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San Marino, quella valanga sospetta di soldi alla famiglia Prodi per l’azienda ‘di famiglia’

La “finta” consulenza da da 220mila euro concessa dalla Banca centrale di San Marino al deputato renziano Sandro Gozi potrebbe essere solo la punta di un iceberg. Dalle indagini spunterebbe fuori anche il nome di Vittorio Prodi

La ‘finta’ consulenza da da 220mila euro concessa dalla Banca centrale di San Marino al deputato renziano Sandro Gozi potrebbe essere solo la punta di un iceberg.

A scriverlo è La Verità che parla di un prestito “sospetto” da 750mila euro che sarebbe stato dato dal Credito industriale sammarinese (Cis) alla Laboratori protex, società anonima di San Marino. Una fonte del quotidiano diretto da Belpietro rivela che tale società sarebbe per il 7,84% di proprietà di Vittorio Prodi, fratello di Romano ex europarlamentare del Pd, e che questa sarebbe stata al centro di un’inchiesta di Report sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi.

Oltre a Prodi, dietro tale società, ci sarebbe anche la Sofir di cui si era occupato anche il Corriere della Sera rivelando che gli ispettori antiriciclaggio di Bankitalia avevano svolto delle indagini su di essa. La Sofir “avrebbe commesso irregolarità nella gestione di centinaia di milioni di euro provenienti da San Marino” e nasconderebbe “i segreti di mezza Emilia Romagna, con almeno 500 aziende intestate”. “La segnalazione sul prestito del Cis a Laboratori protex è stata fatta dall’ Aif – l’ Agenzia di informazione finanziaria di San Marino-, l’ autorità antiriciclaggio della Repubblica, ed esiste documentazione acquisita dalla Bcsm nell’ ambito dell’ attività di vigilanza in cui si rilevano attività di finanziamento fuori dagli schemi usuali di valutazione del merito di credito”, rivela la fonte de La Verità.

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