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Macerata, lo sputo del Sindaco su Pamela: oggi nessuna commemorazione ad un anno dal suo assassinio

Oggi 30 gennaio sarà passato esattamente un anno dall’atroce assassinio di Pamela Mastropietro, che venne stuprata, massacrata e smembrata da 3 immigrati nigeriani, ma il sindaco di Macerata fa sapere che non vi sarà alcuna commemorazione ufficiale della sua morte. «Domani non ci sarà nulla, l’amministrazione comunale non organizzerà nessun evento correlato alla data. Credo che questo debba essere il compito della comunità rispetto al ricordo di Pamela». Lo ha annunciato all’AdnKronos proprio il primo cittadino di Macerata, Romano Carancini. Alcune settimane fa il sindaco aveva detto di essere in procinto di prendere una decisione in merito. Dopo molto ragionare, ecco la decisione che sicuramente non mancherà di scontentare parte della cittadinanza e di sollevare polemiche.

Solo un momento di preghiera

Sarà concesso solo un momento di preghiera alle 21.15 in via Spalato, dove fu uccisa la giovane: l’iniziativa è promossa da L’esistenza ora, associazione vicina al consigliere comunale d’opposizione Deborah Pantana. «Ho chiesto al presidente del consiglio comunale di introdurre all’interno della prossima sessione, probabilmente lunedì, un confronto tra tutti. Voglio che se ne parli in Consiglio in quanto è simbolo della comunità maceratese. Al di là della vicenda storica, del fatto in sé occorre misurarsi sul cosa abbiamo fatto, come siamo cambiati, che tipo di impegno ci siamo assunti, dove vogliamo andare», ha dichiarato Carancini.

«Questo territorio – ha proseguito – dalla vicenda di Pamela si è guardato dentro, ha modificato il proprio atteggiamento sotto tanti punti di vista puntando ad un lavoro di squadra, ad una sorta di riflessione collettiva, coordinando repressione e prevenzione». Sottolinea poi l’importanza del «coinvolgimento delle istituzioni e delle scuole, la cui partecipazione attiva è stata ed è decisiva per quanto riguarda temi quali droga e violenza». Il sindaco, infine, vorrebbe anche «smontare smentendo l’equazione tra immigrazione e droga. Si stanno scoprendo traffici che coinvolgono anche gli italiani, l’ultimo miglio dello spaccio». Sarà, ma ad uccidere e fare a pezzi Pamela, in quell’appartamento in via Spalato, non c’erano di certo degli italiani, e su Oseghale, principale accusato dell’efferato omicidio, pendeva un procedimento di espulsione e viveva in una casa il cui affitto era pagato dalla parrocchia.

Le reazioni

Immediata la reazione di CasaPound Italia, tramite il responsabile regionale Andrea Lamona: «Apprendiamo con sgomento dall’intervista rilasciata al Carlino che il sindaco Carancini non ha ancora previsto alcuna commemorazione per la morte di Pamela – scrive nella nota Lamona – e che ancora una volta si cerca di liquidare l’efferato omicidio come un fatto legato esclusivamente al consumo di droga, senza alcuna condanna a chi ha ucciso e infierito sul corpo di una ragazzina».

E prosegue: «Mai una volta viene citato il nome dell’assassino di Pamela mentre Carancini indulge volentieri nel citare la vicenda Traini che è posteriore all’omicidio e al ricordo doveroso di Pamela non deve essere accostata, se non nel tentativo di strumentalizzare ancora una volta il gesto di un folle per sostenere la tesi immigrazionista del sindaco. Mentre l’amministrazione si perde in fumose considerazioni collaterali alla vicenda – conclude Lamona – il 30 gennaio CasaPound deporrà una corona di fiori a ricordo di Pamela; il rispetto e la memoria passano attraverso gesti tangibili, gli stessi che da un anno tributiamo a Pamela e alla sua famiglia, mentre Carancini rincorre battaglie tese a sminuire una vicenda che merita solo parole di condanna e nessuna attenuante».

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