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RICORDATE QUANTO FACEVA LO SBORONE? ORA CHE E’ IN GALERA SE LA FA SOTTO DA VERO CODARDO

Nella cella del carcere di Oristano, Cesare Battisti sembra un altro uomo rispetto a quello ripreso dai poliziotti lungo le strade della Bolivia e a quello che è sceso dall’aereo di stato con un ghigno beffardo. «Parla sempre con voce molto bassa, è un uomo provato. Toni molto educati, nelle prime ore ci ha fatto molte domande», racconta un agente della Polizia penitenziaria. Ha subito chiesto di conoscere le regole per la lunga detenzione che lo aspetta e poi si è fatto sfuggire qualche commento. «Non sono innocente ma non mi accollo tutto. Vi prego, non infierite su di me. Sono malato, sono cambiato. Sono un’altra persona, è finito tutto».

Da quando è arrivato in Sardegna, l’ex latitante ha potuto parlare soltanto con i poliziotti. Almeno fino a questa mattina. Oggi infatti a Massama è arrivato anche il suo avvocato: un faccia a faccia durato quasi due ore. «È la prima volta che ci conosciamo, l’ho trovato abbastanza provato. Quella di ieri, per lui, è stata una giornata pesantina. Adesso valuteremo come procedere sul fronte delle condizioni di detenzione. Adesso basta ribalte, ce ne sono già state troppe».

Al di là delle regole del carcere, Cesare Battisti ha preferito l’autoisolamento. «Non ha neanche voluto i giornali e ha preferito che non attivassimo la tv», confida un altro agente. I quotidiani, comunque, il terrorista dei Pac potrà acquistarli e nella sua cella potrà essere montato anche un televisore. «Per il momento ha preferito non leggere quello che si scrive su di lui e di rimanere in silenzio». Ma sempre sotto stretta sorveglianza, come prevede il regime penitenziario al quale è stato destinato per scontare l’ergastolo.

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