Home / NEWS / ECCO IL LIVELLO DELLA FECCIA ROSSA! SALVINI SMASCHERA IL COGLIONE CHE AUGURAVA LA MORTE DEL FIGLIO DEL MINISTRO: chi è sto emerito decerebrato

ECCO IL LIVELLO DELLA FECCIA ROSSA! SALVINI SMASCHERA IL COGLIONE CHE AUGURAVA LA MORTE DEL FIGLIO DEL MINISTRO: chi è sto emerito decerebrato

Vergognosa attacco di un piddino contro Matteo Salvini. “Se vedessi sulla strada il figlio di Salvini vittima di un incidente stradale, passerei avanti dicendo Prima i piddini”. A scriverlo sui social è Giuseppe Rotondo. Ma la risposta del leader della Lega non si è fatta attendere: “Cretino, lascia fuori dalle polemiche i miei figli. P.s. Il signore si dichiara iscritto al Pd”.

IL CRETINO NON E’ UNO QUALUNQUE. NEL 2011 FU INTERVISTATO DAL SITO AFFARI ITALIANI…

Giuseppe Rotondo, ricercatore di biologia molecolare all’Università di Milano, ideatore del sito Insieme per il Pd, che su Facebook conta circa 20mila iscritti, con un’intervista ad Affaritaliani.it,spiega il perché della sua iniziativa: “L’idea è nata quando Veltroni si è dimesso dalla direzione del Pd. Volevo che le persone come me, provenienti dalla società civile, dessero un contributo al partito”. La sua analisi sul Pd è impietosa: “Non abbiamo un’identità. Smettiamola coi tatticismi e con la discussione sulle alleanze. Prima determiniamo un programma chiaro e successivamente cerchiamo della intese coerenti”. Le primarie? “Non si discutono” e chiede di “sottoporre alla base attraverso dei referendum i punti programmatici”. Bersani? “Non ha carisma, ci vuole un rinnovamento della classe dirigente”. E lancia Renzi, Gozi e Civati per la leadership…

Come nasce e perché il sito Insieme per il Pd?
“L’idea è nata da me quando Veltroni si è dimesso dalla direzione del Pd. Volevo che le persone come me, provenienti dalla società civile, dessero un contributo al partito. Essendo stato negli Stati Uniti per nove anni, ho notato come la rete sia fondamentale per la politica per permettere la partecipazione dei cittadini. Ovviamente ho utilizzato anche Facebook per convogliare la partecipazione”.

Qual è la sua idea di base?
“Costruire nella base una cultura democratica in cui tutti si possano riconoscere indipendentemente dalla provenienza politica e culturale. Una cultura democratica che parta dal basso orizzontalmente e che non seguisse la classica direzione vertice-base”.

Avete molte adesioni?
“Insieme per il Pd ha avuto molto successo su Facebook visto che era il primo gruppo di questo tipo e oggi contiamo circa 20mila iscritti. Ma siamo attivi anche sul territorio e abbiamo fatto numerose iniziative anche nei circoli: siamo organizzati un po’ come una rete di cui fanno parte numerosi dirigenti locali del Pd ma anche Sandro Gozi che è il responsabile delle Politiche europee del partito”.

Parlate di una ricostruzione dell’identità del partito. In che modo deve avvenire?
“Non avendo una forte identità sembra che le alleanze siano quelle che determinano l’identità del partito. Se ci si allea con il centro molti militanti hanno l’idea che il Pd diventerà un partito che avrà gli stessi obiettivi di Casini e Fini e se ne andrebbero con Vendola, se ci si allea con Sel c’è il pericolo che i centristi escano per andare con il Terzo polo. In sostanza il Pd si trova nell’angolo”

Come uscirne?
“Stop ai tatticismi e alla discussione sulle alleanze. Prima facciamo un programma chiaro e successivamente cerchiamo della alleanze coerenti con questo”.

Nel Pd si parla di fare un tagliando alle primarie. Secondo voi che fine devono fare?
“Bisogna conservarle, sono la nostra caratteristica e sono all’interno dello statuto. Ma vogliamo anche un limite di tre anni per i mandati per attuare il rinnovamento. Inoltre è necessario far votare la base sulle linee programmatiche attraverso dei referendum da fare nei circoli come previsto dal nostro statuto”.

Che cosa pensa della leadership di Bersani?
“Sicuramente non ha grande capacità di attrarre consenso. Certo, è difficile tenere insieme le diverse anime del partito e lui riesce ad essere un punto di equilibrio. Ma la verità è che nel Pd ci sarebbe bisogno di un grande rinnovamento: ci sono tante figure di giovani innovativi che potrebbero guidarlo”.

Lo stesso Renzi?
“Sì. Il sindaco di Firenze è stato selezionato attraverso le primarie e non è entrato nel Pd attraverso i meccanismi classici come la cooptazione. Ma in generale, nel momento in cui si dice che bisogna fare un partito nuovo, ma si vedono gli stessi dirigenti che sono lì da 30 anni è naturale che non si abbia credibilità. Ripeto, ci sono tantissimi giovani di tutte le aree, su tutti Renzi, Civati e lo stesso Gozi, che potrebbero aspirare a una leadership”.

 

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