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MIMMO LUCANO, MA QUALE MARTIRE! NUOVE PESANTI ACCUSE DAL PM CHE INDAGA SULLE SUE PORCATE

Riace, chiusa inchiesta su Mimmo Lucano: contestata anche l’associazione a delinquere

Chiuse le indagini su Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace, in merito all’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dell’accoglienza dei migranti nel comune calabrese. Lucano, messo inizialmente ai domiciliari e ora con divieto di dimora a Riace, è accusato anche di associazione per delinquere, truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione.

La procura di Locri ha chiuso le indagini nei confronti dell’ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, e su altre 30 persone, in merito all’inchiesta su presunte irregolarità nella gestione dell’accoglienza dei migranti nel comune calabrese. La notizia è stata riportata dalla Gazzetta del Sud: la procura, inoltre, contesta a Lucano anche l’associazione per delinquere, oltre a truffa, falso, concorso in corruzione, abuso d’ufficio e malversazione. L’inchiesta Xenia, condotta dai finanzieri del gruppo di Locri, ha portato agli arresti domiciliari il sindaco Lucano il 2 ottobre scorso. Domiciliari poi revocati il 16 ottobre, sostituiti con il divieto di dimora a Riace. L’accusa iniziale era di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti.L’avviso di conclusione indagini prevede però anche la contestazione di reati più gravi, per i quali il gip non aveva accolto la richiesta d’arresto. La procura ha presentato ricorso al tribunale del riesame, ma non è stato ancora discusso. La procura ipotizza di estendere l’accusa anche ad altri reati, legati alla gestione dei finanziamenti erogati dal ministero dell’Interno e della prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace per l’accoglienza. I 31 indagati potranno, entro 20 giorni, depositare documenti in propria difesa e chiedere di essere sottoposti a interrogatorio.

Mimmo Lucano commenta, con l’Ansa, la notizia dell’avvio di conclusione indagini: “Sono tranquillo con la mia coscienza perché non ho fatto niente, anzi ho cercato di aiutare umanamente e non mi sono approfittato di nulla neanche sul piano economico. Non ho proprietà né conti correnti, come ho detto sin dal primo momento. Dopo tanto tempo hanno potuto verificare tutto su di me. Mi auguro che prevalga la coscienza. Gli avvocati mi hanno detto che è un fatto normale, anzi è positivo perché hanno chiuso e vuol dire che non ci sono altre cose e che quelli sono i capi di imputazione. Tutti gli accusati dicono che sono innocenti, è un fatto automatico quindi mi sembra talmente scontato che non lo voglio nemmeno dire. C’è chi ci giudica e sapranno loro cosa fare”.

 

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