’attuale Comandante dell’AVES di Viterbo. 


Viterbo - Enrico Mezzetti


Protagonista un socio dell’associazione Arma areonautica. Il presidente dell’associazione partigiani Mezzetti stava tenendo il suo discorso con diversi passaggi in merito al comportamento del ministro dell’interno Matteo Salvini giudicato da Mezzetti né più, né meno che un comportamento “eversivo”.


Dalla zona dei militari, parte innanzitutto un “che c’entra!”, diretto a Mezzetti. Poi, prima che il presidente dell’Anpi finisse il suo intervento, un uomo sulla sessantina si stacca dal gruppo di soldati e associazioni combattentistiche e va dritto verso Enrico Mezzetti. “Stiamo celebrando la liberazione!”, urla vestito con la divisa dell’associazione di cui fa parte. Immediato l’intervento della digos. Un poliziotto che aveva la sciarpa calata sulla schiena come il fazzoletto che portavano i partigiani. Ha subito afferrato e portato via chi stava contestando. La persona ha avuto anche un minimo di riluttanza ad allontanarsi. “Non vado via”, dice al funzionario della digos che cerca di calmarlo dicendogli probabilmente che il suo comportamento stava complicando le cose. “E lui può fare questa campagna elettorale? – la risposta – E’ ridicolo”. Insulti verso chi stava contestando anche da parte delle persone presenti. Tante, oggi, per il corteo della liberazione. “Falla finita – gli dice qualcuno -. Prendete nome e cognome e denunciatelo”.


Viterbo - La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti

Viterbo – La contestazione contro il presidente Anpi Enrico Mezzetti


Immediatamente dopo la contestazione, e mentre Enrico Mezzetti stava ancora parlando, i militari presenti sotto il gazebo hanno sciolto le righe e se ne sono andati.

Alla fine della manifestazione un gruppo di persone canta “Bella ciao”. Da una delle finestre di fronte, a intermittenza, un fischio. Anch’esso a contestare e disturbare. Un venticinque aprile cupo, anche a Viterbo.

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Un commento

  1. Questi sedicenti partigiani non sono altro che comunisti idioti che non sanno cosa fanno i nostri soldati in zone di guerra quanto rischia no per portare aiuto e pace .questa sottospecie di sedicenti partigiani non hanno rispetto di niente vogliono solo insultare chi non la pensa come loro .altro che fascisti quello confronto a loro sono angioletti

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