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GENOVA, COSI’ E’ CROLLATO IL PONTE MORANDI: ricostruite le possibili dinamiche. L’incredibile video riproduce esattamente gli ultimi drammatici secondi

ECCO COME È CROLLATO PONTE MORANDI – LA SIMULAZIONE 3D DELLO STUDIO TEDESCO KOSTACK, CHE HA ELABORATO LE 5 IPOTESI PIÙ PROBABILI DI POSSIBILI CAUSE DEL CROLLO – IL MODELLO È STATO REALIZZATO UTILIZZANDO I DISEGNI ORIGINALI DELLA STRUTTURA E LE IMMAGINI DEL PONTE – LA RAGIONE PIÙ PROBABILE È…

Da www.corriere.it

Una simulazione in 3d del crollo del Ponte Morandi è stata elaborata dallo studio tedesco Kostack che ha elaborato cinque ipotesi di possibili cause del crollo con l’aiuto del software Bullet Constraints Builder, creato proprio per simulare crolli strutturali. Il modello sarebbe stato realizzato utilizzando i disegni originali della struttura e ricavano ulteriori informazioni dalle immagini del ponte distrutto e da foto satellitari dell’area. Nel video si fanno diverse ipotesi sui punti iniziali di rottura.

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Un commento

  1. Questa simulazione è molto scenografica e sembra fornire velocemente delle risposte numeriche alle varie ipotesi di crollo del ponte.

    A mio avviso è però fuorviante per i seguenti motivi:

    1) Nell’ipotesi che la geometria del ponte e la disposizione dei ferri utilizzate nei calcoli siano quelle reali, sicuramente non sono state simulate la posizione e la dimensione delle cricche perché non note.
    Queste influenzano la modalità della trasmissione delle forze soprattutto in caso di dinamica impulsiva.
    Sempre a riguardo della geometria è probabile che non si sia tenuto in conto della successione reale delle colate di cemento e della modalità della giunzione dei ferri.

    2) Non sono note le caratteristiche meccaniche del cemento nella varie parti del ponte al momento del crollo, perché i test verranno effettuati nel prossimo futuro dalla magistratura e quindi non disponibili a chi ha fatto le simulazioni.

    3) Non è noto ad alcuno lo stato dei ferri in termini di riduzione della sezione resistente ed intensificazione delle tensioni prodotta localmente dai fenomeni di tensio-corrosione e quindi non riprodotti nell’analisi fatta. Nel caso che questi ferri fossero di acciaio martensitico bisognerebbe valutare anche il subdolo fenomeno dell’infragilimento da idrogeno.

    4) Nell’analisi non si è tenuto conto della durata temporale del fenomeno innescante perché non noto. Gli effetti dinamici, prodotti dal rilascio delle energie potenziali elastiche, sono molto diversi a seconda del fatto che avvengano in un’ora, un secondo od un millesimo di secondo; a parità di energia presente il picco delle tensioni dinamiche prodotte varia di diversi ordini di grandezza da un caso all’altro e le tensioni sono distribuite sia spazialmente che temporalmente in modo totalmente diverso.
    Per esempio nel caso di una rottura impulsiva (tempi molto più piccoli del periodo del primo modo assiale) di uno strallo lo stato sollecitazione è gestito dalla trasmissione delle onde assiali, di taglio, flessionali, e torsionali all’interno dell’intera struttura e dalle loro riflessioni.
    La sensazione personale è che il programma utilizzato per questa analisi non sia in grado di seguire questi fenomeni o chi lo ha utilizzato non si sia curato di essi o il passo di integrazione è talmente lungo da filtrare gli eventuali effetti impulsivi.

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