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Ci mancava lo sciopero della fame di Rom e Sinti: non ci crederete mai per cosa pretendono di protestare

Rom e Sinti a digiuno a tempo indeterminato. E’ iniziato ieri davanti a Montecitorio lo sciopero della fame della rete Kethane – Rom e Sinti per l’Italia, contro la “violenza razzista degli italiani”. L’obiettivo? Lo si legge nel comunicato: “Testimoniare la sofferenza dei Rom e Sinti in Italia. Il loro rifiuto di un razzismo che ha superato la soglia del pregiudizio per diventare pedagogia razzista sul campo. Chiediamo il rispetto dei principi costituzionali che ci rendono uguali di fronte ai diritti e ai doveri; che sicurezza e giustizia abbiano lo stesso significato per tutti; di applicare la Costituzione, riconoscendo e tutelando la minoranza rom e sinta come le altre minoranze. La ruspa è oggi un simbolo, lo sgombero una pratica che incoraggia la giustizia fai da te. L’odio è stato sdoganato”. Non una sola parola invece riguardo ai crimini perpetrati dagli appartenenti alle etnie scioperanti: dai furti allo sfruttamento minorile, dai roghi tossici alla ricettazione e allo strozzinaggio. 

Dijana Pavlovic

L‘attivista per i diritti dei rom Dijana Pavlovic e “prezzemolina” dei dibattiti televisivi, qui al suo ennesimo sciopero della fame, ha dichiarato ai microfoni di Agorà: “Abbiamo iniziato lo sciopero per disobbedienza contro chi istiga crimini d’odio, cioè i politici e i media che diffondono una propaganda razzista. Siamo qua per invitare tutti gli italiani che si ritengono civili e alzare la voce insieme a noi”. La Pavlovic, ricordiamo, è la moglie di Paolo Cagna Ninchi, presidente dell’associazione Upre Roma, che ha ricevuto 26.100 dollari da Open Society di George Soros per “stimolare il voto della minoranza Rom”. 25.000 dollari sono andati per scopi analoghi alla Fondazione Romani Italia.

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