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KYENGE NON CONOSCE LA VERGOGNA: L’INFAME SPUTO SUGLI ITALIANI

Si sentiva la mancanza della Kyenge? Veramente no. Ma a dispetto di nostalgie non pervenute, l’eurodeputata (al femminile, rigorosamente, salvo illazione sessista), coglie l’assist del “caso Supercoppa italiana” per il consueto attacco: “Non capisco Salvini, non sono d’accordo con lui: non basta dire ‘io alla partita non ci vado’, non abbiamo bisogno di spot. Non è che non ha delle responsabilità, ha un ruolo decisionale, faccia annullare il regolamento per rispettare dei diritti fondamentali”. Questo, quanto dichiarato ad Adnkronos.

Nulla è l’ipocrisia femminista: omertosa, in questo caso, per ragioni evidentemente “geografiche”. Che il divieto all’accesso delle donne, sugli spalti, sia davvero il minore dei problemi, è realtà incontrovertibile. Paesi come l’Arabia Saudita, di certo non eccellono quanto a rispetto del mondo femminile. Ma, appunto, l’assist è millimetrico (alla Luisito Suarez, per intendersi): quindi, la “finalizzatrice Kyenge” non poteva che concludere l’affondo: “Io sto senza se e senza ma con i sindaci che stanno facendo la disobbedienza civile. Noi uomini e donne delle istituzioni – in riferimento al Decreto sicurezza – dobbiamo costruire una corazza di diritti, non certo di ferro, che metta al riparo dalle discriminazioni e dalle atrocità”. Ma c’è di più: la Kyenge ribadisce il suo “disamore” (oppure odio?) verso il nostro Paese: “Vedo solo il principio ‘prima di tutti gli italiani’”. Dimostrazione, ennesima, di quanto Cecile Kyenge ed i suoi amici non siano “disobbedienti”: bensì, anti-italiani. L’assist, l’avrà pure finalizzato (ricordando della sua esistenza): ma la partita, è quella sbagliata. Per lei, del resto, una consuetudine.

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