Home / NEWS / Acqua e zucchero mentre moriva, “poi quando hanno visto che stava diventando cianotica l’hanno messa su un divano, dopodiché moriva”. Questi sono gli ultimi attimi di Desirée. Gli ultimi spiragli di vita, di una vita finita troppo presto. Drogata. Stuprata. Violentata a turno

Acqua e zucchero mentre moriva, “poi quando hanno visto che stava diventando cianotica l’hanno messa su un divano, dopodiché moriva”. Questi sono gli ultimi attimi di Desirée. Gli ultimi spiragli di vita, di una vita finita troppo presto. Drogata. Stuprata. Violentata a turno

di Serenella Bettin da Facebook

Acqua e zucchero mentre moriva, “poi quando hanno visto che stava diventando cianotica l’hanno messa su un divano, dopodiché moriva”. Questi sono gli ultimi attimi di Desirée. Gli ultimi spiragli di vita, di una vita finita troppo presto. Drogata. Stuprata. Violentata a turno. Si erano messi in fila per dilaniare il corpo di lei. Per usarlo come sfogatoio. Per sfregiarlo. Per usarlo.
Per farne quello che volevano.
Poi quando hanno visto che non dava più segni di vita l’hanno lasciata lì, agonizzante a morire.
Vi basta o dobbiamo continuare? Allora anime belle mi chiedo dove siete. Dove siete in questi giorni dove non si fa altro che parlare di questo orrore? Dove cazzo siete?
O spuntate come i funghi solo quando dovete dire che l’Italia è un paese razzista, che è un paese di merda e che gli italiani sono tutti quattro razzisti? Dove siete?
Dove siete con la vostra foga che vi contraddistingue quando dovete dire al mondo che gli italiani sono pieni di odio e violenza? Dove siete? Perché qui sapete, in questo racconto dell’orrore, l’odio e la violenza ci sono tutti. Tutti.
Desirée non doveva essere lì. E questi quattro figli della protezione italiana cosa ci facevano qui? Loro dovevano essere lì? Loro dovevano essere qui? Perché questa gente era ancora in Italia? Perché?
E allora ve li presente adesso questi figli della protezione umanitaria che l’Italia accoglie.
Ve li presento questi figliastri a cui l’Italia che non dà protezione nemmeno alle donne vittime di abusi, concede la protezione a quattro migranti irregolari.
Ecco ve li presento sì. Gara Mamadou senegalese 26 anni, Minteh Brian senegalese 43 anni, Alinno Chima nigeriano 46 anni, Yusif Salia ghanese 32 anni.
Gara Mamadou che per darsi un tono ha detto anche che con Desirée aveva una storia, aveva un permesso di soggiorno scaduto. Dopo aver venduto borse contraffatte, spacciava. Sopra la sua testa pendeva pure un provvedimento di espulsione firmato dal prefetto di Roma il 30 ottobre 2017. Un anno fa. Ma era ancora qua.
Brian Minteh: irregolare pure lui. Ad agosto 2017 aveva chiesto il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi umanitari. In attesa di un rinnovo mai emesso, continuava a spacciare e viveva in una roulotte.
Alinno Chima aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari, uno di quelli che ti danno se per caso ti presenti davanti al giudice con la letterina dell’amico gay, rilasciato dalla questura di Roma e scaduto il 13 marzo 2018. Irreperibile pure lui. Si manteneva con lo spaccio.
Yusif Salia invece quando l’hanno trovato, aveva dato un nome falso agli inquirenti e si era pure tagliato i capelli per rendersi irriconoscibile. Lui era titolare di un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato da Questura di Napoli nel 2012 e scaduto quattro anni fa. Lo hanno trovato con droga una pistola giocattolo e Dio solo sa cosa.
Ecco questo sono i figli di quell’Italia che accoglie e che pretende di fare accoglienza lasciando la gente in mezzo alle strade a spacciare violentare stuprare dormire per terra. Ma non è questione di essere stranieri sapete. Il Mostro del Circeo era italiano. Quello che quest’estate ha ammazzato la moglie finendola a botte era italiano. Quello che avrebbe fornito la droga a questi quattro presunti assassini era italiano.
Qui il problema è che non si è in grado di garantire una sicurezza degna di questo Paese. Il problema è che ci sono pene misere per quattro stupratori che non meriterebbero nemmeno un ergastolo. Qui il problema è che sono arrivati tutti, che ci avete lucrato, ci avete fatto i soldi, per poi metterli sulle strade. L’Italia è diventata la terra di nessuno dove tutti possono arrivare e chiunque è libero di uscire, di passare, per poi un giorno scoprire che qualche terrorista che si è fatto saltar per aria era transitato per Venezia.
Qui il problema sono le nostre città con interi ghetti che finiscono nelle mani di irregolari, di clandestini, di spacciatori, di delinquenti.
Questo è il problema. E lo squallore è che mentre voi vi preoccupate di twittare, di fare i post su Facebook, di dire l’ennesima stronzata che vi passa per la testa per guadagnare migliaia su migliaia di euro al mese, la gente fuori muore. I ragazzini vengono lasciati allo sbando perché con la vostra dittatura li volete ignoranti, le famiglie si sfasciano anche perché non arrivano nemmeno più a fine mese, i giovani con il vostro concedere tutto li avete messi allo sbando in una società che non è in grado nemmeno di dare da mangiare ai gatti o ai cinghiali, figuriamoci di proteggerli e di garantire e far maturare loro dei valori solidi e duraturi. E poi questi migranti irregolari, che voi non avete saputo gestire. E che ora sono qui a girare per le strade. Qualcuno con vari precedenti penali a carico, qualche altro con decreti di espulsione usati come carta igienica per pulircisi il culo. Qualche altro con qualche bel permesso scaduto usato come cartina per sniffare la coca.
Allora adesso dove siete quando vi preoccupate dei migranti che muoiono di fame e non dei nostri ragazzi che muoiono perché la vita non ha saputo dar loro quello di cui avevano diritto? Dove straminchia siete?

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Un commento

  1. un pezzo che ti spacca lo stomaco tanto è vero!! Lo abbiamo pubblicato sui nostri profili FB perché comunque è sempre attualissimo, purtroppo, da non dimenticare. La memoria vogliono farci perdere…ricordandoci solo lo sterminio degli ebrei di 80 anni…e tralasciano lo sterminio quotidiano che avviene tutti i giorni nel nostro Paese. Complimenti Serenella, un pezzo scritto con la penna intinta nel sangue. Non uno sfogo ma una realtà a cui più nessuno sembra voler volgere lo sguardo

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