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Francia, già 25 bambini nati senza braccia: tutti hanno i genitori che vivono vicino a campi coltivati a mais

Mauro Zanon per “Libero quotidiano”

«È tardi. È imbarazzante constatare che bisogna aspettare così tanto tempo per questo genere d’ inchieste. Le segnalazioni sulle gravi malformazioni dei bambini sono state fatte molto tempo fa. Con dei casi di questo tipo, la reazione delle autorità dovrebbe essere automatica e appropriata».

Élisabeth Ruffinengo, membro dell’ Ong Women engage for a commun future (Wecf), non riesce a contenere la sua collera nei confronti dell’ esecutivo francese, per il ritardo con cui ha reagito all’ affaire che sta suscitando grande inquietudini in tutto il Paese: il mistero dei 25 bambini nati senza braccia, avambracci o mani tra il 2000 e il 2017. Il dossier è molto complesso e il panico generato dall’ annuncio, fatto lo scorso 30 ottobre, di 11 nuovi casi di malformazioni degli arti superiori nel dipartimento dell’ Ain, a est di Lione, non ha fatto altro che aumentare la confusione.

I PRIMI SETTE CASI

Andiamo dunque con ordine. Quest’ estate, il Remera, il registro delle malformazioni congenite della regione Alvernia-Rodano-Alpi diretto dall’ epidemiologa Emmanuel Amar, ha rivelato che diversi bambini, negli ultimi anni, sono nati privi di braccia, avambracci o mani: tutti originari del dipartimento dell’ Ain, a est di Lione. Nel rapporto del Remera, datato 25 luglio, si parla di 7 nascite con «agenesia trasversale degli arti superiori» tra il 2009 e il 2014 in un raggio di 17 chilometri.

A queste si aggiungono due altri gruppi di bambini nati con malformazioni agli arti superiori nella Loira-Atlantica (3 casi tra il 2007 e il 2008) e in Bretagna (4 casi tra il 2011 e il 2013). L’ affaire è emerso mediaticamente soltanto il 15 settembre, grazie a un articolo del quotidiano Le Monde, seguito da un reportage televisivo di France 2, il primo canale della televisione pubblica francese. Ai giornalisti di France 2, una mamma, Mélanie Vitry, ha raccontato i suoi momenti di disperazione quando ha scoperto che suo figlio, appena nato, era senza la mano destra.

come il talidomide Come lui, nei pressi del comune di Druillat, nel dipartimento dell’ Ain, sono stati altri sei i bambini nati con la stessa malformazione tra il 2009 e il 2014. Ma il 30 ottobre, un mese dopo l’ uscita del reportage della trasmissione «L’ il du 20 heures», la Sanità pubblica francese ha annunciato l’ esistenza di 11 nuovi casi sospetti nel dipartimento dell’ Ain, da aggiungere agli altri sette neonati con malformazioni identificati nella stessa zona rurale dal rapporto del Remera.

In totale, oggi, sono 25 i «bébé sans bras» in tutta la Francia. «C’ è un insieme di indizi concordanti che ci dice che all’ origine di queste malformazioni ci sono i pesticidi», ha attaccato l’ eurodeputato dei Verdi francesi Yannick Jadot, aggiungendo che «tutte le famiglie coinvolte vivono vicino ai campi di mais e di girasoli».

«La pista ambientale è da tenere in considerazione», ha dichiarato la ministra della Salute Agnès Buzyn, specificando che le madri potrebbero essere entrate in contatto con sostanze tossiche che avrebbero «mangiato» o «respirato» durante la gravidanza. «Voglio sapere quali sono le cause di queste malformazioni, tutta la Francia vuole saperlo», ha aggiunto la ministra. Tuttavia, nessuna prova scientifica, attualmente, può confermare la pista ambientale.

Le cause, come riportato dalla stampa francese, potrebbero essere anche genetiche, legate a vincoli fisici o ad alcuni farmaci (tra tutti, il Talidomide, il farmaco anti-nausea che aveva portato alla nascita di migliaia di bambini senza braccia tra il 1957 e il 1962). Lo scorso 31 ottobre, François Bourdillon, direttore dell’ Agenzia nazionale della sanità pubblica francese (Ansp), ha annunciato che «è in corso» un’ inchiesta a livello nazionale, precisando che i primi risultati verranno resi pubblici fra tre mesi.

«Abbiamo lanciato un’ inchiesta su tutto il territorio, cominciando con il dipartimento dell’ Ain. Finiremo il prossimo mese nella regione Alvernia-Rodano-Alpi e copriremo tutto il territorio», ha affermato Bourdillon. Le autorità francesi, dinanzi alle inquietudini crescenti delle famiglie, assicurano che «non c’ è alcuna epidemia». Ma il mistero dei «bébé sans bras» resta fitto.

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