Home / NEWS / “PORTALI NEL TUO VILLONE A LAMPEDUSA” BAGLIONI, GLI ITALIANI LO MASSACRANO DI INSULTI? PARTE LA SOLITA MENATA DAI GIORNALONI ROSSI

“PORTALI NEL TUO VILLONE A LAMPEDUSA” BAGLIONI, GLI ITALIANI LO MASSACRANO DI INSULTI? PARTE LA SOLITA MENATA DAI GIORNALONI ROSSI

Insulti, minacce e critiche contro di lui, che nella conferenza stampa di presentazione del Festival di Sanremo aveva parlato di «un Paese incattivito» e aveva affrontato anche la questione migranti. Su Twitter anche la replica di Salvini

Gli odiatori di professione che presidiano la rete, i cosiddetti “haters”, si sono svegliati presto e hanno cominciato a usare subito i loro manganelli contro Claudio Baglioni. Adesso è metà mattina, e ancora non mollano la presa (al solito: pochi firmandosi con nome e cognome, molti usando l’anonimato dei nickname e simboli vari, tra cui bandiere con il tricolore e slogan tipo “L’Italia agli italiani”, “Me ne frego” e altra robetta così).

Randellano e insultano, minacciano. Il cantante è giudicato gravemente colpevole per aver espresso – durante la conferenza stampa di presentazione del prossimo Festival di Sanremo, che condurrà anche quest’anno – alcune riflessioni sulla scarsa armonia che si respira nel Paese, giudicato confuso e cieco, incapace di prendere una direzione. Sintesi del Baglioni pensiero: «La classe politica, quella dirigente e l’opinione pubblica hanno mancato paurosamente. Siamo un Paese incattivito, rancoroso, guardiamo con sospetto anche la nostra ombra, e questo è un disastro prima di tutto di ordine intellettuale». Poi, sulla tragica vicenda della Sea Watch e dei migranti: «Se non fosse drammatica ci sarebbe da ridere. Non si può pensare di risolvere la situazione di milioni di persone in movimento e in situazioni di disagio evitando lo sbarco di quaranta persone, li prendo io o li prendi tu. Non credo che un dirigente politico oggi abbia la capacità di risolvere la questione, però dovrebbe almeno saper dire la verità, e cioè che siamo di fronte a un grande problema e dobbiamo metterci tutti nella condizione di risolverlo».

Questo pensa Baglioni. Lo pensa e lo ha detto. Con coraggio, senza ipocrisia. Certo si può non essere d’accordo (è la cosa bellissima della democrazia: c’è chi la pensa in un modo, e chi in un altro). Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, per esempio, non è d’accordo. E lo ha scritto – lui mettendoci faccia, nome e cognome – su Twitter. «Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo». Certo che se la mettiamo su chi ha il diritto o meno di esprimere un pensiero sull’immigrazione e sul terrorismo, si fa però dura. A cominciare proprio per Salvini. Che, come è noto, ha idee precise un po’ su tutto. Anche, per dire, sul Milan (sono settimane che invoca l’esonero del tecnico Rino Gattuso: e Gattuso abbozza, perché – in fondo – persino nel calcio è bello stare in democrazia).

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