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L’eroica capotreno? Cosa è davvero accaduto: “Quello zingaro si rifiutava di…”

“AVEVO DAVANTI UN ROM CHE SI RIFIUTAVA DI SCENDERE” – LA CAPOTRENO TRENORD CHE RISCHIA IL LICENZIAMENTO PER L’ANNUNCIO ANTI NOMADI  PREPARA LA MEMORIA DIFENSIVA: “NON MI ERO ACCORTA CHE IL MICROFONO FOSSE ACCESO” – I COLLEGHI: “NON È RAZZISMO, LA SITUAZIONE, IN PARTICOLARE SULLA MILANO-CREMONA-MANTOVA, È SEMPRE PIÙ PESANTE”

Gilberto Bazoli per il “Corriere della Sera”

Prima di chiudere le valigie e partire per le ferie, programmate da tempo ma arrivate al momento «opportuno» per scappare dalla bufera, s’ è confidata con alcuni colleghi: «Ho sbagliato». Sono le parole ripetute dalla capotreno del regionale 2653 Milano-Cremona-Mantova che martedì, attraverso l’ altoparlante, ha diffuso un annuncio razzista: «I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. E agli zingari: scendete alla prossima fermata perché avete rotto i c…».

È successo all’ altezza della stazione di Lodi. Su quel treno, fin dalla partenza, un passeggero camminava di vagone in vagone lasciando sui sedili un biglietto con la richiesta di aiutare lui e la sua famiglia.

«In quel preciso momento, davanti a me c’ era un rom che si rifiutava di scendere. Io non mi sono davvero accorta che il microfono fosse acceso. So bene che non si dicono certe cose e mi scuso» ha confidato la capotreno, dipendente di Trenord, la società del trasporto ferroviario lombardo.

L’ azienda, che ha avviato e chiuso un’ indagine interna velocissima (c’ era poco sul quale compiere ulteriori accertamenti) ha ascoltato la donna, la quale scriverà una memoria difensiva per ricostruire l’ accaduto. La commissione dell’ azienda sta valutando i provvedimenti da adottare: sarà sanzionata ma non sembra sussistano gli estremi per il licenziamento.

Prima di raccogliere la sua versione, Trenord ha escluso un atto di manomissione e ha scagionato il macchinista del treno regionale, l’ unico altro operatore al lavoro sul convoglio. La capotreno ha sbloccato, con la chiavetta in dotazione, il citofono di bordo e via altoparlante diramato l’ avviso.

Un gesto nel pieno svolgimento della propria professione, non «innescato» da pressioni esterne e da situazioni concitate. Eppure la categoria la difende compatta. Senza esitazione. L’ ex capotreno Giordano Stagnati è stato cacciato dall’ azienda dopo aver morsicato e insultato («Negro di m…») sulla Cremona-Brescia un senegalese senza biglietto che l’ aveva aggredito. Il caso, accaduto a settembre, è al vaglio del giudice del lavoro.

«Ho viaggiato sulla Milano-Cremona, una delle tratte più difficili. Mi spiace – dice al Corriere Stagnati – che la mia collega si sia lasciata andare ad affermazioni in cui, comunque, non vedo nulla di razzista. A volte abbiamo a che fare con persone che non si fanno intimorire nemmeno dalla nostra divisa. Per loro l’ elemosina è un lavoro, ci campano, usano sempre la strategia dei biglietti con le solite frasi lasciati sui sedili dei passeggeri».

Un altro capotreno, intervistato ieri alla stazione di Cremona, ha detto: «Conosco, anche se non benissimo, la collega. Ha quindici anni di servizio e un curriculum di rispetto. Il suo comportamento non è giustificabile ma allo stesso tempo la capisco: su tutte le linee, e in particolare proprio sulla Milano-Cremona-Mantova, la situazione che dobbiamo affrontare è sempre più pesante».

Il vicepremier Matteo Salvini interviene ancora sul caso: «Farò tutto quello che è in mio potere perché la capotreno non sia punita – scrive su Facebook il ministro dell’ Interno -.  Anzi, fosse per me dovrebbe essere ringraziata».

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2 commenti

  1. Quale annuncio razzista!! Non scrivete stronzate!! Il razzismo ve lo sognate anche di giorno. Qui si trattato di gente che molestava in continuazione e se erano zingari erano zingari. Punto e basta. Non aggiungetevi anche voi al coro della carta stampata decerebrata, ormai schiava delle lobby del pensiero comune. Perché’ se continuate alla maniera del noto foglio di carta igienica La Repubblica, vi estinguerete anche voi!!

  2. Canciello Sossio

    Se un utente paga il biglietto è padrone di quel servizio e nessuno si può permettere di cacciarlo. Diversamente viene accompagnato alla prima fermata.

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