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L’ultima follia britannica: il reality con le madri che insegnano alle figlie a girare un film a luci rosse: ovviamente in maniera etica, con il rispetto della donna

DAGONEWS

Cinque donne e un solo desiderio: realizzare un porno da poter mostrare ai loro figli senza essere disgustate dall’idea. Nel documentario “Mums Make Porn” della tv britannica Channel 4 le mamme realizzano una sorta di “porno etico” che possa essere tranquillamento mostrato agli adolescenti per far capire cos’è il sesso. Ovviamente gli attori fanno ciò che in un porno va fatto, rendendolo però molto più realistico e meno degradante per le donne.

Nelle prime immagini si vedono le cinque donne che assistono a un’orgia o che danno consigli agli attori prima di andare in scena. Sarah Louise, madre di sei ragazzi che lavora come estetista a Bolton, è stata così disturbata da ciò che ha visto in alcuni porno molti spinti che ha vomitato: «Era da tanto che non guardavo porno e sono rimasta scioccata. Non mi piace l’idea che i miei figli guardino questa roba. Sono rimasta pietrificata davanti ad alcune scene e mi veniva da piangere. Ho anche vomitato. Dobbiamo mostrare ai ragazzi che c’è altro oltre a questo».

Emma, madre di due figlie di 18 e 20 anni, ha dichiarato: «Le mie figlie e io abbiamo una relazione davvero buona, ma il porno è qualcosa di cui non si discute. Quando ho chiesto loro se lo avessero mai guardato mi ha risposto di no, ma sapevano che i loro compagni lo guardano con regolarità. Le loro compagne che hanno guardato qualche video hanno detto che non c’è nulla di reale».

Anita, 43 anni, di Manchester, madre di quattro ragazzini, ha detto di guardare i video per adulti: «Non ero scioccata da ciò che avevo visto. So molto bene cosa c’è in giro. Avevo già avuto conversazioni sul porno con i miei figli per essere certa di ciò che guardano. È questo uno dei motivi per cui ho voluto far parte di questo progetto».

Francesco Specchia per “Libero Quotidiano”

Una volta c’ erano le Milf, le madri d’ ogni età e forma, sessualmente appetibili per appetiti under 30. Ora siamo allo scatto evolutivo: al Mums Make Porn, le madri che si buttano sulla cinepresa e girano direttamente film porno per educare i propri figli millennials alla sessualità libera e selvaggia.

Il Mums Make Porn – secondo il sito Dagospia – è un progetto ambizioso, turgido nella trama e siliconato nella morale, che prevede cinque donne e un solo desiderio: realizzare un hard da poter mostrare ai loro figli senza essere disgustate dall’ idea. Nel documentario che porta il titolo dell’ operazione, Mums Make Porn, appunto, della tv britannica Channel 4, le genitrici realizzano una sorta di “porno etico” da mostrare agli adolescenti per far capire cos’ è il sesso.

Davanti alla cinepresa gli attori fanno naturalmente ciò che in un porno va fatto: groviglio di corpi, mugolii, posizioni acrobatiche, rendendolo l’ insieme molto «più realistico e meno degradante per le donne». Il progetto mi ricorda un po’ Le ragazze del porno-My Sex, film firmato da Tiziana Lo Porto e un pool di femministe, qualche anno fa. Ora, detto così suona spiazzante. E un po’ lo è.

Soprattutto considerando che la motivazione delle madri starebbe, in un assunto curioso. E cioè: «i film porno che si vedono in giro sono pessimi, sessisti e ai limiti della fantascienza, molto spesso dipingono una figura della donna poco lusinghiera e promuovono una visione fittizia dell’ atto sessuale che può ledere l’ autostima di un adolescente». Te lo do io il sesso, figliolo. E l’ adolescente, dunque, perturbato da sciami ormonali per giusta causa sentitamente ringrazia.

Ora, si possono fare, a margine della notizia, varie considerazioni. Una è industriale: il dating on line non fa soldi, l’ amore a pagamento va a rotoli, l’ industria del condom è in calo, e c’ entrano senz’ altro, Tria, i 5 Stelle le clausole di salvaguardia e il Pil che non cresce. Sicché il porno-fai-da-te potrebbe essere la start up per un business alternativo del sesso.

La seconda considerazione è morale: o mio Dio, mamme che smignotteggiano davanti ai propri figli per insegnare cose che inevitabilmente si imparano da sole non sono un esempio sano. Urge salvare i nostri ragazzi dal sacro furore delle genitrici educate più sui testi di Emanuelle Arsan che della Montessori, e chissà cosa direbbero al Forum Mondiale delle famiglie che di questi tempi va così di moda. La terza considerazione, è pratica. Se anche le madri si mettono a scoperchiare il grande mistero del sesso, il tabù generazionale per antonomasia, ai figli che rimarrà del gusto del proibito?

EDUCAZIONE SESSUALE

La mia generazione non aveva i casini. La nostra educazione sessuale si costruiva sui miti cinematografici di risulta. Siamo cresciuti sulle prurigini delle docce delle commedie sexy di Edwige Fenech, Gloria Guida e Annamaria Rizzoli; abbiamo attraversato gli anni 80 nelle visioni collegiali delle avventure di Moana Pozzi; ci siamo infilati nei 90 con Rocco Siffredi e la sua idea maschilista del sesso (mentre negli States la pornostar Jenna Jameson, sulle copule, creava un’ industria che dava lavoro a molti colleghi maschi).

Sempre in bilico tra il detto e il non detto, tra la sfida alla pubblica morale e l’ abbraccio all’ ipocrisia sociale, alla fine, in fondo, abbiamo avuto una vita sessuale soddisfacente. Oggi è diverso. Le nuove generazioni fanno meno sesso delle precedenti. L’ inattività pelvica tra i millennials (soprattutto nella fascia 18-25 anni) è comparabile a quella dei coetanei negli anni ’20. Siamo sicuri che fornirgli l’ ennesimo prontuario pronto sull’ erotismo possa essere la strategia giusta…?

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