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Prodi e la pagliacciata delle bandiere: il problema del parassita? di certo degli italiani non gliene frega assolutamente nulla

Esporre alle finestre le bandiere d’Italia e d’Europa il 21 marzo, inizio della primavera e giorno di San Benedetto, patrono d’Europa, esporre un simbolo di unità, solidarietà, progresso, democrazia, pace, come forma di “saluto a un nuovo risorgimento del progetto europeo”.

Un appello promosso da Romano Prodi, che ieri ha incontrato a porte chiuse, presso la sede romana della Fondazione Buozzi, una serie di associazioni che hanno aderito. Tra queste spiccano Confindustria e i tre maggiori sindacati confederali, ma sono diverse le associazioni di area cattolica e di sinistra che si sono unite all’appello: fra queste Sant’Egidio, Acli, Fondazione Achille Grandi, Circolo Fratelli Rosselli, Koiné, L’Italia che verrà, Mondoperaio, Riformismo e solidarietà.

Il testo dell’appello. La bandiera Europea e la bandiera Italiana esprimono la nostra unità, a garanzia dell’inclusione di tutti; la solidarietà, cresciuta con convinzione nonostante le difficoltà; il progresso, realizzato con l’ingegno e il lavoro per tutti; la partecipazione, contro ogni deviazione del potere; la democrazia, per il futuro e la libertà delle giovani generazioni; la pace, ottenuta con il sacrificio e l’impegno di tanti, da mantenere e sviluppare con il dialogo e il rispetto tra tutti i cittadini e i popoli europei nell’interesse e per il beneficio dell’Universo intero. Ovunque manifestiamo e sventoliamo il nostro saluto ad un nuovo risorgimento del progetto europeo, con fiducia nella capacità delle persone di costruire e non di distruggere, di elevare e non immiserire la cultura, il saper fare, la conoscenza, impegnati nell’avvenire contro ogni avventurismo e disimpegno.

Quella di Roma è la prima riunione fra gli aderenti all’iniziativa del Professore, che ha lanciato la sua idea in un editoriale sul Messaggero lo scorso 13 gennaio. In quell’occasione, Prodi sottolineava l’importanza delle prossime elezioni europee di maggio e di “riappropriarci dell’Europa come patria”:

“Per scaldare i nostri cuori abbiamo anche bisogno di simboli: la bandiera è il simbolo più comprensibile e immediato che noi possediamo” … “Non sarà questo un gesto rivoluzionario ma sarà certo utile per capire quanto la scelta o il rifiuto dell’Europa saranno decisivi per il nostro destino futuro. E quindi quanto saranno importanti le prossime elezioni europee”.

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