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Fregata la nave pirata! Migranti in panne davanti alla Libia? Sono arrivati in ritardo, e si sono persi il carico

Matteo Salvini è soddisfatto. Le Ong no. Si chiude con l’intervento della Guardia costiera libicail naufragio di una ventina di migranti a bordo di un barcone partito dalle coste della Libia.

Ad annunciare l’operazione da parte della Marina di Tripoli sono sia il ministro dell’Interno che Allarm Phone. “Molto bene”, esulta il leader della Lega. “Saranno riportate in una zona di guerra”, ribatte il servizio telefonico che per primo aveva raccolto la richiesta di soccorso del natante.

La piattaforma che aiuta gli immigrati in difficoltà nel Mediterraneo aveva lanciato l’allarme questa mattina. “C’è stato un nuovo naufragio al largo della Libia”, scriveva su Twitter riportando anche un audio della telefonata intercorsa con i disperati a bordo del gommone. “Stiamo morendo, moriremo in mare. Moriremo in Libia e in Tunisia. Se non arriviamo in Italia moriremo tutti”, ha detto uno dei migranti. Ma la loro “preghiera” non è stata ascoltata.

L’imbarcazione è stata infatti intercettata dalla Guardia Costiera libica, come conferma anche il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma. “Le 20 persone saranno riportate in una zona di guerra da una milizia finanziata dall’ #UE. E’ una vergogna che questo respingimento illegale e disumano avvenga nell’indifferenza generale”, attacca Allarm Phone.

Certo, in Libia in queste ore la tensione è alle stelle. Il generale Haftar marcia su Tripoli e Al Serraj sembra alle strette. Il rischio di un nuovo boom di partenze è dietro l’angolo e Salvini lo sa. L’Italia lo sa. Ma per ora il governo nostrano conferma la fiducia nella Marina libica e sulla sua capacità di intercettare i barconi e mettere in sicurezza i migranti. La risposta di Tripoli, secondo quanto riporta Allar Phone, sarebbe arrivata dopo diverse ore. Molto tempo dopo che i trafficanti di carne umana avevano messo in mare la bagnarola affidando alle onde i destini di uomini, donne e bambini. “Tripoli non è raggiungibile – twittava la piattaforma telefonica di soccorso – nessuna sorpresa a causa della guerra in corso lì”. Otto dei migranti sarebbero caduti in acqua. Le Ong, compresi Mediterranea Saving Humans eLuca Casarini, hanno fatto pressioni su Tunisi, La Valletta e Roma per spingerle intervenire. Senza però ottenere quanto richiesto.

Salvini, però, non fa passi indietro. I porti restano chiusi e le Ong, dopo lo scontro sulla Alan Kurdi di Sea Eye, avranno vita più difficile grazie alle ultime disposizioni imposte dal Viminale. “Molto bene il salvataggio fatto dai libici”, insiste il ministro dell’Interno.

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