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Buffon, ma quale campione vero? Dal falso diploma alle scommesse passando per una vera e propria collezione di frasi antisportive è vergognoso celebrarlo per un uomo da prendere quale esempio

BUFFON, PORTIERE DI SCANDALI

Buffon Gianluigi per http://www.lettera43.it – 01 giugno 2012

Ora da parare non c’è un calcio di rigore, o un colpo di testa ravvicinato di quelli per cui serve il giusto mix di istinto, riflessi e fortuna. E magari una mano dal guardalinee di turno (e Muntari potrebbe testimoniarlo). Ora per Gigi Buffon è in arrivo una bordata di critiche da cui è difficile difendersi, e che rischiano di far riemergere vecchi scheletri dall’armadio e ombre che parevano spazzate via una volta per tutte.

Giocatore straordinario, per anni il migliore al mondo nel suo ruolo senza possibilità di discussioni, ma a palla ferma le sue parole sono finite più di una volta nell’occhio della critica. Buffon sembra l’emblema di un calcio italiano che spesso fa a pugni con l’etica, nonostante i goffi tentativi di ricostruirsi un’immagine pulita affidati alla Nazionale e al selezionatore Cesare Prandelli.

NEL CALCIOSCOMMESSE DAL 2006

Perché di macchie, fuori dal campo, sulla carriera del portiere ce ne sono state parecchie. Il calcioscommesse, in primis. Il Gigi nazionale ci era già cascato una volta, nel 2006, ma ne era uscito pulito pur ammettendo di aver più volte puntato sui risultati dei campionati stranieri.

Il procuratore federale Stefano Palazzi aveva deciso per l’archiviazione dopo aver indagato su cinque partite giocate dalla Juventus e sulle quali c’era il sospetto che Buffon e altri giocatori avessero puntato ingenti somme di denaro. Ma adesso si parla di 1,5 milioni girati a un suo amico, titolare di una ricevitoria a Parma, e i sospetti tornano pesantemente d’attualità. «Movimenti atti a tutelare una parte del suo patrimonio», ha spiegato l’avvocato del giocatore (Leggi il pdf dell’informativa della guardia di finanza).

IMPRENDITORE E TIFOSO

Eppure a Buffon gli investimenti leciti e lo spirito d’iniziativa, imprenditoriale, non sono mai mancati. Nel 2011 è diventato maggior azionista del gruppo tessile Zucchi, con il 19,6% del capitale societario. Un anno prima era sceso in campo per salvare la Carrarese, squadra della sua città natale, rilevandone il 50% assieme al collega calciatore Cristiano Lucarelli e all’ex presidente del Pisa, Maurizio Mian, portandola subito nella prima divisione di Lega pro.

I soldi e gli affari non sono però le uniche passioni per Buffon. La politica sembra essere un autentico pallino per il portiere, che più di una volta ha espresso la sua opinione su ciò che serve all’Italia per crescere e uscire dalla crisi, e recentemente ha rivolto un appello per l’unità del Paese.

LE SIMPATIE FASCISTE NELLE MAGLIE E NEI NUMERI

Gianluigi Buffon e lo striscione con la croce celtica durante i festeggiamenti per il Mondiale 2006. A portarlo più di una volta al centro delle polemiche sono state le sue simpatie di estrema destra, molto più che un sospetto, testimoniate da almeno tre episodi.

I primi due risalgono a quando il giocatore militava ancora nel Parma. In un’occasione il portiere andò sotto la curva dei suoi tifosi e mostrò una maglietta con la scritta «Boia chi molla», per poi giustificarsi dicendo di averla vista intagliata sul cassetto di un tavolo ai tempi del collegio.

LA POLEMICA PER L’88

La polemica riesplose con veemenza nei suoi confronti quando scelse la maglia numero 88. A evidenziare il potenziale collegamento col nazismo fu il responsabile dello sport della comunità ebraica di Roma Vittorio Pavoncello, che ricordò come quelle due cifre fossero un codice per indicare due volte l’ottava lettera dell’alfabeto, e quindi l’acronimo Hh, ‘Heil Hitler’.

Anche in questo caso Buffon, che successivamente ripiegò sul 77, disse di non conoscere affatto quel simbolo, aggiungendo di aver scelto il numero perché ricordava quattro palle e gli sembrava adatto a identificare la sua rinascita dopo l’infortunio che gli aveva fatto perdere l’Europeo del 2000.

LA CROCE CELTICA PER FESTEGGIARE IL MONDIALE

Al teorema del ragazzo ingenuo e sempliciotto è però difficile credere se si pensa a un altro episodio, capitato nel 2006, dopo la vittoria del Mondiale in Germania con la Nazionale azzurra. Durante i festeggiamenti Buffon mostrò uno striscione che riportava la scritta «Fieri di essere italiani», accompagnata da una croce celtica.

Fatti che hanno calamitato l’attenzione della critica sul portiere della Juventus, ma non quella della magistratura ordinaria.

IL DIPLOMA TAROCCO

Eppure, scavando nel suo passato, si trova un’altra vicenda che gli ha fatto sfiorare le porte del carcere con la punta delle dita. Nel 1997 Buffon falsificò un diploma da ragioniere per iscriversi all’università, l’inganno fu svelato e nel 2001 il giocatore patteggiò la pena cavandosela con una multa di appena 6 milioni e 350 mila lire. Briciole se confrontati al milione e mezzo che ha girato al tabaccaio di fiducia «per tutelare parte del suo patrimonio».

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2 commenti

  1. chi non ha peccato scagli la prima pietra!!!!!
    grande cocomero e relatore della qui sopra lettera, come sempre, chi fa sbaglia, e chi giudica non ha mai fatto un cazzo!!
    Siamo umani ed è umano sbagliare, anche se diabolico perseverare, ma questo non significa che , tanto per farsi belli sulle disgrazie altrui, bisogna per forza dimenticare cio’ che di buono ha fatto.
    e che voi…sicuramente, non scriverete mai!!!!
    Come sempre accade, titoloni grossi per infangare, forse, trafiletto fondo pagina per risanare……..
    Purtroppo, la mamma dei coglioni è sempre incinta…e voi ne siete la prova provata!

    • Resta il fatto che non è persona da prendere come esempio…ah già ma voi italiani rubentini legittimate furbizie disonestà pur di arrivare dove volete quindi inutile sorprendersi per questo commento IDIOTA…povera ITAGLIA

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