Home / NEWS / Open Arms, vergogna senza fine: così prendono per i fondelli Salvini mentre scappano per evitare che vengano svelate le balle del naufragio raccontate al mondo intero

Open Arms, vergogna senza fine: così prendono per i fondelli Salvini mentre scappano per evitare che vengano svelate le balle del naufragio raccontate al mondo intero

E adesso la Ong sfida Salvini: “Gli manderemo una cartolina”

L’Ong mette nel mirino il ministro dell’Interno: “L’Italia non è un porto sicuro, nè per noi, nè per le persone che salviamo e che tu vuoi rimandare in Libia”

Faccia a faccia. Ong contro Matteo Salvini. Non è la prima volta che Proactiva Open Arms mette nel mirino l’Italia e, ovviamente, il suo ministro dell’Interno.

Ma mai come in queste ore, forse, lo scontro era arrivato a tanto.

Tutto inizia con l’accusa che la Organizzazione spagnola ha rivolto al Belpaese nella giornata di ieri, definendo la marina libica “assassini arruolati dall’Italia”. Lo scontro è proseguito oggi quando Proactiva ha deciso di far rotta verso la Spagna, rifiutando la proposta italiana di sbarcare a Catania. Il motivo? Secondo il direttore delle operazioni di bordo della Open Arms, Riccardo Gatti, il Belpaese non è più un “porto sicuro” e questo perché “siamo anche preoccupati per la donna da noi salvata per la sua tutela e la piena libertà nel rendere una testimonianza in sicurezza perché Salvini ha dichiarato che tutto ciò che abbiamo detto è una fake news. Questo ci fa pensare che non sia sicuro attraccare in Italia“. Insomma: il leghista è al potere, quindi l’Italia non è un buon luogo in cui approdare.

Nel pomeriggio è arrivata, diretta, la replica del capo del Viminale. Che con un tweet ha rilanciato la notizia del viaggio verso Madrid (il porto di sbarco non è ancora stato comunicato) della Open Arms, chiedendosi se abbiano deciso di farlo perché hanno “qualcosa da nascondere”. E così l’Ong, su twitter, non ha esitato a sfidare il ministro dell’Interno: “Andiamo in Spagna perché l’Italia non è un porto sicuro, nè per noi, nè per le persone che salviamo e che tu vuoi rimandare in Libia. Ti manderemo una cartolina“. Lo scontro sembra essere solo all’inizio.

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