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Fico è come la Boldrini: si permette di mettere il becco su porti e ong. Cosa è arrivato a dire, andando fuori dalle sue competenze

“Io, i porti, non li chiuderei…”. Il presidente della Camera, Roberto Fico, lancia la bomba subito dopo aver fatto visita nell’hotspot di Pozzallo.

Una dichiarazione di rottura con quanto deciso dal suo collega di partito, il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ieri sera, d’accordo con Matteo Salvini, ha disposto “il divieto di attracco nei porti italiani per la nave Open Arms”. Che la terza carica dello Stato non sposasse la linea del governo Conte non era affatto un mistero. Ma l’uscita rischia di rinfocolare i mal di pancia della base grillina che ha sempre osteggiato la mano ferma dei leghisti. “Dell’immigrazione – commento Fico – si deve parlare con intelligenza e cuore”.

Sicuramente Fico non parla a titolo personale. Dietro di lui ci sono quelli grillini ortodossi che mal digeriscono Luigi Di Maio e l’alleanza gialloverde. La linea dura di Salvini non ha fatto altro che rendere più feroci i dissapori. E così la visita del presidente della Camera al centro di prima accoglienza di Pozzallo viene piazzata proprio all’indomani di un infuocato vertice europeo che ha visto il premier Giuseppe Conte puntare i piedi per ottenere il divieto di attracco nei porti italiani per le navi delle Ong, che operano nel Mar Mediterraneo, e la creazione di centri sorvegliati in cui vengono decisi i rimpatri degli immigrati. Una linea, ovviamente, condivisa sia dal Movimento 5 Stelle sia dalla Lega. Tanto che, al termine del summit, il grillino Toninelli ha chiuso tutti i porti alla nave spagnola Open Arms che aveva chiesto soltanto “l’accesso alle acque territoriali”. Il governo ha, infatti, optato per chiudere non solo allo sbarco ma anche alle attività di rifornimento. “Le navi delle organizzazioni non governative in Italia sono indesiderate – ha chiarito Salvini – d’ora in poi la vedranno solamente in cartolina e non saremo gli unici a comportarci così”.

A Pozzallo Fico non si mette soltanto a criticare la decisione del governo di chiudere i porti, ma si lancia anche in una sperticata lode nei confronti delle organizzazioni non governative. “Quando si parla di Ong bisogna capire cosa si vuole intendere – dice – nel Mediterraneo salvano i migranti e fanno un lavoro straordinario”. E, dopo aver ricordato che l’inchiesta del procuratore aggiunto di Palermo, Marzia Sabella, è stata archiviata e che le indagini del procuratore di Catania, Carlo Zuccaro, “da un anno non cavano un ragno dal buco”, invita tutti a “capire bene di chi si parla e chi le finanzia”, prima di parlare. “Se no – sottolinea – si fa cattiva informazione”. Quindi, passa a bacchettare (con garbo) il premier Conte: “Noi dobbiamo essere solidali con chi emigra e dire alla Ue senza estremismi che la solidarietà si fa insieme. L’approdo è europeo ed è insieme che va gestita la situazione”.

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