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“Uno leggeva, l’altro scriveva” Di Maio e Conte sputtanati: ma quale manina, Salvini a valanga

Matteo Salvini non nasconde un po’ di preoccupazione, ma soprattutto insofferenza dopo l’uscita di Luigi Di Maio a Porta a porta sulla ormai famosa “manina” che avrebbe introdotto il condono penale tra le righe della pace fiscale. Da Mezzocorona, in Trentino, dove il leghista è impegnato negli ultimi appuntamenti elettorali, ha finalmente chiarito come si è svolto l’ultimo Consiglio dei ministri, quando tutti i ministri, premier compreso, hanno esaminato il testo del Def: “In quel Cdm Conte leggeva e Di Maio scriveva, quindi – ha detto Salvini – si accordassero tra di loro e si riparte”. La preoccupazione però va alle notizie che arrivano dai mercati, con lo Spread che continua inesorabilmente a salire: “Se arriva a 350 è un problema”, ha ammesso.

Il ministro dell’Interno si è detto disponibile a partecipare a un altro Consiglio dei ministri già in programma per domani: “Vado a Roma sereno, riscriviamo e rileggiamo tutto”. Una telefonata però con Di Maio ancora non c’è stata: “Li sentirò tutti, il governo va avanti – ha assicurato – ci mancherebbe altro, l’importante è che nessuno cambi idea un’altra volta. La pazienza ha un limite”.

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