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Nave pirata, la rosicata finale mentre levano le ancore per andarsene a Malta: cosa si son ridotti a fare

L’Italia non ha concesso di approdare a Lampedusa. La ong Sea Eye: «Il ministro dell’Interno umilia le persone». La replica del vicepremier: «In Italia non si passa». Mediterranea presenta un esposto contro il governo italiano: «Gravissime violazioni»

È diretta verso Malta, dove chiederà un porto sicuro, la Alan Kurdi, nave della ong tedesca Sea Eye cui l’Italia non ha concesso di approdare a Lampedusa. Lo fa sapere la stessa ong ribadendo che i bambini e le loro madri venerdì non hanno accettato di sbarcare per non essere separati dai padri, e attaccando il ministro Salvini che «non ha umiliato solo i naufraghi, ma sfrutta tutto e tutti per ottenere il massimo vantaggio possibile da questa situazione». Malta — chiarisce la Sea Eye — è «il rifugio più vicino e la nave avrà bisogno di protezione dalle intemperie, acqua potabile e possibilmente cibo».

«Dietrofront, nave Ong diretta a Malta. Molto bene, in Italia non si passa. #portichiusi». Così il ministro dell’Interno Matteo Salvini su Facebook, dopo che la nave Alan Kurdi ha deciso di cambiare rotta.

Dopo uno stallo durato tutto il giorno davanti alle acque territoriali italiane a 15 miglia da Lampedusa, la nave viaggia verso Malta, Paese che ha garantito che i nuclei familiari dei migranti non saranno divisi. L’isola di Lampedusa era già pronta ad accogliere le donne con i loro figli di 1 e 6 anni, e una terza donna incinta, che erano state autorizzate a sbarcare dal Ministero dell’Interno. Ma le migranti non si sono volute separare dai propri mariti. L’ong accusa anche l’Italia «di non aver rispettato gli obblighi di protezione delle famiglie per strumentalizzazione politica».

Intanto, l’Ong Mediterranea ha presentato sabato mattina un esposto alla procura di Agrigento contro il governo italiano, ritenuto responsabile di aver emanato ordini illegali alle navi delle ong nel Mediterraneo. Con l’esposto «urgente», spiega la ong, si chiede di «verificare gravissime violazioni di leggi nazionali e convenzioni internazionali nel caso del blocco navale operato contro la Alan Kurdi con a bordo donne uomini e bambini al largo di Lampedusa». Il documento è stato sottoscritto da Cecilia Strada, Filippo Miraglia (Arci), Francesca Chiavacci (Presidente nazionale Arci), Sandro Mezzadra (professore università di Bologna) e curato dal Legal Team di Mediterranea.

Sul problema dei migranti Lampedusa è stata lasciata sola dal «governo italiano», ma «dall’Europa no» e «se siamo qui a Bruxelles vuol dire che l’Europa ci ascolta e ha interesse» e ciò lo dimostrano le «riunioni che abbiamo avuto in questi due giorni», ha chiarito Totò Martello, sindaco di Lampedusa e Linosa, in missione nella capitale belga.

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