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La bolletta dell’elettricità ti frega con il Fisco: consumi troppo poco? Ti rovinano, ecco l’ultima follia della Cassazione

Sostituire le lampadine tradizionali con quelle a led, lavare piatti e pentole a mano per non accendere la lavastoviglie, usare la moka invece della Nespresso e il sapone di Marsiglia per lavare i panni a mano al posto della sprecona lavatrice, sminuzzare le verdure con il coltello invece del pratico tritatutto. Se l’obiettivo principale è quello di risparmiare energia elettrica è bene che si sappia che tagliare troppo questa voce di spesa del bilancio familiare può costare caro. Quanto? L’equivalente dell’agevolazione fiscale ottenuta dal mancato pagamento dell’Imu/Ici e della Tasi per la prima casa.

Un paradosso che nasce da una sentenza della Corte di cassazione, la 14793 del 7 giugno 2018, secondo cui se i consumi elettrici sono bassi, il Comune può cancellare le agevolazioni fiscali per l’abitazione principale.

NO ALLE AGEVOLAZIONI – L’ordinanza parla di Ici perché l’oggetto del contendere riguarda quello che resta della vecchia tassa comunale sugliimmobilima il ragionamento si può estendere alla “moderna” Imu (non solo di competenza dell’amministrazione comunale) e la Tasi, la “tassa sui servizi indivisibili”. Nel caso in oggetto un contribuente aveva contestato quanto stabilito dalla Commissione tributaria regionale che aveva dato ragione a un Comune convinto della malafede di un residente. La prova di una bolletta elettrica troppo risparmiosa è stata valutata ragionevole dai giudici di legittimità. Non basta dunque dichiarare che un immobile è adibito a propria abitazione principale e spostare lì la residenza per godere delle agevolazioni fiscali “prima casa”,ma è necessario viverla. Per i giudici in ermellino le dichiarazioni del proprietario riguardo alla residenza hanno solo un “valore presuntivo” «e possono essere superate da prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento e suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del giudice di merito». E la bolletta elettrica, se soprattutto si considera un arco temporale congruo, come può essere un triennio, è la pistola fumante.

CONSUMI MINIMI – Chissà perché non quella del gas. E in ogni caso, qual è il consumo di energia elettrica minimo per poter considerare l’abitazione effettivamente vissuta? Lo stabilirà, in caso di lite tra un Comune e i suoi residenti, reali ofittizi,il togato competente nei due gradi di giudizio per i contenziosi tributari. Il tutto per la felicità dei molti campanili, principalmente quelli stracolmi di seconde case,dove proprio per pagaremeno tasse i villeggianti si dichiarano residenti. E visto che in molti non badano a spese pur di risparmiare sulle imposte, può convenire installare timer che accendano a intermittenza luci e condizionatori d’aria

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