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E’ morto a 85 anni Mario Marenco, uno dei più geniali comici degli anni ’60 e ’70

Da https://www.cinquantamila.it – la storia raccontata da Giorgio dell’Arti

• Foggia 9 settembre 1933. Comico. Architetto. Designer. Debutto in radio con Alto gradimento; poi in televisione L’altra domenica, Indietro tutta, Quelli della notte; al cinema Il pap’occhio (Renzo Arbore 1981), I carabbinieri (Francesco Massaro 1981), Quasi quasi mi sposo (Vittorio Sindoni 1982) ecc. «Ironia tagliente e senza preavviso» (Renzo Arbore). «Troppo intelligente per essere un vero attore» (Federico Fellini).

• «Un buontempone che molti considerano un genio, non del tutto espresso, della comicità italiana. In televisione, uno dei suoi primi personaggi, è stato la signora Ida Lonigro, massaia dall’accento barese che su L’altra Domenica, negli anni Settanta, si metteva di profilo per mostrare la sua sesta di reggiseno (…) In seguito, Marenco è stato Marius Marencus, poeta surreale, Sgarrambona, brutta e insopportabile ragazza da maritare, Riccardino, bambino cinico e molesto con grembiule, cartella e un grande fiocco bianco… Il bello è che dal vivo, Marenco non è molto diverso da come si presenta in tv. A chi gli si presenta, dice di chiamarsi come lui. Altre volte, si spaccia per il governatore della Libia. Se qualcuno lo ospita a dormire fuori casa, chiede se c’è una piscina, “altrimenti vi denuncio”. A Bari, durante una convention di Confindustria, ha tentato maldestramente, non riuscendoci, di avvicinare Berlusconi, per proporgli cose incomprensibili e assolutamente incongrue per l’occasione. A Cisternino ha inaugurato una mostra d’arte contemporanea, Kamera 55, ma s’è addormentato in pubblico» (Davide Carlucci).

• «Era il figlio di un colonnello della finanza e collega del colonnello Buttiglione, così diede vita al personaggio. In seguito il vero Buttiglione cercò in tutti i modi di dissuaderci dal fare il suo nome. Diceva che lo fermavano per strada e lo trattavano come un cretino. Alla fine fece scrivere perfino dal ministero della Difesa. E noi a quel punto lo promuovemmo a generale Damigiani» (Renzo Arbore).

• «Svettava grazie ai versi, le sue poesie, apodittiche, icastiche, era in grado, talvolta, perfino di sfidare i testi dei poeti ”novissimi” del Gruppo 63. Meglio di Sanguineti e Pagliarani, o quasi» (Fulvio Abbate) [Fat 28/1/10].

• «Il creatore surreale di tanti memorabili personaggi per radio e tv da Alto Gradimento a Quelli della notte è anche, e soprattutto, un apprezzato designer con una lunghissima esperienza di lavoro con le maggiori aziende del settore. Ha dato vita al colonnello Buttiglione e al professor Aristogitone, così come alla lampada Mera per Artemide, premiata col Compasso d’oro. L’architetto Marenco, quello che i suoi affezionati fan conoscono poco, dopo la laurea a Napoli nel 1957 se n’è andato in giro per il mondo (Stati Uniti, Scandinavia, Germania) con fellowship universitarie e poi ha cominciato a lavorare, soprattutto nel product design, ma anche con allestimenti (molto apprezzato quello Fiat per l’AutoShow del 1993), concorsi (ospedali, uffici ecc.). Nelle interviste, a volte, il comico e l’architetto all’improvviso si scambiano le parti» (Leopoldo Fabiani).

• La rivista inglese Wallpaper ha assegnato al “divano Marenco” (Arflex) il premio come miglior prodotto del 2007.

• «Ha scritto anche libri, dai titoli eloquenti, Lo scarafo nella brodazza, Los Puttanados, Stupefax. La sua aria stralunata, la sua cultura, il suo disincanto, gli impedirono di continuare a stare in tv» (Alessandra Comazzi) [Sta 28/6/10].

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