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SEA WATCH, I CAPI DELLA NAVE PIRATA FANNO I FENOMENI: ECCO LE LORO DELIRANTI PRETESE

“Ora gli Stati rispettino gli impegni”. Pur non citandolo, Sea Watch sfida ancora Matteo Salvini che promette di non ha nessuna intenzione di aprire all’accoglienza di una parte dei 49 migranti salvati dalla ong tedesca il 22 dicembre scorso.

E questo nonostante il premier Giuseppe Conte abbia accettato il ricollamento insieme ad altri sette Stati membri dell’Unione europea.

Proprio in virtù di quell’accordo, dopo giorni in mare sulle navi Sea Watch e Sea Eye i migranti sono oggi sbarcati a Malta. E la portavoce italiana della ong, Giorgia Linardi, racconta di “sollievo” e di festeggiamenti a bordo. Ma non mancano bordate al governo italiano e al sistema europeo per la gestione dell’immigrazione clandestina: “Ci auguriamo che gli Stati membri che si sono accordati per la ricollocazione dei migranti, rispettino gli impegni presi”, ha detto la portavoce, “Ovviamente quello che è accaduto per noi, come organizzazione e come cittadini europei, ha un significato più complesso, da un lato c’è la soddisfazione per la fine di questa epopea con una soluzione condivisa, dall’altro la consapevolezza che servirebbe un approccio strutturale al fenomeno dei migranti che vada oltre l’emergenza. Non si può rinegoziare ad hoc ogni caso. E comunque la si voglia pensare prima si salvano le persone in mare e poi le si portano in un porto sicuro. Tutto il resto dovrebbe venire dopo, il fatto che non sia così è preoccupante“.

In ogni caso la ong non rinuncia alle sue missioni al limite della legalità (anche stavolta le navi sono intervenute violando gli accordi con la Libia). “Domani? Si torna al più presto in area Sar”, assicura Sea Watch.

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