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CHIUDE LA CHIESA E NIENTE MESSA DI NATALE: la buffonata del prete rosso per protestare contro Salvini

La clamorosa decisione di Don Paolo Farinella, parrocco della chiesa di San Torpete a Genova. «È un vero e proprio sciopero

Da sabato 24 dicembre 2018 a sabato 5 gennaio 2019 la chiesa di San Torpete di Genova resterà chiusa per “obiezione di coscienza” contro il decreto Salvini.

La decisione del “prete di frontiera” è un “vero e proprio sciopero” contro il provvedimento “con cui il governo e il parlamento italiani” denuncia Don Paolo al Secolo XIX “nel silenzio totale dei cattolici e dei cristiani, alla vigilia di Natale, espelle dall’Italia quel Gesù di Nazaret di cui si vorrebbe celebrare la nascita”.

Il sacerdote non è nuovo ad iniziative del genere, lui che il “Natale moderno” lo vorrebbe abolire perché, come scrisse lo scorso anno “è strumento di un sistema economico assassino”.

Uno strumento, continua Don Paolo, “che fomenta lo sperpero, alimenta la falsità dei falsi sentimenti d’occasione (a Natale bisogna essere buoni) e illude perché tutto lo scempio delle ingiustizie, delle immoralità e del buonismo a buon mercato si ritualizza nel contesto di una religiosità blasfema”.

Ogni migrante, per Don Paolo, è Gesù di Nazareth. Ogni migrante espluso è espellere quel Gesù di Nazaret di cui si vorrebbe celebrare la nascita.

Perché quel bambino al quale si inneggia nel presepe “è un profugo che scappa dalla polizia di Erode, ricercato per essere fatto fuori, emigrante in Egitto in cerca di salvezza e di fortuna, nato fuori dall’abitato perché nessuno lo voleva”.

Solo i pastori, gli emarginati “impuri” del tempo lo assistono, “mentre nel tempio di Gerusalemme splendono le luci e si elevano i canti al Dio dei cieli e compagnia cantando”.

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